Ravenna, trattamento sanitario obbligatorio. Regole uniche per le Polizie Municipali

Ravenna, trattamento sanitario obbligatorio. Regole uniche per le Polizie Municipali

Ravenna, trattamento sanitario obbligatorio. Regole uniche per le Polizie Municipali

RAVENNA - Fornire indicazioni operative omogenee per l'esecuzione dei trattamenti e accertamenti sanitari psichiatrici obbligatori su gran parte del territorio provinciale, definendo le funzioni e i compiti degli operatori sanitari e della Polizia Municipale. E' questo l'obiettivo raggiunto dai Corpi di Polizia municipale di Ravenna, Faenza, Lugo, Cervia, Russi e dai dipartimenti di salute mentale, di emergenza-urgenza dell'Ausl e dal 118 che è stato sancito con la sottoscrizione di un protocollo.

 

>LE IMMAGINI DELLA FIRMA DEL PROTOCOLLO, fotoservizio di Massimo Argnani

 

I diversi enti, coinvolti sulla base delle specifiche competenze su questa materia, hanno così condiviso le regole che da adottare in poi in occasione di interventi per Aso (accertamento sanitario obbligatorio), Tsoe (trattamento sanitario obbligatorio extraospedialiero), Tsoo (trattamento sanitario obbligatorio ospedaliero). Il documento congiunto prende le mosse dai riferimenti normativi da applicare e dalle garanzie amministrative e giurisdizionali che sottendono a questa delicata e complessa tipologia di interventi, contemperandone gli aspetti di sicurezza della collettività con quelli della salute e dignità della persona. 

 

La legislazione italiana, infatti, sancendo la tutela della salute sia come diritto dell'individuo, sia come interesse della collettività, consente i trattamenti sanitari obbligatori solo quando ricorre, oltre all'interesse del singolo, un riconosciuto interesse della collettività, che verrebbe compromesso dal rifiuto di curarsi. In ambito psichiatrico l'interesse sociale va individuato nella necessità di recuperare un proprio consociato che, a causa della patologia psichica, è incapace di autodeterminarsi liberamente.

L'obbligatorietà dei trattamenti sanitari riveste carattere di eccezionalità, è limitata ai soli casi previsti dalla legge, è rigorosamente disciplinata al fine di garantire il rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici, inclusi il diritto di scegliere il luogo di cura, di comunicare con altri, di ricorrere contro il provvedimento stesso.

 

A crescenti limitazioni della libertà personale corrispondono livelli crescenti di garanzia: garanzia amministrativa (ordinanza del Sindaco) per gli interventi sanitari obbligatori senza obbligo di degenza ospedaliera; garanzia giurisdizionale (decreto del Giudice Tutelare) per il  trattamento sanitario obbligatorio ospedaliero; garanzie supplementari nel caso in cui permanga per più di sette giorni la necessità del trattamento obbligatoria, dovendosi in tal caso effettuare una rivalutazione clinica del paziente. A chiunque, inoltre, è offerta la possibilità di ricorrere contro il provvedimento.

 

La complessità delle procedure che regolano gli interventi sanitari obbligatori è dunque giustificata dalla necessità di tutelare i diritti della persona delineandosi come atto dovuto attraverso cui si testimonia al paziente il rispetto personale e sociale cui ha diritto.

 

L'assessore alla sicurezza Gianluca Dradi ha espresso apprezzamento per questo protocollo: "Poiché esso offre una disciplina condivisa per l'effettuazione di questi trattamenti, che vedono nel Sindaco, quale autorità sanitaria locale, il primo soggetto deputato a valutarne l'indispensabilità. Il Comune conserva poi anche in fase di attuazione un interesse alla corretta esecuzione del trattamento e l'intervento della Polizia Municipale risponde in primo luogo al potere-dovere di vigilanza sul rispetto della normativa. Ovviamente il trattamento sanitario obbligatorio mantiene in tutte le sue fasi le caratteristiche e le finalità di un intervento sanitario e quindi il personale sanitario deve informare il paziente e ricercare un dialogo terapeutico volto a recuperare la dimensione della volontarietà e del rispetto del principio di autodeterminazione. I trattamenti obbligatori sono un'eccezione nel nostro ordinamento ed il protocollo disciplina le azioni necessarie a far sì che questa modalità di intervento sia limitata ai casi di stretta indispensabilità e comunque resti finalizzata alla salute del paziente ed a rispetto della sua persona e dei suoi diritti".

 

Hanno firmato il protocollo:  per il Dipartimento Salute Mentale Dipendenze Patologiche ASL Ravenna  il Direttore Dr. Vincenzo Scalfari. Per l'U.O. Emergenza Territoriale della Provincia di Ravenna - Centrale Operativa 118 di Area Vasta Romagna Direttore Dr. Alfio Gamberini. Per il Dipartimento Emergenza Urgenza ASL Ravenna Direttore Dr. ssa Maria Pazzaglia. Per la Polizia Municipale Ravenna il Comandante Dr. Stefano Rossi. Per la Polizia Municipale Faenza Comandante Dr. Paolo Ravaioli. Per la Polizia Municipale Lugo Comandante Dr. ssa Elena Fiore. Per la Polizia Municipale Cervia Comandante Dr. Roberto Ricci. Per la Polizia Municipale Russi Comandante Fabio Forlivesi


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