Ravenna, trovata morta in casa. Disposta l'autopsia

Ravenna, trovata morta in casa. Disposta l'autopsia

Ravenna, trovata morta in casa. Disposta l'autopsia

RAVENNA – Dramma in un appartamento gestito da Acer in via Gulli, a Ravenna. Una nigeriana di 38 anni, appena rientrata dall'Africa, è morta venerdì scorso presumibilmente per un’intossicazione da monossido di carbonio. La scoperta è stata fatta dai Carabinieri, intervenuti sul posto su richiesta di una vicina della donna preoccupata per la prolungata assenza. Le figliolette della vittima non si erano accorte di nulla. Pensavano che la madre fosse uscita di casa.

 

La donna è stata trovata a terra in bagno. L’autopsia, disposta per martedì, determinerà le cause del decesso. L’appartamento era privo di riscaldamento poiché l’inquilina non aveva pagato alcune bollette. Per scaldarsi aveva usato stufe portatili. Non si esclude una di queste abbia rilasciato il gas tossico. Il presidente di Acer Ravenna, Sergio Frattini, ha espresso grande cordoglio per quanto accaduto.

 

“Se le forze dell'ordine dovessero appurare che il decesso è dovuto ad esalazioni di gas, esse non sarebbero potute comunque arrivare dall'impianto dell'appartamento”, ha spiegato Frattini, ricordando che “per evitare problematiche dovute a bombole difettose, il Tavolo provinciale ha vietato l'uso di bombole autonome all'interno di alloggi ERP”.

 

“Se dovesse risultare che nell'appartamento ve ne erano di presenti, ciò non ha niente a che vedere con l'operato di Acer”, ha aggiunto Frantini, il quale ha evidenziato che l’abitazione in cui la vittima risiedeva era stata revisionata circa un anno fa ottenendo tutte le necessarie certificazioni di conformità.

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