REGGIO EMILIA - Carceri: presentata oggi la Legge regionale

REGGIO EMILIA - Carceri: presentata oggi la Legge regionale

REGGIO EMILIA - La legge regionale “Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della Regione Emilia-Romagna”, approvata nell’ultima seduta dell'Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, è stata presentata oggi alla stampa nella sede municipale di Reggio Emilia.


All’incontro hanno partecipato il consigliere regionale Gianluca Borghi, primo firmatario e relatore della legge, l’assessore ai Diritti di cittadinanza e pari opportunità del Comune di Reggio Emilia Gina Pedroni, l’assessore alla Solidarietà della Provincia di Reggio Emilia Marcello Stecco, il direttore della Casa Circondariale di Reggio Emilia Gianluca Candiano e il cappellano dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia don Daniele Simonazzi.


“Questa legge è un passo decisivo per gli istituti di pena del territorio, per due motivi – ha detto l’assessore comunale Gina Pedroni. Sancisce una nuova assunzione di responsabilità da parte della massima istituzione legislativa regionale e, al contempo, riconosce un lavoro che vede da tempo impegnati gli enti locali come il Comune di Reggio Emilia.

“Tra le principali novità introdotte dalla legge – ha aggiunto la Pedroni – desidero sottolineare il riconoscimento del lavoro di ‘accompagnamento’ dei detenuti nel difficile iter che porta, già nel periodo della detenzione, al futuro reinserimento sociale, e l’istituzione della nuova figura del ‘Garante’. Inoltre, in prossimità della Festa della Donna è giusto segnalare che finalmente si affronta il problema delle detenute con bambini.”

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“Una comunità è veramente sicura quando è solidale – ha invece sottolineato l’assessore provinciale Stecco – ed è per questo che anche l’amministrazione provinciale interviene per moltiplicare le occasioni che consentano ai detenuti un contatto produttivo con la società esterna al carcere. Questo avviene, ad esempio, attraverso progetti di reinserimento lavorativo, con la recente convenzione tra la biblioteca interna alla casa circondariale e 50 biblioteche della provincia e con l’accesso via web all’università.”



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