Ravenna, ''1-x-2'' abusivi. Nel mirino della Finanza due agenzie di scommesse

Ravenna, ''1-x-2'' abusivi. Nel mirino della Finanza due agenzie di scommesse

Ravenna, ''1-x-2'' abusivi. Nel mirino della Finanza due agenzie di scommesse

RAVENNA - Due agenzie di scommesse, che operavano a Ravenna e Lugo per conto di una società con sede ad Innsbruck (Austria), sono finite nel mirino delle Fiamme Gialle del comando provinciale di Ravenna poiché sprovviste della necessaria autorizzazione rilasciata dai Monopoli di Stato. Il legame tra le agenzie operanti in provincia e la società austriaca era configurabile in un contratto di prestazione di servizi e si materializzava nell'accettazione di scommesse sportive.

 

In tal modo, spiega la Finanza in una nota, le agenzie risultavano essere esenti da obblighi formali e da controlli sulla regolarità del loro operato da parte dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Infatti, specifica la Guardia di Finanza, "non è prevista la possibilità di praticare l'attività di gioco e scommesse fuori dal circuito autorizzato dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (l'Ente che regola il comparto del gioco pubblico in Italia attraverso una verifica costante dell'operato dei concessionari e una mirata azione di contrasto all'irregolarità)".

La Finanza ha provveduto al sequestro di tutta l'attrezzatura presente all'interno delle attività, funzionali alla possibilità di effettuare le giocate. Le stesse agenzie avevano ricevuto notifica di diniego per il rilascio della licenza di Pubblica sicurezza rilasciata dal Questore, come previsto dal Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza.

 

La società austriaca, tuttavia, con una sua nota contesta il comunicato della Guardia di Finanza, secondo cui "non sarebbe possibile esercitare l'attività di scommesse in difetto della concessione italiana rilasciata dall'AAMS, e che per tale motivo la Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro dell'attrezzatura. Tale affermazione è inesatta e non può essere condivisa - sostiene la società - . La normativa interna che disciplina il settore delle scommesse è stata ritenuta illegittima da innumerevoli Tribunali Amministrativi e Penali per contrasto con i principi fondamentali del diritto comunitario"

 E sul mancato rilascio delle licenze della Questura, replica la società: "I Centri in questione hanno richiesto alle Questure competenti la licenza di pubblica sicurezza, proprio al fine di dimostrare la loro piena regolarità e di assoggettarsi a tutti i controlli ritenuti necessari dall'Autorità di P.S.  Il CED di Lugo, nonostante siano trascorsi ben quattro mesi dal deposito della richiesta, non ha ancora ricevuto alcuna risposta dalla Questura.  Nel caso del CED di Ravenna, invece, la richiesta è stata in effetti rigettata. Tuttavia il provvedimento di rigetto è stato impugnato, e  il TAR Emilia Romagna, con ordinanza del 16 settembre 2010, accogliendo l'istanza cautelare, ne ha disposto la sospensione, proprio sulla base dell'illegittimità delle norme interne".

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