RAVENNA - Via libera del Consiglio provinciale al bilancio di Sapir

RAVENNA - Via libera del Consiglio provinciale al bilancio di Sapir

RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza – con l’astensione dei gruppi An, Forza Italia e Udc – il bilancio d’esercizio 2006 di Sapir che, nata cinquanta anni fa, nel 1957, per progettare, costruire e sviluppare il porto di Ravenna, è oggi il principale terminal operator dello scalo con un capitale sociale di 10 milioni e 775 mila euro.


“La Provincia possiede il 9,95% del capitale sociale di SAPIR Spa, corrispondente a un milione e 285 mila euro. Il patrimonio netto è superiore al capitale sociale per effetto delle riserve di utili accantonate negli anni e per la riserva soprapprezzo azioni costituita con gli aumenti di capitale. Il valore reale della quota di partecipazione della Provincia, pari a 7 milioni e 532.500 euro, ottiene così un apprezzamento del 485,96% rispetto al valore nominale. Nel 2006 è terminata l’operazione d’aumento di capitale deliberata il 21 dicembre 2005 alla quale la Provincia non ha partecipato come deliberato dal consiglio provinciale nella seduta del 15 dicembre 2005” ha spiegato il vicepresidente della Provincia, Bruno Baldini, prima di dare la parola al direttore amministrativo di Sapir, Loredana Mordenti: “SAPIR Spa svolge la propria attività d’impresa portuale direttamente e attraverso altre società di cui detiene il controllo. Le imprese controllate da Sapir sono: Frigoterminal Spa (partecipazione diretta 100%), Magazzini Portuali Ravenna Spa (partecipazione diretta 100%), Ravenna Compost Srl (partecipazione diretta 100%), TCR Spa (partecipazione diretta 70%) e Container Service Ravenna Srl (partecipazione diretta 5% e indiretta 62,5% (tramite la controllata TCR Spa).


Nell’esercizio 2006 Sapir Spa continua a mantenere, come negli anni passati, una situazione di perfetto equilibrio finanziario e patrimoniale. La società, infatti, presenta una buona solidità strutturale. Il patrimonio netto e le passività consolidate coprono la totalità degli investimenti a lungo termine. Il rapporto d’indebitamento continua a mantenersi bilanciato, anche se in leggera flessione rispetto al 2005. La liquidità presenta livelli ottimi, sia il capitale circolante netto sia il margine di tesoreria sono positivi. La società riesce a far fronte ai propri debiti di breve periodo con le disponibilità liquide e i mezzi che presumibilmente derivano dallo smobilizzo d’altri elementi dell’attivo circolante (crediti e magazzino).


Il valore totale della produzione per il 2006 aumenta del 19,81% rispetto al 2005 passando da 23 milioni di euro a 27 milioni e 631 mila euro grazie principalmente ad un aumento del fatturato per la movimentazione delle merci. I ricavi di vendita e delle prestazioni comprendono i ricavi tipici derivanti da servizi portuali. Gli Altri ricavi sono rappresentati da fitti attivi, recupero costi, progettazioni e direzioni lavori per conto terzi e per le società controllate, sopravvenienze attive e plusvalenze ordinarie.

I costi della produzione passano da 18 milioni e 710.603 euro del 2005 a 21 milioni e 470.355 euro nel 2006 registrando un aumento del 14,75%. L’aumento dei costi è generalizzato a tutte le voci ed è conseguente all’aumento dei volumi movimentati. La differenza fra valore e costo della produzione genera un risultato della gestione caratteristica pari a 6 milioni e 160.552 euro, superiore del 41,58% rispetto all’anno precedente. La sua incidenza sul valore della produzione è pari al 22,30%. La gestione finanziaria è positiva e in aumento rispetto al 2005 grazie all’incremento dei proventi derivanti da dividenti incassati per le società partecipate; da proventi derivanti da crediti iscritti nelle immobilizzazioni (Polizza vita Rialto e Polizza BNL vita) e da interessi e plusvalenze su titoli (operazioni in pronti contro termine) e grazie alla diminuzione degli oneri finanziari costituiti da interessi su mutui ipotecari, minusvalenze su titoli e interessi moratori.


Continuano anche per il 2006 i buoni profitti della gestione extracaratteristica, quella legata alle attività che non rientrano nella gestione ordinaria della società, che presenta un risultato positivo pari a 1.052.291,00 (3,81% del valore della produzione). I proventi straordinari derivano da plusvalenze da alienazioni di terreni, da concessione di diritti di superficie e servitù, da vendita di materiali di risulta. L’esercizio si chiude complessivamente con un utile d’esercizio pari a 4 milioni e 890.329 euro, superiore del 5,02% rispetto all’anno procedente, generando una redditività sul capitale investito pari al 8,03% e una redditività del patrimonio netto del 6,46%. La società intende accantonare gli utili a riserva legale per il 5%, a riserva straordinaria per il 13,76% e distribuire ai soci il restante 81,24% con un valore pari a 0,16 euro per azione. La quota spettante alla Provincia risulta di 205.679,21 euro, al lordo delle ritenute fiscali”.


Nel corso del dibattito sono intervenuti, per richiedere informazioni e chiarimenti, i consiglieri Oriano Casadio (FI): “I dati di bilancio sono incoraggianti, ma non s’intravede una strategia e una prospettiva chiara”; Roberto Gualandi (Ulivo): “Il bilancio è positivo ma permangono criticità come il fatto che si movimentino merci con scarso valore aggiunto e l’escavazione dei fondali richiede gradualità”; Matteo Raspanti (Rc): “L’assenza di una filiera del fresco ha penalizzato merci deperibili e Frigoterminal” ed Eliseo Dalla Vecchia (Ulivo): “Il bilancio è frutto di una gestione attenta”.

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Hanno preso la parola anche i capigruppo Moraldo Fantini (Pri): “Bilancio apprezzabile ma restano senza risposta incertezze sollevate dalla stampa locale sulla presenza di Contship”; Francesco Morini (Udc): “Mi astengo perché riconosco che la gestione della strategia di Sapir è complicata e difficile” e Vincenzo Galassini (FI): “Per la prima volta si discute di Sapir in consiglio provinciale dopo la nostra caparbia insistenza; la nostra richiesta è stata finalmente accolta perciò ci asteniamo ma rileviamo che la Regione non vuol fare di Ravenna uno scalo a valenza regionale”.







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