Referendum Pomigliano, non c'è il plebescito. I sì sono il 62%

Referendum Pomigliano, non c'è il plebescito. I sì sono il 62%

Referendum Pomigliano, non c'è il plebescito. I sì sono il 62%

ROMA - Vince il sì al referendum sull'accordo per il futuro di Pomigliano d'Arco. Al termine del lungo scrutinio delle 4.642 schede (su 4.881 votanti) i favorevoli risultano 2.888 (il 62.2%), contro i 1.673 (circa il 36%) che non hanno respinto l'intesa siglata da azienda e sindacati (Fiom esclusa) il 15 giugno. Le schede nulle sono state 59 e 22 le bianche. Si votava anche al Polo di Nola, dove è il no è stato il più scelto: su 273 voti 77 sono stati favorevoli e 192 contrari.

 

"L'azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell'accordo al fine di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri", ha comunicato la Fiat a metà giornata, a commento dei risultati del referendum su Pomigliano. Un segnale distensivo, che sembrerebbe scongiurare la paventata possibilità di voler rimettere in discussione il trasferimento della Panda dalla Polonia allo stabilimento campano.

 

Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, con il voto è stata "isolata la logica del conflitto e prevale quella della collaborazione tra le parti". "La partecipazione al voto è stata straordinariamente alta. A questo punto - spiega - la Fiat non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale. Da oggi il Paese si rivela ancora più moderno".

 

Per Sacconi ha vinto "la volontà del Mezzogiorno di attrarre investimenti per consolidarsi come piattaforma produttiva per l'intero bacino del Mediterraneo". Con il voto cambiano "le relazioni industriali nelle quali si isola la logica del conflitto e prevale quella della collaborazione tra le parti nel nome del comune destino dell'impresa e del lavoro". "Il baricentro dei nuovi rapporti sindacali diventano l'azienda e il territorio", ha aggiunto.

 

Per il ministro del Lavoro il Lingotto "non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale che, sono convinto, tutti o quasi tutti sapranno garantire. Questo voto - ha concluso - è paragonabile al referendum sulla scala mobile che consolidò l'accordo di San Valenti".

"I lavoratori di Pomigliano hanno compreso e condiviso le ragioni del nostro accordo", ha dichiarato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti.

 

Anche il segretario nazionale della Fim Cisl Bruno Vitale ha valutato "positivamente" il risultato di Pomigliano e chiede alla Fiat chiede di procedere con l'investimento. "Ora niente scherzi", ha affermato il segretario della Cisl Bonanni. "Se l'intesa viene revocata lotteremo con la stessa forza con cui l'abbiamo sostenuta", ha aggiunto. Deciso il commento del leader del Pd, Pierluigi Bersani: "Adesso bisogna che la Fiat proceda senza tentennamenti, senza se e senza ma, e ribadisca l'investimento. Poi con calma, nei prossimi mesi, si trovi un modo di comprendersi meglio".

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