Reggio Emilia: oltre 400 milioni di euro di opere pubbliche bloccati dal ‘Patto di stabilità’

Reggio Emilia: oltre 400 milioni di euro di opere pubbliche bloccati dal ‘Patto di stabilità’

REGGIO EMILIA - I Comuni reggiani lanciano l'allarme: le ultime disposizioni del Governo in materia di Patto di stabilità rischiano di bloccare opere pubbliche per oltre 400 milioni di euro con pesanti conseguenze sul programma degli investimenti degli enti locali e gravi ricadute sul sistema economico-produttivo locale.

 

Questa mattina, nella Sala Rossa del Municipio di Reggio Emilia, il coordinatore provinciale di Anci-Legautonomie Cesare Beggi, il vicesindaco di Reggio Emilia Franco Ferretti, il sindaco di Sant'Ilario d'Enza Sveno Ferri e l'assessore provinciale al Bilancio Loredana Dolci hanno fatto il punto della situazione alla luce dell'ultima circolare interpretativa del ministero dell'Economia del 27 gennaio scorso, che dispone il non conteggio nei saldi utili ai fini del Patto di stabilità e di conseguenza il non utilizzo per realizzare gli investimenti, delle entrate derivanti da alienazioni. Una situazione che vede Comuni e Governo su posizioni distanti, anche alla luce del summit di ieri a Palazzo Chigi giudicato ‘insoddisfacente' dall'Anci nazionale.

 

"Viviamo una situazione paradossale - spiega il vicesindaco Franco Ferretti - Da un lato il Governo propone il federalismo, dall'altro nega le risorse e l'autonomia dei comuni per metterlo in pratica. Le norme sul Patto di stabilità ci impediscono di spendere le risorse che abbiamo a Bilancio per gli investimenti. Senza contare le ripercussioni sulle imprese del territorio che, tra opere medio-piccole, manutenzioni e infrastrutture, rischiano di perdere occasioni di rilancio e occupazione per i lavoratori".

 

"Nel comparto della Pubblica Amministrazione - prosegue il coordinatore provinciale dell'Anci Cesare Beggi - solo i comuni hanno una gestione positiva dei bilanci. E nonostante questo comportamento virtuoso, sono i più vessati dal Governo. Senza contare che il Comune resta l'ente di prossimità più vicino al cittadino. E' alla porta del Sindaco che bussa il cittadino quando ha bisogno, non a Palazzo Chigi. Siamo messi di fronte a scelte drammatiche: chiaro che i primi settori in cui fare sacrifici sono la Cultura e la manutenzione di immobili e infrastrutture".

 

I Comuni reggiani, che nel 2007 hanno segnato entrate straordinarie derivanti dal collocamento in borsa di Enìa, si trovano nell'impossibilità di utilizzare risorse che ammontano nel complesso a oltre 400.000.000 di euro per opere pubbliche e lavori in corso (residui 2008 e precedenti).

 

Le nuove regole del Patto di stabilità, oltre a fermare i nuovi investimenti previsti, rischiano inoltre di bloccare o sospendere oltre il 50 % dei lavori già finanziati.

 

Con le norme sul Patto di stabilità contenute nella Finanziaria 2009, lo Stato di fatto ‘espropria' gli enti locali che hanno avuto risultati positivi della possibilità di utilizzare le maggiori entrate realizzate, obbligandoli a non poter utilizzare tali risorse per investimenti già programmati, in una logica opposta a quella di sviluppare l'autonomia finanziaria degli enti locali. Questi provvedimenti si aggiungono ad una serie di norme penalizzanti per i Comuni, dall'incertezza relativa all'entrate Ici al taglio dei trasferimenti e la riduzione del Fondo sociale.

 

Se si prendono ad esempio i dati del Comune di Reggio Emilia, nei prossimi tre anni le nuove regole del Patto prevedono dei limiti medi ai pagamenti pari a circa 30 milioni l'anno contro una media storica di oltre 56 milioni l'anno e oltre 125 milioni di opere ancora da pagare. Il Comune di Reggio si trova quindi nella situazione di avere oltre 90 milioni in cassa ma di poterne spendere solo una minima parte.

 

Tra le opere a rischio nel Comune di Reggio: PRU Compagnoni 2° stralcio (17,6 milioni); bretella di collegamento di Rivalta (2 milioni); nuova scuola elementare Parco Ottavi (2,4 milioni); alloggi per studenti galleria Parmeggiani (1,2 milioni).

 

Anche in provincia non mancano gli esempi di opere bloccate, dalla tangenziale di San Polo alle nuove scuole di Montecavolo e Puianello, dal polo scolastico di Tressano (Castellarano) alle piste ciclabili di Luzzara.

 

I Comuni chiedono di modificare le regole del Patto di stabilità interno per sbloccare le spese per investimenti. Con tali modifiche si darebbe inoltre un contributo al rilancio dell'economia attraverso messa in circolo di risorse immediatamente spendibili per ridare fiato agli investimenti pubblici. Una misura caldeggiata di recente anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

 

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A questo proposito, a Reggio Emilia non si parte da zero. Da alcuni mesi si è infatti sviluppato un proficuo lavoro con tavolo delle Istituzioni, Camera di commercio, TAI, organizzazioni sindacali, che si è tradotto nella sottoscrizione di un documento comune. E già nel settembre scorso, sindaci e amministratori di dieci città capoluogo di provincia amministrate da Giunte di diverso colore politico avevano promosso una iniziativa comune, siglando proprio a Reggio Emilia un documento che proponeva alcuni emendamenti alla legge finanziaria.

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