Ravenna: violenza sessuale di gruppo, incidente probatorio

Ravenna: violenza sessuale di gruppo, incidente probatorio

Ravenna: violenza sessuale di gruppo, incidente probatorio

RAVENNA - Si è svolto mercoledì l'incidente probatorio nell'ambito delle indagini relativa ad una violenza sessuale di gruppo subita tra il 20 e 21 gennaio scorso da una prostituta romena e per la quale sono indagati quattro marocchini, uno dei quali ora in carcere. Il giudice ha visionato un video ripreso dal cellulare di uno degli indagati nel quale si apprezza la giovane ballare ed abbracciarsi ad uno degli indagati nell'abitazione di uno dei marocchini ad Alfonsine.

 

La ragazza, commentando le immagini del video, ha spiegato al giudice di aver messo in atto una recita per evitare guai peggiori. Ma ad evidenziare ulteriori contraddizioni nel racconto della ‘lucciola' è stato un barista di Alfonsine, che ha raccontato che quella sera la ragazza si recata nell'esercizio insieme ai due marocchini per acquistare delle birre. La giovane, però, ha negato, confermando quando aveva dichiarato in sede di denuncia. Cioè di esser rimasta nell'abitazione.

 

La donna, in sede di denuncia, aveva spiegato di trovarsi in una piazzola lungo la Statale 16 Adriatica a Cervia. Qui è stata avvicinata da un marocchino con il quale ha contrattato un rapporto sessuale. Ma l'uomo ha subito manifestato le cattive intenzioni picchiandola e rapinandola di 450 euro e di un cellulare. Con l'individuo vi era anche un connazionale, uscito alla scoperta dal portatagli dove si trovava nascosto.

 

Sempre secondo la testimonianza della giovane, i due l'avrebbero portata nell'abitazione del conducente ad Alfonsine, dove ad attenderli vi erano altri due connazionali. La ‘lucciola' ha spiegato di esser stata costretta a ballare nuda e a subire rapporti sessuali. Poi ha confessato di esser riuscita a scappare solamente quando tre dei quattro bruti sono usciti per acquistare delle bevande, approfittando di un attimo di distrazione dell'unico marocchino rimasto in casa.

 

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L'indomani i Carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Isabella Cavallari, hanno provveduto al fermo di Aziz Doumauoi, mentre gli altri tre sono indagati a piede libero. Convocati presso la caserma dei Carabinieri della stazione di Alfonsine per l'interrogatorio, uno di questi, difeso dall'avvocato Luca Berger, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Altri due, difesi rispettivamente dall'avvocato Massimo Martini, Flavio Contarini e Cristina Benasciutti, hanno fornito una versione dei fatti completamente diversi da quella della romena.

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