Ravenna, studenti in protesta pronti a manifestare

Ravenna, studenti in protesta pronti a manifestare

Ravenna, studenti in protesta pronti a manifestare

RAVENNA - Tutti in strada contro la riforma Gelmini. Venerdì 8 ottobre, in concomitanza con l'inizio dello sciopero orario a intermittenza proclamato dalla Flc Cgil, è prevista una mobilitazione studentesca nazionale, che a Ravenna si tradurrà in una marcia di protesta organizzata da Rete degli studenti medi di Ravenna, Collettivo autonomo Ravenna, Coordinamento precari, Collettivo universitario Calamandrei e ricercatori.

 

La manifestazione di protesta in difesa della scuola pubblica statale, dell'Università e della ricerca partirà alle 9,30 dai giardini Speyer e si snoderà fino a piazza del Popolo dove sono previsti gli interventi delle varie associazioni e collettivi organizzatori. L'iniziativa vuole sensibilizzare e informare la cittadinanza sulla drammatica situazione che sta vivendo l'intero mondo della conoscenza nel nostro Paese.

 

La Flc Cgil e la Cgil della provincia di Ravenna aderiscono alla forma di protesta promossa dagli studenti, confermando il pieno sostegno a tutte le iniziative che abbiano a cuore le sorti del sistema pubblico della conoscenza. Il sindacato denuncia con preoccupazione la realtà che molte scuole stanno vivendo in questo inizio di anno scolastico: riduzione generalizzata del tempo scuola, sezioni di scuola dell'infanzia ad orario ridotto, tempi pieni snaturati, licei con meno ore di insegnamento rispetto alle scuole medie, taglio di oltre 200 posti di lavoro nella scuola ed aumento della precarizzazione in tutto il settore della conoscenza, classi sovraffollate anche in presenza di alunni disabili, sicurezza e sorveglianza messe a rischio per effetto dei pesanti tagli che colpiscono i collaboratori scolastici.

 

La Flc e la Cgil, consapevoli dell'importanza dell'istruzione per il futuro del Paese, proseguiranno nelle iniziative di mobilitazione per contrastare l'attacco al diritto allo studio, costituzionalmente garantito, e per difendere la dignità e i diritti dei lavoratori della Conoscenza

Commenti (2)

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    giulio bazzocchi

    E poi lo scandalo maggiore, di cui si tenta di incolpare il Governo che sta ponendovi rimedio: i precari, usato come merce di scambio, illusi, insieme alle loro famiglie, di un posto che se fosse per la Cgil non sarebbe mai arrivato. E mentre i "polignanti" (insegnanti che fanno politica) sguazzano e si trastullano nelle loro ideologie, i bambini perdono tempo scuola e chi rimane a scuola non ha chi ne garantisce la sicurezza. Per colpa della Cgil, non del Governo o del Ministro Gelmini. Concludo gridando che se la scuola non si libera da questo sindacato e dalla strumentalizzazione che quotidianamente i docenti ad esso affiliato portano nelle scuole (Cobas compresi), la scuola non sarà mai veramente libera. Lunga vita al Governo Berlusconi! Giulio Bazzocchi

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    giulio bazzocchi

    La scuola è iniziata da 20 giorni e già l'irresponsabilità della Cgil si è manifestata. La prima assemblea sindacale lunedì 27 settembre ha fatto iniziare le lezioni alle 10,30, facendo perdere agli alunni e studenti due ore di lezione. Venerdì 8 ottobre prossimo sciopero indetto da Flc/Cgil, le lezioni inizieranno alle 9,30 e non sarà garantita la vigilanza dei collaboratori scolastici (i bidelli) dalle 7,30 alle 14,45. Bravi, complimenti!!! Chi è che mina la sicurezza e non offre la continuità didattica? Chi non assicura il regolare svolgimento delle lezioni? Chi strumentalizza senza motivo e indirettamente coinvolge le famiglie, gli alunni e gli studenti per le sue lotte senza senso, fuori dalla realtà, solo per difendere un feudo che con la politica clientelare vero cancro delle scuola e della pubblica amministrazione, si è costruito, con l'aiuto dei Governi si sinistra che si sono succeduti? Perché la scuola possa essere libera deve liberarsi da un sindacato che sta difendendo ormai solo i propri interessi e non quelli dei lavoratori, contro tutti e contro tutto. Non per nulla il Governo Berlusconi e il Ministro Gelmini sono stati "condannati a morte" dalla parte incancrenita della scuola. Frutto della politica clientelare e autoreferenziale che la Cgil ha imposto al sistema scuola sono il mancato ammodernamento delle strutture scolastiche, del materiale didattico, ha costretto le Istituzioni scolastiche ad avere sempre meno soldi, perché scialacquati nel cirolo vizioso de elle supplenze, nell'irresponsabile scelta dei "debiti" scolastici che costano allo Stato per pagare i docenti centinaia di migliaia di euro e deresponsabilizzano gli studenti. E ancora: soldi spesi negli appalti alle Cooperative di pulizia per far lavorare meno i bidelli, alcuni dei quali hanno mansioni che riguardano solo la sorveglianza, per gonfiare le clientele locali, in cambio di voti e tessere: questa quisquiglia costa allo Stato 1,3 miliardi di euro all'anno.

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