Ravenna, università. Si tentano tutte le strade per ottenere il dipartimento di Beni culturali

Ravenna, università. Si tentano tutte le strade per ottenere il dipartimento di Beni culturali

Ravenna, università. Si tentano tutte le strade per ottenere il dipartimento di Beni culturali

RAVENNA - In questi giorni le istituzioni ravennati e la Fondazione Flaminia si stanno battendo in tutte le sedi affinché la riforma in discussione dello Statuto generale dell'Ateneo di Bologna garantisca quanto si è realizzato in questi 20 anni nelle città romagnole e qualifichi ulteriormente i corsi contro il rischio dell'impoverimento della ricerca. Per Mingozzi, quindi, a differenza del sindaco di Forlì Balzani la strada da battere è la modifica dello Statuto.

 

"Proprio oggi - afferma il vicesindaco Giannantonio Mingozzi - abbiamo proposto un incontro urgente con i Comuni romagnoli sedi di università, le province e gli enti di sostegno per affrontare collegialmente una bozza di Statuto che francamente quelle condizioni di tutela dei corsi romagnoli non le contiene ancora; una verifica necessaria anche dopo  l'incontro che assieme al Sindaco Fabrizio Matteucci e al Presidente della Fondazione Flaminia Lanfranco Gualtieri abbiamo avuto lunedì scorso con il Sindaco di Forlì Roberto Balzani; siamo convinti che l'unità della Romagna oggi sia più che mai necessaria per ottenere risultati nelle modifiche statutarie e nell'autonomia responsabile delle nostre Facoltà universitarie (che diverranno Dipartimenti)  e che dovranno continuare ad essere finanziate dalle risorse che raccogliamo sul territorio, a partire dall'impegno delle Fondazioni bancarie, indispensabili come si augura la stessa riforma universitaria".

 

"In questo quadro - continua Mingozzi - a Ravenna difenderemo Giurisprudenza, Scienze Ambientali, Ingegneria, Infermieristica e gli altri insediamenti faentini, ma un impegno particolare lo dedichiamo alla Facoltà di Beni Culturali. La nuova legge comporta una radicale riorganizzazione delle strutture, e diventa strategica la costituzione di un dipartimento di Beni Culturali, nuova struttura di primo livello con sede nella città di Ravenna.  Ci batteremo affinché il Dipartimento venga dotato di piena autonomia da esercitare nella predisposizione di un offerta formativa adeguata sia per il consolidamento del corpo docente attivo a Ravenna sia per le nuove posizioni che si renderanno necessarie. Per l'offerta didattica dobbiamo confermare i corsi già attivi ma nel contempo sviluppare nuove attività in linea con la trasformazione del mercato del lavoro affinchè Ravenna nell'ambito dei Beni Culturali divenga attrattiva a livello internazionale".

 

"Sindaci, Presidenti di provincia e Presidenti degli Enti di sostegno sono in condizione oggi di ottenere dal Rettore e dall'Università tutta un impegno verso un accordo di programma di ampio respiro, calibrato sul medio lungo periodo tra l'Alma Mater, le istituzioni locali la Regione e gli Enti di sostegno; nel caso di Beni Culturali,  conclude Mingozzi, occorre una convenzione decennale in grado di chiarire le strategie, disciplinare le modalità di funzionamento e di raggiungimento degli obiettivi formativi e di ricerca capaci di appassionare in sede locale studenti e docenti".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Cari amici ravennati, tenetevi stretta, con le unghie e i denti, ingegneria (e un po' di scienze ambientali). Chiudete il resto e i soldi risparmiati iniettateli in quelle due facoltà lì.

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