Ravenna: "Un pozzo di scienza" per 1200 studenti

Ravenna: "Un pozzo di scienza" per 1200 studenti

Laboratori, lezioni animate, incontri con noti ricercatori: due giornate dedicate alle scuole e 1.218 studenti coinvolti. E' la tappa ravennate di "Un pozzo di scienza" 2010, evento itinerante di divulgazione scientifica ospitato dal Liceo Scientifico Oriani e dall'ITIS Baldini, da lunedì 22 a mercoledì 24 febbraio.

 

Di grande attualità le tematiche trattate durante le lezioni interattive e i laboratori - principale novità dell'edizione 2010 -, che hanno preso spunto dagli esiti della conferenza di Copenhagen sull'emergenza climatica.

Gli studenti si sono misurati con la costruzione di modelli matematici per le previsioni meteo, mentre, con il laboratorio "matematica tra le nuvole", hanno sperimentato la produzione di biodiesel, bioetanolo e biogas con gli esperimenti di "click, spegni la luce e accendi l'ingegno". Spazio inoltre alla Robotica che ha coinvolto i ragazzi in attività interattive con veri e robottini.

 

Nomi illustri del panorama scientifico e accademico hanno partecipato e contribuito agli incontri, fortemente voluti da Hera e Fondazione Golinelli: durante le giornate del Pozzo di Scienza, si sono avvicendati Sergio Castellari e Silvio Gualdi, dell'Istituto Nazionale di Geofisica, nel campo della climatologia, ma anche Alessandro Beulcke ed Elisabetta Tola, che ha affrontato con gli studenti il tema del rapporto tra media ed ambiente.

 

Novità dell'edizione 2010 del Pozzo di Scienza, i risultati della ricerca ‘Giovani e Ambiente' commissionata dal Gruppo Hera e dalla Fondazione Marino Golinelli e realizzata in collaborazione con Observa - Science in Society, uno dei centri più accreditati a livello europeo per lo studio dei rapporti tra scienza e società. La ricerca ha coinvolto oltre un migliaio di studenti emiliano romagnoli, attraverso la somministrazione di un questionario. I risultati sono stati un valido spunto per introdurre alcuni temi negli incontri e nei laboratori.

 

Oltre il 30% dei giovani intervistati considera più rilevante il problema del degrado ambientale rispetto alla crisi economica, mentre il 58% del campione è convinto che alla salute nuoccia soprattutto l'inquinamento prodotto dal traffico rispetto ad altre fonti. Hanno molta fiducia negli scienziati (89%) e nei tecnici delle società ambientali (65%), poca nei politici (11,2%) e negli imprenditori (7,5%).

In generale comunque le nuove generazioni si mostrano molto documentate, consapevoli e desiderose di saperne ancora di più sull'ambiente.

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