Ravenna, spara e uccide il figlio disabile, poi si toglie la vita

Ravenna, spara e uccide il figlio disabile, poi si toglie la vita

L'arma del delitto

RAVENNA - Dramma familiare a San Romualdo, una frazione a nord di Ravenna. Un uomo di  85 anni, Giovanni Ielo, armato di pistola ha ucciso il figlio disabile di 53 anni con un colpo alla tempia. Dopodichè ha puntato l'arma contro di sé, sparandosi a sua volta alla tempia. La tragedia si è consumata domenica, poco prima delle 17, alla casa di cura  'Villa Serena', in piazza San Romualdo. L'anziano non è morto sul colpo, è stato soccorso dai sanitari del "118", ma è spirato poco dopo all'ospedale.


La vittima, Francesco Ielo, sposato e con una figlia di 20 anni, si trovava ospite nella struttura da oltre un anno a causa di un ictus, che gli paralizzava una vasta parte del corpo. Le indagini sono ancora in corso, ma i carabinieri, coordinati da Daniele Barberini,  avrebbero già inquadrato l'episodio nella casistica dell' "omicidio-suicidio". Durante i rilievi della Scientifica è già stata sequestrata l'arma de delitto, una pistola regolarmente detenuta da Giovanni Ielo, le cui analisi dipaneranno i pochi dubbi rimasti per definire i contorni della vicenda.


Padre e figlio si trovavano insieme nella struttura, in particolare in una veranda che dà sul giardino della casa si accoglienza. Giovanni Ielo, in gioventù poliziotto della Stradale, poi autista ed infine magazziniere, ha allontanato la badante che lo accompagnava con una scusa, chiedendo una bottiglietta d'acqua. A quel punto ha estratto l'arma ed ha sparato un colpo contro il figlio, uccidendolo sul colpo. Poi si è puntato l'arma contro la testa tentando il suicidio, ma rimanendo inizialmente gravemente ferito.L'85enne è però morto successivamente all'ospedale di Ravenna.


Era la prima visita di Giovanni Ielo al figlio dopo un periodo di ricovero all'ospedale, l'anziano infatti è cardiopatico ed era stato ospitato all'ospedale di Ravenna. Qualcosa nella sua testa in queste ultime settimane deve essere scattato per decidere di "voler farla finita" sia con la vita del figlio, dopo la grave disabilità, sia con la sua stessa vita. La badante ha raccontato ai carabinieri che soffriva molto per lo stato del figlio: "Piangeva sempre", ha detto. Sul posto sono arrivati in pochi minuti anche i famigliari del 53enne ucciso, stringendosi nel dolore per quanto accaduto.


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