Ravenna: "vendita degli immobili confiscati alla mafia", approvato ordine del giorno in Provincia

Ravenna: "vendita degli immobili confiscati alla mafia", approvato ordine del giorno in Provincia

RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza - contrari i gruppi AN-PdL, FI-PdL e Udc, il seguente ordine del giorno relativo alla vendita dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, presentato dal gruppo PD:

 

"La Legge 07 Marzo 1996, n. 109. ha previsto la confisca obbligatoria dei beni e delle aziende sequestrate alle organizzazioni criminali di stampo mafioso, il mantenimento della proprietà dei beni immobili in capo allo Stato od ai Comuni e la loro destinazione a fini pubblici o sociali. In particolare, i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata posso essere affidati in concessione ad enti ed associazioni di volontariato, a cooperative sociali ed a comunità di recupero e cura dalle tossicodipendenze.

La Legge n. 109/1996 è stata approvata a meno di due anni di distanza dagli omicidi dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in una stagione di forte reazione dello Stato e della società civile contro le mafie. Rappresenta una delle misure più efficaci per combattere le organizzazioni criminali perché gli sottrae i proventi delle attività illecite. Inoltre, le dichiarazioni dei pentiti hanno dimostrato che la Legge in questione è la più temuta dai boss mafiosi che danno grande importanza alla proprietà immobiliare e terriera.

A seguito dell'entrata in vigore della legge, diverse cooperative sociali ed associazioni hanno preso in gestione i beni confiscati, destinandoli a finalità benefiche e sociali.

In questo campo è particolarmente attiva l'associazione Libera, fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti, che riunisce e coordina oltre settecento gruppi ed associazioni, nazionali e locali, di lotta alla mafia ed al narcotraffico.

Libera ha lanciato il marchio Libera Terra, che contraddistingue tutti i prodotti delle cooperative agricole sociali che, spesso dando lavoro a soggetti deboli, disabili ed ex tossicodipendenti, coltivano i terreni sequestrati ai boss mafiosi.

Tutte le attività di Libera e delle cooperative sociali sono senza fini di lucro, i proventi sono destinati ad attività ed iniziative di lotta alla mafia ed al narcotraffico.

La Legge finanziaria per l'anno 2010 all'art. 2, comma 47, prevede che i beni immobili sequestrati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso possano essere venduti dal dirigente dell'Agenzia del Demanio competente per territorio.

Per effetto di questa misura legislativa cesserà sia il vincolo di proprietà pubblica sui beni immobili confiscati sia la loro necessaria destinazione a fini sociali.

La vendita verrà gestita a livello locale, in contesti territoriali spesso pesantemente condizionati dalla presenza di forti organizzazioni criminali.

Inoltre l'acquirente sarà scelto con procedimenti a licitazione privata o trattativa privata che non garantiscono adeguate garanzie di pubblicità e trasparenza.

In questo modo si corre il rischio che le organizzazioni criminali, forti del condizionamento che possono esercitare sul territorio ed anche su certi uffici pubblici, e, comunque, grazie alle loro immense disponibilità patrimoniali, possano riacquistare, per interposta persona, i beni che gli saranno sottratti.

La legge finanziaria del 2010 rischia, quindi, di indebolire lo Stato nella la lotta contro le Mafie e di fermare un meccanismo virtuoso che fino ad oggi ha permesso l'impiego a fini sociali dei beni sequestrati ai boss.

 

Il Consiglio Provinciale di Ravenna, ritenuto quanto sopra e considerato che la lotta alle mafie non può essere subordinata a necessità della finanza pubblica. Ritenuto anche che lo Stato debba assicurare adeguati finanziamenti alla Giustizia ed alle Forze dell'Ordine a carico della fiscalità generale, senza correre il rischio di rivendere ai mafiosi i beni confiscatigli.

Chiede che le norme contenute nella finanziaria siano modificate in modo che sia mantenuto il vincolo di proprietà pubblica sui beni immobili confiscati alle associazioni a delinquere di stampo mafioso e la destinazione degli stessi beni a finalità pubbliche e sociali.

Chiede che sia sostenuta l'attività dell'associazione Libera e di tutte le associazioni, gli enti e le cooperative sociali che svolgono attività di contrasto alle mafie ed alla cultura mafiosa.

Chiede che il Governo ed il Parlamento assicurino le necessarie risorse, di mezzi e uomini, alle Forze dell'Ordine ed all'Autorità Giudiziaria.

Chiede che il Presidente della Provincia voglia inviare copia del presente ordine del giorno al presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno ed a quello della Giustizia."

 

 

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