Reggio Emilia: variante al Ptcp, dibattito in Provincia

Reggio Emilia: variante al Ptcp, dibattito in Provincia

REGGIO EMILIA - Il Consiglio Provinciale, presieduto da Lanfranco Fradici, ha approvato con 21 voti a favore (Pd e Prc) e 6 contrari (Forza Italia-Pdl, An-Pdl, Lega nord, Udc e Pdl) l'adozione della variante generale al Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale).

 

"La redazione di questo piano ha avuto un consistente percorso di condivisione, sono stati fatti 120 incontri con cittadini, associazioni, enti locali e istituzioni, al termine dei quali credo che il gruppo tecnico abbia prodotto un risultato davvero eccellente". Così la presidente della Provincia Sonia Masini ha presentato quello che sarà di fatto lo strumento che programma lo sviluppo del territorio nell'arco dei prossimi dieci anni: "Si tratta di un atto significativo, che avrà i suoi effetti nei prossimi anni. Dopo la fase dell'adozione ci sarà, fino all'approvazione, il tempo di discutere e adeguare, se necessario, alcuni passaggi, accogliendo eventuali istanze che siano utili alla comunità". La presidente Masini ha infatti detto: "Concepiamo il piano in progress, con una certa flessibilità affinché possa rispondere ai cambiamenti che sappiamo ora si verificano con una certa rapidità rispetto al passato". La presidente Masini ha poi sottolineato "la coerenza del piano con il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato".

 

"Reggio è una zona di attraversamento, si trova al centro di una delle aree più ricche al mondo. La strategia di fondo è raccogliere e preservare la vocazione del territorio che ha portato alla ricchezza odierna, ma anche guardare al futuro con la volontà di creare per i nostri giovani sempre più opportunità. Perciò occorre innanzitutto governare l'urbanizzazione, la riorganizzazione degli insediamenti deve essere accompagnata dalla rete qualificata dei trasporti, dobbiamo spingere affinché si diffonda l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili". Per quanto riguarda strettamente il settore commerciale, la presidente Masini ha definito "necessario un equilibrio tra centri commerciali e piccoli negozi, avendo a cuore i centri storici e salvaguardando il sistema policentrico che caratterizza storicamente il nostro territorio. Questo significa supportare la rete al dettaglio e i cosiddetti centri commerciali naturali. Il policentrismo è il fulcro di Reggio, ma dobbiamo superare la dispersione, definita tecnicamente Sprawl per indicare una crescita urbana disordinata, che si è prodotta nel tempo sul territorio".  

 

Inoltre, la presidente Masini ha detto: "La forza di Reggio Emilia si giocherà nella sua capacità di essere il raccordo tra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Appennino e Tirreno". Infine, "se la vittoria di Obama ha riaperto nel mondo nuove speranze ed ha unito etnie e culture diverse, l'Europa ha ora di fronte stessa sfida, a partire dalle comunità locali come la nostra. Dobbiamo concorrere tutti ad un nuovo progetto europeo e a nuove opportunità, tenendo insieme la diversità dei vari Stati, puntando sui giovani, la tecnologia, la conoscenza. E' anche nella nostra dimensione lo spirito che ci anima".

 

Il consigliere del Pdl Francesco Benaglia ha detto che "si tratta di un'area ricca, ma forse anche la più inquinata d'Europa. Credo che questo Ptcp dovrebbe considerare più approfonditamente la golena del Po, che è devastata".

 

"Si tratta di uno degli atti più importanti di questo mandato - ha affermato il consigliere del Pd Angelo Paterlini - Credo che nei prossimi mesi, i due delle osservazioni, possa esserci lo spazio per dare un significativo contributo al documento di pianificazione. Il momento attuale in cui siamo chiamati a questa pianificazione, non è lo stesso di due anni fa, la crisi infatti è marcata, ma

possiamo giocare un ruolo davvero fondamentale. Si tratta di domandarci quale sviluppo vogliamo per il territorio".

 

Di "un territorio devastato dalle follie urbanistiche delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo" ha parlato il consigliere della Lega nord Marco Lusetti. "Finora si è proceduto per stralci, senza una visione di area vasta e questo strumento non fa altro che intervenire con una sanatoria di quanto già stato fatto sul territorio. Anche se il Piano prova a guardare avanti sono ancora troppi i vincoli".

 

Secondo William Marastoni "dovrà essere compito della Provincia affinché o margini di elasticità a disposizione dei Comuni che adottano a loro volta i vari Piano strutturali comunali, non si traducano in interventi di frattura del territorio".

