REGGIO EMILIA - Agricoltura, la Margherita interpella sui nitrati

REGGIO EMILIA - Agricoltura, la Margherita interpella sui nitrati

REGGIO EMILIA - "L'imminente entrata in vigore della cosiddetta direttiva Europea nitrati potrebbe anche ridisegnare la zootecnica italiana" e "il problema riguarda la definizione delle aree vulnerabili". E' quanto affermano in un'interpellanza i consiglieri provinciali della Margherita Luigi Fioroni, Silvano Domenichini e Alberto Ovi.

Infatti, "i carichi massimi di nitrati per ettaro non possono superare i 170 chilogrammi per le zone sensibili o vulnerabili, mentre si potranno spingere fino a 340 chilogrammi in tutti gli altri casi". In questo modo "per molti allevamenti potrebbe imporsi un forte ridimensionamento" e "fra le aziende più a rischio figurano quelle a ridosso dei corsi d'acqua e i comuni con suoli ghiaiosi e permeabili".


I consiglieri del gruppo della Margherita affermano dunque che "rispettare il limite nitrati comporterà notevoli sforzi e la possibilità che questo piano porti ad un taglio consistente dei capi allevati o alla necessità di maggior terreno, perchè aumentino i parametri di produzione per capo".

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Fioroni, Domenichini e Ovi ricordano inoltre che "la Provincia elaborerà il Piano rurale integrato provinciale 2007-2013 e il Piano dell'acqua, in cui nell'incertezza dell'effettivo contributo dell'ammoniaca al particolato secondario, si è ritenuto strategico intervenire nel settore agricolo specie negli allevamenti principali produttori diretti ed indiretti di emissioni di amoniaca attraverso le BAT (Best Available Technique) per differenti impianti soggetti e non alla direttiva europea sulla riduzione dell'inquinamento (Ippc)". Pertanto nell'interpellanza della Margherita si chiede "di informare il Consiglio provinciale delle ripercussioni sulla nostra zootecnia e suinicoltura della nostra provincia" e di "conoscere quali azioni possibili per favorire un adeguamento delle aziende agricole con tecnologie a disposizione (quali separatori, biogas)".

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