REGGIO EMILIA - Un doppio Consiglio per festeggiare l'Europa

REGGIO EMILIA - Un doppio Consiglio per festeggiare l'Europa

REGGIO EMILIA - Una sala degli Specchi gremita ha seguito i lavori della seduta congiunta del consiglio comunale e del consiglio provinciale, momento centrale delle celebrazioni della Festa dell'Europa, che quest'anno si lega anche ai festeggiamenti per il 50esimo del trattato di Roma.

Dopo l'esecuzione dell'inno italiano e di quello europeo da parte del coro Aurora Giovannini, la seduta è stata aperta da un saluto del presidente del Consiglio comunale Nando Rinaldi che ha ricordato, con un minuto di silenzio, anche la scomparsa di Walter Sacchetti e Carla Mietto, due figure significative del panorama politico reggiano. Rinaldi ha sottolineato come "la parola pace - una pace giusta, attiva, attenta ai diritti umani, combattiva nel contrastare fenomeni nuovi di apologia della morte - sia diventata realtà nell’Europa dei 27 e costituisca la più grande idea-forza su cui l’Europa può contare nei rapporti con il resto del mondo", chiudendo con il ricordo personale legato alla sua partecipazione "al progetto Erasmus, insieme ad un altro milione e mezzo di ragazzi e ragazze che hanno finito per incarnare, forse inconsapevolmente, il sogno dell'Europa che è stato di Schumann, Adenauer e De Gaspari".


E' stato Giovanni Catellani, assessore alla cultura del Comune di Reggio Emilia, ad aprire in rappresentanza del sindaco Delrio, giunto poco dopo, la rosa degli interventi che hanno caratterizzato i lavori della mattinata. "Il 2007 rappresenta un anno importante, si festeggia infatti il 50esimo della firma del Trattato di Roma, un passo fondamentale che ha portato alla costruzione del sistema Europa". La dichiarazione di Schumann, ha proseguito Catellani, delinea l'Europa come una risposta ai conflitti che hanno insanguinato la prima metà del '900. "La difficoltà che ha investito il processo europeo - ha aggiunto - non può compromettere ciò che è stato fatto fino ad oggi, il cammino compiuto. Dobbiamo proseguire il lavoro per costruire attraverso l'esperienza un'identità comune, con la riscoperta del motto dell'Europa "uniti nella diversità". Da qui la riaffermazione dell'Europa come una grande opportunità in tutti i campi, dalla ricerca, all'ambiente, "occorre quindi lavorare per diventare sempre di più cittadini europei".

"L'Europa è sempre più vicina, noi siamo l'Europa", ha affermato subito dopo la presidente della Provincia Sonia Masini, che ha però rilevato la necessità di ripensare al ruolo dell'Europa come promotrice della pace e della tutela dei diritti. "Aumentano i localismi, le paure, ma questo non deve farci guardare indietro. Dobbiamo riuscire a regolare di più i flussi migratori, dobbiamo diffondere la cultura del rispetto dei diritti, dei valori universali, non esiste alcuna cultura al mondo che possa giustificare la violazione dei diritti umani fondamentali. E non si tratta del problema di un solo Paese, dobbiamo lavorare per questo, e devono farlo soprattutto i giovani che rappresentano il futuro della nostra Europa".


Dopo la presidente della Provincia è intervenuta Elena Paciotti, già parlamentare europeo e attualmente presidente della fondazione "Lelio e Lisli Basso", che ha ripercorso le tappe principali che hanno portato alla costruzione dell'Europa, ricordando la difficoltà che ha sempre incontrato il tentativo di costruire una identità politica. "Sul piano economico registriamo molti successi, non altrettanto possiamo dire per i processi di costruzione di una unica identità. Spesso i Governi rappresentano solo se stessi, e nessuno rappresenta l'Europa nel suo insieme. Occorre invece costruire una cornice istituzionale comune, altrimenti si ripresenteranno rischi di conflitto e tentativi di disgregazione".

