Reggio Emilia: come lanciare il trasporto fluviale sul Po

Reggio Emilia: come lanciare il trasporto fluviale sul Po

REGGIO EMILIA - Si è tenuto nei giorni scorsi a Boretto sulla motonave "Stradivari" un workshop sulle nuove tecnologie per la navigazione, in cui sono state presentate diverse esperienze e progetti riguardanti la navigazione fluviale con un particolare riferimento al fiume Po. L'interessante confronto è stato organizzato dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con l'Agenzia regionale per la navigazione interna (Arni) e la rete "Water-way to go south" che raggruppa diversi enti e organismi pubblici e privati del Nord Italia per il potenziamento della navigazione sul Po e sulle altre idrovie del territorio. All'incontro sono intervenuti, fra gli altri, i rappresentanti della Commissione europea, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Università di Genova.

 

Da anni si discute  di trasporto fluviale di merci e persone sul Po e sui canali collegati senza tuttavia riuscire a definire progetti, opere e programmi d'intervento. In realtà i porti fluviali di Rovigo, Mantova e Cremona possono vantare un certo traffico di merci e si sta diffondendo lentamente un turismo enogastronomico su navi. Il Po comunque rappresenta una via d'acqua che può essere utilizzata ben più intensamente per i trasporti commerciali con innumervoli vantaggi: minori consumi di combustibile, e dunque meno inquinamento e soprattutto meno traffico pesante sulle strade che collegano la Valle Padana con i porti della costa romagnola e veneta.

 

Per avviare un sistema di trasporto fluviale efficiente ed organizzato sono necessarie sicuramente anche opere molto costose, ma dall'incontro di Boretto è emerso come già l'esistente potrebbe essere meglio utilizzato. Anche le nuove tecnologie possono aiutare in modo fondamentale: gli ingegneri dell'Università di Genova hanno presentato un progetto per una chiatta a basso pescaggio realizzata in alluminio; l'Aipo ha già in avanzata fase di realizzazione una navigazione guidata con un sistema satellitare basato su carte del corso del fiume e dei fondali prodotte da scandagli elettronici avanzati; la Sistemi Territoriali ha presentato un progetto già in esecuzione per il comando remoto delle conche sui canali; il capitano Ciro Madonna ha illustrato  un sistema di chiatte con un sistema spintore che funziona un po' come i trattori degli autoarticolati, si aggancia e si sgancia sulle diverse chiatte.

 

Lanciate anche diverse idee per un futuro sviluppo, come il progetto di una banchina a mare di fronte a Porto Levante per permettere anche a grandi navi di attraccare e movimentare carichi dalle chiatte fluviali.

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Che fare, dunque, per incrementare il sistema di trasporto fluviale sul Po e su canali collegati? "Intanto occorre che ognuno non pensi ad operare sul solo proprio territorio, ma è necessario fare riferimento ad un sistema geografico ampio che consideri non solo  l'area del Po, ma anche il sistema costiero fino almeno a Trieste od oltre perché le chiatte fluviali in realtà possono navigare fino a tre miglia dalla costa - spiega l'assessopre provinciale alle Infrastruttre, Giuliano Spaggiari - Per questo la Provincia di Reggio è entrata nella rete costituita da amministrazioni ed operatori di Lombardia, Veneto ed Emilia,  ritenendo opportuno agganciarsi ad altre realtà di trasporto fluviale molto sviluppate sfruttando i programmi europei che finanziano lo scambio di esperienze e la progettazione comune".

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