Ravenna, teatro: la nuova stagione di opera e danza dell'Alighieri

Ravenna, teatro: la nuova stagione di opera e danza dell'Alighieri

Il programma della Stagione di opera e danza 2010/2011 del Teatro Alighieri di Ravenna, propone 10 appuntamenti, da novembre ed aprile, equamente distribuiti tra opera e danza. In linea con gli orientamenti maturati in questi anni dalla direzione artistica, presenta titoli di grande repertorio del teatro musicale che spaziano dal barocco al contemporaneo, mette a confronto i generi più disparati della danza, dal balletto classico alle varie espressioni del moderno e del contemporaneo, con l'intento di offrire al pubblico stimoli alla curiosità e a una rinnovata conoscenza, rifuggendo ogni routine.

Significativo da questo punto di vista che, dei 5 titoli d'opera previsti, 3 non siano mai stati rappresentati a Ravenna - "Roméo et Juliette" di Gounod, "Giulio Cesare" di Haendel e lo spettacolo fuori abbonamento "Le Streghe di Venezia" di Philip Glass, ospitato al Teatro Alighieri dopo la prima assoluta al Parco della Musica di Roma - mentre il Fidelio di Ludwig van Beethoven manca all'Alighieri da ben quarant'anni.

"Innanzitutto vogliamo esprimere il nostro debito di riconoscenza - afferma il sovrintendente Antonio De Rosa - ai sostenitori della stagione d'opera e di danza fra i quali figura ancora una volta la Cooperativa Muratori e Cementisti Cmc cui, a partire da quest'anno, si affiancano UniCredit e la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Anche grazie a loro abbiamo potuto tenere alto il profilo  dell'offerta di spettacoli dal vivo al nostro pubblico. I nostri partner istituzionali, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna e Comune di Ravenna per il 2010 hanno erogato risorse senza tagli. Speriamo che il 2011 non si presenti così drammatico come si dice."

"Abbiamo scelto in questi anni di mantenere un forte legame con il nostro territorio d'origine - sottolinea Massimo Matteucci, Presidente dell'impresa ravennate - e anche se nel tempo Cmc è cresciuta come una grande impresa internazionale, Ravenna resta la nostra città. Per noi sostenere la programmazione artistica del teatro Alighieri in un momento così difficile per il comparto culturale rappresenta un modo di interagire con la nostra comunità. Anche questo fa parte della responsabilità sociale di una impresa cooperativa come la nostra."

"Nella filosofia di UniCredit - spiega Stefano Rossetti, Direttore Esecutivo Emilia Romagna UniCredit - è un piacere, prima che un dovere, essere vicini al territorio anche sostenendo la cultura, oltre che svolgendo i compiti istituzionali con il nostro lavoro quotidiano. Ma lo riteniamo ancor più piacevole e doveroso in questa congiuntura, conoscendo bene le difficoltà del settore, e del teatro in particolare. Per Ravenna è ormai una lunga consuetudine vedere il nostro gruppo associato a importanti manifestazioni d'arte e spettacolo: quest'anno tuttavia siamo particolarmente orgogliosi di abbracciare l'intera stagione d'opera e danza, tanto cara ai Ravennati."

"Credo che il lavoro di un direttore artistico sia proprio quello di ottenere il massimo con le risorse di cui dispone" ha affermato il direttore artistico Angelo Nicastro. "Il pubblico viene a teatro per godere appieno di una proposta artistica che sia di qualità indipendentemente dalle risorse che si mettono in campo anche perché, come si vede purtroppo molto spesso, non sempre chi dispone di maggiori budget riesce a garantire maggiore qualità. La creatività artistica deve sempre mettersi in gioco totalmente e non sarebbe tale se percepisse come una diminutio i limiti di bilancio con i quali necessariamente deve misurarsi"

Il titolo di apertura della stagione, "Il trovatore" di Giuseppe Verdi, ripropone l'allestimento prodotto nel 2003 da Ravenna Festival con la regia di Cristina Mazzavillani Muti (19, 21 novembre). La lungimiranza con la quale si realizzò allora una scenografia totalmente virtuale, oltre al fascino ed alla spettacolarità tutta nuova che seppero produrre, ha avuto il merito di aprire una nuova strada rispetto all'uso della tecnologia nella convinzione che non solo si trattasse della via obbligata del futuro, ma che tale sperimentazione avrebbe prodotto in prospettiva grandi possibilità di risparmio e praticità. A 7 anni dalla prima messa in scena, gli enormi progressi compiuti dalla tecnologia multimediale in questo breve lasso di tempo hanno consentito di semplificare enormemente l'apparato tecnico richiesto allora consentendo considerevoli economie ed una grande agilità e flessibilità della scena che, infatti, sarà presentata in ben altri 5 teatri, il Pergolesi di Jesi, il Teatro dell'Aquila di Fermo, il Rendano Cosenza, il Comunale di Ferrara e il Verdi di Pisa.