"Il nostro modello di integrazione - ha aggiunto - è un modello di successo, perché nessuno pretende di cambiare gli altri. Noi siamo e resteremo 27 paesi con propria lingua, propria cultura e proprie tradizioni. E' un nuovo modello e tocca a noi difenderlo. Dobbiamo continuare a credere che possa cambiare il mondo, così come nel secolo scorso ci ha creduto chi ha fatto nascere questa grande realtà".


Dopo Elena Paciotti sono intervenuti i rappresentanti del Consiglio comunale e del Consiglio provinciale. Ha aperto Vanda Giampaoli, del gruppo di Forza Italia in Comune, che alla necessità di riprendere l'impegno per arrivare all'approvazione del trattato costituzionale europeo, ha legato strettamente la necessità di arrivare al riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa, "un elemento fondamentale anche per riuscire a elaborare una politica comune sull'immigrazione".

Il consigliere comunale di Rifondazione Matteo Sassi ha auspicato "una maggiore apertura dell'Europa al mondo per rivitalizzare la cultura democratica. L'Europa non può essere un progetto tecnocratico, non può esaurirsi nei vincoli economici. L'unione nasce dal rifiuto delle guerre e dal bisogno di pace, e la vocazione alla pace è drammaticamente attuale: il trattato europeo deve essere rilanciato, ma anche rifondato secondo ottiche di pace, giustizia, solidarietà, uguaglianza sociale".


Il capogruppo di Alleanza nazionale in Provincia, Leopoldo Barbieri Manodori ha auspicato che un nuovo asse franco-tedesco, dopo le recenti elezioni presidenziali in Francia, possa creare un nuovo trattato per riconciliare l'Europa con il suo popolo. "Occorrono impegni e strategie concrete - ha aggiunto - per esempio i trasporti faranno una grande Europa, si accorciano le distanze fisiche e si facilitano gli scambi. L'Italia gioca una partita importante per l'area dei Balcani e del Basso Mediterraneo. Nessun divorzio è però possibile tra l'Europa e le sue radici cristiane".

Elena Carletti, consigliere provinciale dei Ds, ha ricordato l'importanza del progetto Erasmus che in questi anni ha coinvolto quasi 2 milioni di giovani, 200mila italiani. "L'Erasmus è l'emblema dell'Europa di pace - ha affermato - oggi dobbiamo rimetterci sulla strada di un'Unione più solida e partecipata. L'Europa non deve essere un problema, ma è un'opportunità. In questo anno europeo delle pari opportunità per tutti, credo che sia proprio l'Europa a dover avere un'opportunità in più, perché in questo modo la diamo a noi stessi".


La parola è poi passata ai rappresentanti degli studenti presenti in Sala degli Specchi. Eleonora Pagani del liceo Ariosto-Spallanzani ha rimarcato come le "differenze non sono un ostacolo, ma un vantaggio, e una grande opportunità di crescita". Simon Rietzberg, giovane studente di una università dell'Enzkrais che sta facendo uno stage in Provincia e al Coni, ha definito l'Europa una chance per tutti noi, "magari un giorno l'Europa sarà davvero senza frontiere, una pietra miliare sulla via della pace".


A nome delle associazioni sono intervenuti Mauro Degola, coordinatore del Tai (Tavolo delle imprese) e Giuseppe Pagani, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil. Entrambi hanno auspicato la ripresa del cammino di costruzione dell'identità europea. Degola ha caldeggiato il rilancio della strategia di Lisbona, che coniuga l'efficienza economica a quella sociale e ambientale.

Pagani ha aggiunto che "l'Europa non potrà realizzarsi se non saprà diffondere un senso di appartenenza a una grande identità europea. Occorre più Europa per creare un approdo delle nostre speranze".

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Al presidente del Consiglio provinciale Lanfranco Fradici è toccata la chiusura della seduta consiliare. Ai ringraziamenti e all'auspicio di avere altri momenti di confronto aperto anche su altri temi, Fradici ha fatto seguire alcune considerazioni sulla necessità di informare di più: "Dobbiamo cercare insieme gli strumenti che permettano di far conoscere l'Europa ai cittadini. E' uno sforzo che dobbiamo fare insieme. Un compito che spetta a noi, alle istituzioni e alle associazioni, dobbiamo quindi dare anche un continuità ai temi dell'Europa".


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