Reggio Emilia: Scuola di Pace, le iniziative per festeggiare il terzo compleanno

Reggio Emilia: Scuola di Pace, le iniziative per festeggiare il terzo compleanno

REGGIO EMILIA - "La scienza della nonviolenza sta prendendo forma. Non siamo ancora consapevoli di tutti i suoi aspetti. C'è un ampio spazio per la ricerca e l'esperimento in questo campo."

 

Sono le parole sempre attualissime di M. K. Gandhi a cui si ispira la Scuola di Pace di Reggio Emilia, che da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio festeggerà il suo terzo compleanno.

 

La Scuola di Pace di Reggio Emilia, promossa dall'Amministrazione comunale di Reggio Emilia e da molte associazioni di volontariato attive nel territorio, si è costituita ufficialmente il 30 gennaio 2006, con l'intento di dare vita a progetti specifici di ricerca, formazione e azione sul tema della pace e della trasformazione nonviolenta dei conflitti, e di pervenire alla costituzione di un progetto aperto di educazione alla nonviolenza, che parta dal rifiuto della guerra e del sistema di violenza, sia questa diretta, culturale o strutturale.

 

Con le iniziative messe in campo in questa quattro giorni, dal 29 gennaio al 1° febbraio, la Scuola di Pace di Reggio Emilia intende fornire il proprio contributo per lo sviluppo e la diffusione di una cultura di pace in attiva sinergia con realtà non solo accademiche a livello locale, nazionale e internazionale. Al programma collaborano il Coordinamento Locride Reggio Emilia - CO.LO.RE. e Libera di Reggio Emilia.

 

La pace come unica garanzia contro l'autosterminio dell'umanità: è il messaggio che il sociologo Alberto L'Abate lancia con il suo ultimo libro Per un futuro senza guerre. Dalle esperienze personali ad una teoria sociologica per la pace (Liguori Editore) che sarà presentato giovedì 29 gennaio, alle ore 18,30, all'Info-point Pace di piazza Prampolini in apertura del programma. L'incontro con l'autore sarà introdotto da Pasquale Pugliese della Scuola di Pace.

 

Alberto L'Abate è docente universitario di Sociologia dei conflitti e Ricerca per la pace, promotore del corso di laurea in Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti dell'Università di Firenze. Collaboratore del filosofo Aldo Capitini, ha partecipato anche alle iniziative del sociologo e poeta siciliano Danilo Dolci. È impegnato da anni nel movimento Nonviolento, nella Peace Research, nell'attività di addestramento alla nonviolenza e della diplomazia non ufficiale per la prevenzione dei conflitti.

 

Seguirà l'inaugurazione, con aperitivo rigorosamente equo-solidale, dell'Info-point Pace di piazza Prampolini che sarà attivo - in collaborazione con la Pastorale giovanile, Radio Dal Basso e CO.LO.RE - da giovedì 29 gennnaio a venerdì 13 febbraio. Ragazzi e adulti potranno consultare materiali e chiedere informazioni. L'intento di questo servizio è infatti quello di favorire chiunque desideri approfondire la propria cultura di pace.

 

Interventi Civili di Pace. Ruolo del volontario nei processi di prevenzione e contenimento dei conflitti è il titolo del progetto regionale, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri, che sarà presentato invece venerdì 30 gennaio, alle 9.30, a Villa Cougnet (via Adua ), sede della Scuola di Pace. Dopo il saluto della presidente della VII Circoscrizione Roberta Pavarini sono previsti gli interventi di Alberto L'Abate, IPRI-Rete Corpi Civili di Pace; Maria Carla Biavati, Berretti Bianchi; Angelica Romano, Un ponte per...; Fulvio Bucci, Pax Christi; Luca Luccitelli, Operazione Colomba.

Modera Fabiana Bruschi della Scuola di Pace.

 

Nel pomeriggio ci si trasferirà quindi nella sede dell'Università di Modena e Reggio Emilia (viale Allegri 9), dove dalle ore 15 è in programma un seminario di studi dal titolo ‘La nonviolenza nella lotta alle mafie'. I lavori si apriranno con i saluti del sindaco Graziano Delrio e della preside della Facoltà di Scienze della Formazione Roberta Cardarello. Seguirà l'introduzione di don Eugenio Morlini e la presentazione del Coordinamento Locride-Reggio Emilia e del Coordinamento reggiano di Libera.

 

Alle ore 16 si procederà poi alla costituzione dei gruppi di lavoro con gli interventi di Alberto L'Abate, sociologo Università di Firenze, su ‘La nonviolenza nei conflitti interni' e Angelica Romano, formatrice di pace di Napoli, sul ‘Il lavoro per la pace nei contesti di guerra a bassa intensità'. Mentre Giuseppe Barone, vicepresidente del Centro Danilo Dolci parlerà di ‘Una storia di lotte nonviolente contro la mafia: l'esperienza di Danilo Dolci', Floriana Di Leonardo del coordinamento di Libera di Palermo affronterà La riappropriazione dei territori alla legalità democratica, mentre Umberto Santino e Anna Pugliesi del Centro Impastato di Palermo parleranno de ‘Il ruolo della società civile nell'impegno antimafia'.

 

Infine, alle ore 18 si terrà la tavola rotonda conclusiva con Rita Borsellino (in collegamento telefonico). Modera l'assessore alla cultura Giovanni Catellani. La sera alle ore 21 è dedicata al teatro: verranno illustrati gli esiti del laboratorio teatrale "Sindrome di Crono" a cura della cooperativa sociale Cuntrascenzia della Locride.

 

Il libro Aldo Capitini - Danilo Dolci, Lettere 1952-1968 (Carocci Edizione) è il cuore dell'incontro in programma sabato 31 gennaio, alle ore 10.30, nell'aula 6 della Facoltà di Scienze della Formazione, in viale Allegri 9.

 

Con il curatore Giuseppe Barone e Alberto L'Abate, collaboratore di Dolci e Capitini, saranno presenti Nicola Barbieri dell'Università di Modena e Reggio Emilia e Pasquale Pugliese della Scuola di Pace.

 

Aldo Capitini (Perugina, 1899-1968) è stato il maggior teorico e attuatore della nonviolenza in Italia e forse anche in ambito europeo, e un innovatore del pensiero e della prassi sociale. Danilo Dolci (Sesana, 1924 - Partitico, 1997), poeta, educatore, sociologo, è stato appassionato sperimentatore della nonviolenza e instancabile promotore di iniziative collettive per il cambiamento sociale, a partire dalle battaglie condotte in Sicilia per il lavoro, l'acqua, la democrazia e contro ogni mafia.

 

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Il contatto tra il pensatore umbro e il giovane Danilo avviene nel 1952, quando Dolci sta attuando il suo primo digiuno e riceve un'unica lettera di solidarietà, inviata da Perugia da "uno sconosciuto": Aldo Capitini. Si instaura, da subito, tra i due un rapporto di reciproca influenza e di profonda stima, documentato da un'ampia corrispondenza quasi interamente inedita. Dolci riconosce in Capitini una sorta di paternità dal punto di vista dell'ispirazione ideale. Da parte sua Capitini seguirà costantemente l'attività dell'amico e le sue posizioni verranno a costituire per lui lo spunto per elaborare approfondimenti e confronti, "aggiunte", in campo civile, educativo, politico.

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