Ravenna, ''made in Italy'' dal Cile: sequestrati 40 tonnellate di fitofarmaci

Ravenna, ''made in Italy'' dal Cile: sequestrati 40 tonnellate di fitofarmaci

Ravenna, ''made in Italy'' dal Cile: sequestrati 40 tonnellate di fitofarmaci

RAVENNA - Quaranta tonnellate di fitofarmaci, provenienti dal sud America, sono stati sequestrati martedì dai militari della Prima Compagnia della Guardia di Finanza di Ravenna, unitamente ai funzionari della locale Agenzia delle Dogane, per falsa indicazione di origine. I fungicidi erano contenuti in 1.600 sacchi stipati in due containers, che riportavano visibilmente sull'etichetta la dicitura "prodotto in Italia", ma l'origine e la provenienza della merce era cilena.

 

>LE IMMAGINI DEL SEQUESTRO

 

Inoltre sull'etichetta erano indicate come produttrici due note fabbriche italiane di  fitofarmaci. Tale risultato é il frutto di una preventiva attività posta in essere dagli operanti che, con l'ausilio di un software realizzato "ad hoc" e sulla base di una serie di indici di rischio (come ad esempio la provenienza della merce, la ditta importatrice e la tipologia del prodotto), ha consentito di individuare la spedizione in parola e di approfondire le relative indagini tecniche.

 

I prodotti fitosanitari (agrofarmaci o fitofarmaci), sono infatti tutti quelli, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali patologie delle piante. Essendo tali prodotti destinati all'agricoltura, nelle fasi di produzione sono richiesti costanti controlli da parte di personale altamente specializzato, al fine di mantenerne costante il livello qualitativo.

 

L'importatore è stato denunciato per l'introduzione nel territorio nazionale di prodotti con false indicazioni sull'origine in violazione dell'articolo 4 comma 49 della legge 350/2003 e dell'articoli 517 del codice penale che prevede una pena fino a due anni di reclusione e la multa fino a 20.000 euro. Gli agrochimici sequestrati hanno un valore commerciale di oltre 70mila euro.

 

La scoperta evidenzia come non solo in Cina, ma anche in altri Paesi del mondo, sovente si ricorre all'inganno pur di trovare nuovi sbocchi commerciali e quote di mercato indicando l'Italia quale Paese di produzione viene tradita la fiducia dei consumatori, infatti, il "Made in Italy" è sinonimo di qualità e quindi di garanzia dei prodotti.


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