Le coproduzioni e le strategie comuni fra i teatri sono certamente una delle chiavi di volta per far fronte alla crescente scarsità delle risorse. La cordata che si è realizzata per il Roméo et Juliette nasce da questo spirito di collaborazione che non solo mette in comune le risorse, ma soprattutto fa tesoro delle esperienze comuni per elaborare progetti artistici condivisi. Ecco che in questo modo è stato possibile - e più economico - realizzare un nuovo allestimento ridando fiducia ad un giovane regista quale Andrea Cigni  - che lo scorso anno firmò La Fille du régiment - piuttosto che riutilizzare allestimenti stantii di qualche teatro francese.
Una nuova prestigiosa collaborazione è alla base della complessa operazione che ha reso possibile mettere in cantiere un'opera impegnativa come il Fidelio. Assieme al Teatro di Bolzano nasce infatti questa coproduzione che vedrà sul podio un maestro di grande carisma ed esperienza quale Gustav Kuhn alla guida dell'Orchestra Haydn e di un selezionatissimo cast emerso dopo lunghe e ripetute audizioni.
Anche il ritorno della "nostra" Accademia Bizantina in un titolo tanto celebrato come il Giulio Cesare di Händel è stato possibile grazie allo sforzo comune prodotto per aggregare numerosi soggetti, dal Teatro di Ferrara a quello di Modena, dal Musikfest Bremen all'Händel Festpile Halle, al Teater Wielki di Poznan, ricerca nella quale si è prodigata la stessa Bizantina, come frutto di una crescita condivisa e della messa in comune delle rispettive potenzialità.

Sabato 26 marzo la stagione d'opera chiude con un fuori abbonamento dedicato al pubblico di ogni età dove anche il confine dei generi - opera, danza, musical - è estremamente sfumato: Le Streghe di Venezia. La produzione che la Fondazione Musica per Roma ha riallestito in coproduzione con Ravenna Festival, nacque alcuni anni fa quando Philip Glass scrisse le musiche di un'opera-balletto per bambini, Le streghe di Venezia, basandosi sui testi e le immagini di Beni Montresor, l'artista veronese conosciuto per la sua versatilità di scenografo, scrittore e illustratore per bambini.
Da quel primo canovaccio Philip Glass è partito per creare un nuovo arrangiamento per l'opera musicale, riproposta con un allestimento scenico che fa ampio uso della tecnologia video, arricchita dai testi di Vincenzo Cerami e la regia di Giorgio Barberio Corsetti.

La stagione di danza si apre a dicembre (4 e 5), in pieno clima natalizio, con Lo schiaccianoci, il celeberrimo balletto ambientato la vigilia di Natale a Norimberga, interpretato dal Balletto del Teatro dell'Opera della Macedonia, seguirà a gennaio l'Aterballetto di Mauro Bigonzetti che torna all'Alighieri con lo spettacolo Certe Notti incentrato sulle canzoni e le poesie di Luciano Ligabue. Nel variegato ventaglio di proposte spicca Rhyth.mix, uno spettacolo che trasforma lo sport in spettacolo, le evoluzioni dei corpi, in danza;  Tre classici del ‘900, rilettura del Balletto dell'Esperia di 3 grandi titoli del repertorio del novecento strettamente legati a celebri composizioni musicali, chiuderà il sipario (9 e 10 aprile) di una stagione  che si era aperta con uno fra i più classici della grande epopea del balletto.

L'opportunità di ospitare grandi compagnie di fama internazionale quale il Complexions Contemporary Ballet di New York (13 febbraio, fuori abbonamento) nasce dalla rete che i teatri regionali hanno costituito assieme ad Associazione Teatri Emilia Romagna consorziandosi in Ater Danza. È così che negli ultimi anni è stato possibile avere prestigiose compagnie a costi per noi accessibili. È anche grazie a questa serie di iniziative, contributi e collaborazioni che siamo riusciti ad attuare una politica di prezzi contenuti per i biglietti, sempre attenti alle esigenze del pubblico.

Gli abbonamenti, sia per l'opera (4 spettacoli) che per la danza (4 spettacoli) sono suddivisi in due turni, quello serale - A - con inizio alle ore 20,30 e quello pomeridiano - B - che propone spettacoli sempre di domenica con inizio alle ore 15,30.  

Sottoscrivere l'abbonamento, oltre a garantire lo stesso posto per tutti gli spettacoli, consente di ottenere un significativo vantaggio economico, con prezzi che vanno dai 44 euro del loggione ai 140 della platea per l'opera e da 26 a 84 euro per la danza; lo spettatore può risparmiare dal 20 al 25% rispetto all'acquisto dei singoli biglietti, con tariffe ridotte per pensionati, cral aziendali ed enti convenzionati. Sempre agli abbonati è inoltre riservata la prelazione sull'acquisto dei biglietti per gli spettacoli fuori abbonamento con una tariffa speciale ridotta del 20% a cui non sarà applicata la maggiorazione del diritto di prevendita.

Grande attenzione infine è riservata al pubblico dei ‘giovani' (fino ai 26 anni) cui sono dedicate tariffe speciali sia per l'acquisto dell'abbonamento (da 30 a 75 euro per l'opera e da 20 a 60 per la danza) che per l'innovativa formula "Carnet Alighieri" grazie alla quale, con soli 48 euro (contro i 72 della tariffa intera), sarà possibile acquistare 6 biglietti per le stagioni del teatro ravennate: 2 opera + 2 danza + 2 prosa.

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