Ravenna, topi in carcere. Sindaco chiede ispezione dell'Ausl

Ravenna, topi in carcere. Sindaco chiede ispezione dell'Ausl

Ravenna, topi in carcere. Sindaco chiede ispezione dell'Ausl

RAVENNA - Dopo aver appreso la notizia della presenza di ratti nel carcere di via Port'Aurea, il sindaco, Fabrizio Matteucci, si è rivolto all'Ausl per chiedere che venga effettuata un'accurata verifica delle condizioni igienico sanitarie della struttura: "L'azienda sanitaria- commenta il sindaco - ha immediatamente dichiarato la propria disponibilità e mi auguro che la direzione del carcere sia altrettanto sollecita nel consentire il sopralluogo del personale dell'Ausl".

 

"Nel frattempo, mentre in carcere sono arrivate le pantegane, a me, in singolare coincidenza, è arrivata una lettera del ministero della Giustizia - rivela Matteucci -. Avevo scritto tre lettere al ministro Alfano sull'insostenibile situazione della casa circondariale di Ravenna; nell'ultima, del 30 giugno, avevo richiesto un incontro urgente".

 

"Il 31 luglio ho ricevuto la risposta del capo della segreteria del ministro Alfano, deludente ed evasiva - lamenta il sindaco -. Sostanzialmente il ministero della Giustizia nega che la casa circondariale di Ravenna costituisca un'emergenza, inserendola invece nel quadro generale della ‘condizione molto critica che tutti gli istituti di pena stanno attraversando'".

 

"Minimizza il problema del sovraffollamento - racconta ancora il primo cittadino -, affermando che, è vero, la casa circondariale ospita 161 detenuti (l'Ausl in un sopralluogo effettuato il 18 giugno ne aveva contati 168) ma, guarda un po', 161 è proprio la capienza ‘cosiddetta di necessità'!

Di questa capienza di necessità che esce oggi come un coniglio dal cilindro del ministero non si era mai sentito parlare; il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, nel marzo 2009, mi aveva scritto ‘di contro una capienza regolamentare di 59 posti vi è una presenza di ben 146 detenuti, con pregiudizio alla gestione e alla conduzione degli impianti'".

 

"Avevo lamentato che i detenuti sono ‘custoditi' in locali comuni (15 in letti a castello nella sala ricreativa!); si soddisfa così la capienza di necessità? A quando l'utilizzo dei bagni come celle? - ironizza il sindaco -. La risposta del ministero si conclude con la notizia che ‘risultano ultimati gli interventi di riparazione dei servizi igienici e delle docce e sono in progetto ulteriori realizzazioni (lavanderia, palestra, abbattimento delle barriere architettoniche), compatibilmente con le risorse disponibili nei prossimi esercizi finanziari'".

 

"Per quanto riguarda i primi interventi - controbatte il sindaco - voglio ricordare che sono stati effettuati solo dopo che io ho emesso un'ordinanza per richiederli e che sono stati attuati solo in minima parte rispetto a quelli ordinati. Per quanto riguarda i secondi, se pensiamo, tanto per fare un esempio, ai rimborsi che ancora ci sono dovuti come Comune per i mancati introiti Ici, non c'è troppo da sperare".

 

"Neanche un accenno, nella risposta del ministero, a quello che è il problema vero, cioè la costruzione di un nuovo carcere - attacca Matteucci -. Per questo continuerò a scrivere ad Alfano. E' da oltre un anno che ho formalizzato al ministro la previsione di un'area per il nuovo carcere inserita nel nostro Piano strutturale comunale. Gli confermerò nuovamente, e lo farò finché ce ne sarà bisogno, che la situazione è insostenibile".

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