Ravenna, università. Matteucci: "Abbiamo vinto la scommessa"

Ravenna, università. Matteucci: "Abbiamo vinto la scommessa"

RAVENNA - "Mi fa molto piacere salutare, nella sua prima visita ufficiale a Ravenna in qualità di Rettore, l'amico Ivano Dionigi. Ti auguro i migliori risultati nell'espletamento del tuo mandato. Gli auguri che ti facciamo, caro Rettore, sono rivolti anche a noi stessi: a questa realtà ravennate che ormai da vent'anni cresce in piena sintonia con l'Ateneo di Bologna. Oggi inauguriamo i nuovi uffici del Polo ravennate. E' la diciannovesima sede che Comune e Provincia, di volta in volta, hanno offerto all'Università. Pochi giorni fa abbiamo visitato l'ex Istituto Musicale Verdi di via Morigia che il Comune ha consegnato a Beni Culturali e ristrutturato per il corso di Civiltà d'Oriente".

 

Lo ha detto il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, in occasione dell'inaugurazione ufficiale del nuovo complesso di via Baccarini.

 

"Sono a buon punto i progetti che, finanziati dalla Regione, ci consentiranno - ha continuato il primo cittadino, presente al taglio del nastro - di accrescere nel retro di Palazzo Guiccioli il numero degli appartamenti universitari e di nuovi servizi per gli studenti. Infine, per citare gli ultimi interventi, sono in corso i lavori al Centro Congressi di Largo Firenze per adattarlo alle lezioni universitarie e alle iniziative delle associazioni studentesche. E' un patrimonio notevole, al quale si affiancano le sedi e i contributi messi a disposizione in primo luogo dalla Fondazione della Cassa di Risparmio".

 

"Ci sono poi - continua Matteucci - le risorse che la Fondazione Flaminia riceve annualmente dalle principali associazioni di impresa, dagli istituti di credito e dagli enti locali per un ammontare di due milioni di euro rivolti esclusivamente al potenziamento della presenza universitaria a Ravenna, a Faenza ed in altre realtà del nostro territorio. Ravenna negli ultimi dieci anni ha avuto un'attenzione crescente per l'università. Il numero delle matricole è aumentato anno dopo anno, fino a raggiungere per l'anno accademico in corso l'incremento del 22%: 1200 matricole su 3500 studenti iscritti a Ravenna. Un trend di crescita ragguardevole che è stato raggiunto grazie alla condivisione degli obiettivi anche da parte di un corpo docente particolarmente impegnato a legare i corsi di laurea alle domande di qualificazione della realtà produttiva e delle nostre imprese".

 

"Con il porto e nelle professioni come hanno fatto Giurisprudenza e Ingegneria. Con il restauro e il Parco di Classe come ha fatto Conservazione dei Beni Culturali, che ci rappresenta negli scavi archeologici in tante parti del mondo. Con l'ambiente e l'energia con Scienze Ambientali. Con Infermieristica e Logopedia con la Facoltà di Medicina. Con il mare e la difesa della costa con Scienze e Biologia Marina. Laboratori di ricerca e sedi di studio che hanno raggiunto livelli di eccellenza, con borse di studio e premi di tesi (200 all'anno), finanziate direttamente dal sistema imprenditoriale, da Confindustria all'artigianato, dalle associazioni del commercio all'Eni, all'Enel, all'Autorità portuale"

 

"Il dato finale, certificato da Alma Laurea - sottolinea il sindaco - vede i nostri laureati capaci di inserirsi nel mondo del lavoro con percentuali medie del 75/80%. Questi risultati rappresentano per Ravenna e tutta la Romagna il prodotto più felice della scommessa che abbiamo fatto vent'anni fa e che abbiamo vinto tutti assieme: l'Ateneo di Bologna, Ravenna e la Romagna. Non ci siamo fatti incantare dalle chimere del "tutto e subito" o dell'università per decreto. No, noi abbiamo costruito pazientemente un processo di osmosi, di trasferimento di forze intellettuali e di creazione di centri di ricerca che la Commissione Ministeriale nella propria Indagine 2009 accredita oggi tra i più innovativi e coraggiosi in Italia e in Europa"

 

"Ravenna è l'insediamento che ha ottenuto i risultati più concreti dal punto di vista delle risorse private investite in una dimensione pubblica come l'università, capace di integrarsi con le risorse pubbliche o di sostituirsi ad esse senza perdere alcun principio di merito e di sistema aperto ai giovani con pari dignità e senza alcuna discriminazione. Un successo, caro Rettore, per il quale ci consentirai di andare fieri. Una realtà verso la quale ti chiediamo un'attenzione straordinaria, che io chiamerei di salvaguardia e di nuova fiducia. Siamo in tempi di riforma Gelmini e di riorganizzazione degli insediamenti universitari. L'Ateneo ha avviato apposite commissioni, si delineano le scelte di insediamenti di primo o di secondo livello, dei dipartimenti ai quali è affidato il compito della ricerca, (il più importante), e non si parla più di solo didattica ma di priorità e di condizioni per continuare ad esistere".

 

"Permettimi di sottolineare - dice con orgoglio Matteucci - che Ravenna e la Romagna oggi non rappresentano più solo quel complesso di buone aule e di belle mense. Qui in Romagna vi è ormai un terzo di tutta l'Università, degli iscritti, dei laboratori, delle risorse acquisite all'esterno, delle sedi e degli immobili, dei servizi e dei posti letto, della città universitaria e dei posti di lavoro, delle docenze. I dipartimenti e le scuole da istituire a Ravenna e in Romagna sono il risultato conseguente la realtà e la mentalità più aperta che abbiamo costruito in questi anni. Presentiamo un livello di eccellenza in tutte le componenti che formano università e non si può correre il rischio di compiere passi indietro; soprattutto a Ravenna dove il rilancio è cominciato da qualche anno, rispetto a insediamenti di più lunga formazione come quelli di Forlì, Cesena e Rimini".

 

"Ormai credo si possa dire che la crescita dei Poli Universitari della Romagna e di Ravenna, coincide in buona parte con la crescita dell'Ateneo e viceversa. Sono convinto che il confronto e le scelte di tutto l'Ateneo terranno conto della fase di crescita che stiamo vivendo a Ravenna, supportata da risorse economiche eccezionali reperite nel nostro territorio. Ravenna vuole continuare ad investire sulla cultura, sulla società e sull'economia della conoscenza. La candidatura a Capitale Europea della Cultura; il campo della ricerca e dell'innovazione tecnologica; il porto e il turismo. Sono obiettivi che comportano un matrimonio con l'Ateneo di Bologna, per promuovere la Ravenna dei nuovi talenti" ha concluso Matteucci.

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