REGGIO EMILIA - Micro-aree per i nomadi, intervento di Guidetti (Fi)

REGGIO EMILIA - Micro-aree per i nomadi, intervento di Guidetti (Fi)

REGGIO EMILIA - Apprendo dalla stampa che il Sindaco Graziano Delrio la scorsa settimana si sarebbe recato nel campo nomadi di Masone per "prendere un caffè" e vedere così la situazione.

Fin qui nulla di male e anomalo; un Sindaco deve preoccuparsi e prendersi cura di tutti i suoi cittadini.


Ma vorrei domandare al Sindaco buonista Delrio se invece non si è mai recato a prendere un caffè a casa degli ormai pochi cittadini reggiani costretti a vivere assediati tra extracomunitari, spacciatori e prostitute nell'area di via Turri, via Paradisi o nel quartiere di Santa Croce.

Solo così un cittadino dimostra attenzione per la propria realtà a 360 gradi; in caso contrario, la cosiddetta "integrazione" che Delrio vuole perseguire, provoca, dal lato opposto, una spinta all'odio xenofobo ed un sentimento di abbandono per tutti quei reggiani che sono costretti a subire queste continue violenze ed invasioni, anche solo morali.


Occorre non dimenticare che Reggio Emilia risulta essere la città con il maggior numero di campi nomadi e le eventuali soluzioni per una migliore integrazione degli stessi sono certamente benvenute, ma in un ordine di priorità successivo al disagio generale che la città sta vivendo. Disagio frutto di "invasioni barbariche" spropositate e dovuto ad un progetto urbanistico malfatto e confuso che ha provocato la nascita di zone ghetto, isolato i cittadini ed avvilito la città.


Propongo al Sindaco e alla Presidente della Provincia Masini di rivedere l'assetto urbanistico futuro di Reggio Emilia, coniugandolo però con le esigenze sociali ed economiche che potrebbero sì favorire un'integrazione con i "nuovi italiani", ma che tenga conto in primis delle necessità ed esigenze dei cittadini. Quando parlo di "nuovi italiani" mi riferisco a quegli extracomunitari che vivono nella nostra provincia lavorando seriamente e rispettando le nostre leggi ed i nostri costumi. Coloro che rifiutano queste basilari regole di vita civile appartengono alla categoria di invasori barbarici da ricacciare velocemente alle loro terre.


Concludo dicendo che per fare l'amministratore pubblico è necessario essere giusto a 360 gradi e non finto buonista a tutti i costi come il nostro caro Presidente del Consiglio.


Claudio Guidetti

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