"Un argomento complesso per cui prevedere solo due mesi per le osservazioni, limita i contributi di cui invece la pianificazione potrebbe beneficiare" è quanto affermato dal capogruppo dell'Udc Tarcisio Zobbi, che aveva legato alla proposta di prolungare questo periodo fino a 8 mesi, la possibilità di un proprio voto di astensione o favorevole. Proposta che alla fine però non è stata accolta: "Ci siamo posti l'obiettivo di approvare il Piano entro il mandato ed è nostro dovere tener fede agli impegni presi" ha puntualizzato la presidente Masini. Il capogruppo  dell'Udc si è dunque soffermato su alcune precise proposte, nel merito del piano: "Ci sono le condizioni tecniche e politiche affinché a Dinazzano si prospetti un trasporto merci innovativo, cioè della gomma su rotaia. Per quanto riguarda l'energia alternativa propongo l'istituzione di una Via (Valutazione di impatto ambientale) sull'eolico fatta a livello provinciale, perché pur apprezzando quanto fatto sul fronte del fotovoltaico, sull'eolico siamo bloccati perché le Via di Emilia e Toscana non lo consentono". Infine, secondo Zobbi "sarebbe necessario mettere a punto un Piano commerciale metropolitano provinciale, con lo scopo promozionale delle nostre produzioni, ma interagendo con le province limitrofe per non restare fuori dai grandi circuiti".

 

"Vedo in questo piano l'ambizione di un progetto strategico per la provincia con un respiro di lungo periodo - ha commentato il capogruppo del Pd Alberto Ovi - Reggio è cambiata soprattutto dal punto di vista della composizione demografica.

E' aumentato sensibilmente il suolo urbanizzato, sono cambiate le attività economiche sempre più orientate al terziario, si è modificata la struttura delle imprese. Ma nonostante anche situazione economica generale difficile, Reggio continua a essere un sistema che tiene e riesce anche a guardare all'innovazione, segno evidente di una vitalità che ci contraddistingue. Questo piano nel disegnare la provincia del futuro si pone obiettivo di creare condizioni per ulteriore sviluppo, ma puntando soprattutto sulla qualità, dalla valorizzazione del paesaggio, alla difesa territorio rurale e all'efficienza energetica, anche introducendo elementi appropriati di contenimento nell'uso del territorio".

 

Per il capogruppo della Lega nord Stefano Tombari "questo documento va in sanatoria di interventi che sono stati portati avanti senza alcuna progettualità e che oggi beneficiano di questo strumento. Inoltre parlare di sistema di imprese non può prescindere da un discorso infrastrutturale. Ci sono realtà imprenditoriali che oggi stanno soffrendo moltissimo di ritardi infrastrutturali, penso al comparto delle ceramiche". Il capogruppo Tombari ha continuato affermando che "è un piano che ha avuto percorso di sufficiente trasparenza e due uffici tecnici della Provincia che si sono cimentati con risultati positivi dal punto di vista tecnico". Infine, il capogruppo Tombari ha detto: "Esprimiamo comunque viva soddisfazione per il fatto che la Provincia non si sia potuta esimere dal tenere in considerazione le vivaci sollecitazioni che ho fatto presente a mezzo stampa, insieme ad ampi strati della società civile ed associazionistica, a proposito degli assurdi limiti alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle aree rurali, segno evidente dell'approccio frettoloso ad un tema così cruciale e, solamente a parole, così caro a questa maggioranza".

 

"La conoscenza del territorio messa nero su bianco nel Ptcp è un patrimonio per l'intera collettività" ha esordito la consigliera del Pd Margherita Bergomi, passando poi in rassegna alcune parole chiave che si evincono dal piano: "Sostenibilità, recupero, risparmio e  rete ecologica provinciale. L'auspicio è che anche in fase di osservazioni si possa continuare a lavorare in un'ottica di innovazione, mantenendo però il rigore necessario a evitare che il piano esca dalla fase successiva snaturato rispetto a quanto adottiamo oggi".

 

Per il capogruppo di Forza Italia-Pdl Claudio Guidetti "l'opposizione riconosce ai tecnici della Provincia di avere fatto un lavoro egregio, ma sul piano politico questo Ptcp, seppur con qualche miglioramento, è in continuità con quello precedente". Il capogruppo Guidetti ha anche detto che "il Piano si caratterizza per forti vincoli, che si scontrano con le parole all'insegna dell'innovazione che sentiamo pronunciare. Questo è uno strumento sovraordinato nel quale credo molto, ma non può abdicare e nemmeno essere subordinato ad alcuni Comuni, infatti vediamo una Provincia che vuole andare verso una riduzione del consumo del territorio, ma altri Enti Locali che si comportano in modo diverso.

 

Abbiamo poi comuni che si spopolano e un comune capoluogo che continua una crescita disordinata. Credo che solo la garanzia di accessibilità ai servizi e al territorio potrebbe ridurre questo fenomeno". Guidetti ha infine detto che "sul fronte delle risorse idriche il Piano è incompleto, in quanto non vengono tenute in giusta considerazioni, ma sono fondamentali per le produzioni agricole, soprattutto se si vuole conservare l'elevata qualità di prodotti come il Parmigiano-Reggiano". Infine, sull'industria: "Non si può lasciare ai Comuni la responsabilità di gestire aziende pericolose dal punto di vista ambientale, la Provincia dovrebbe individuare aree in cui queste aziende possano delocalizzare gli stabilimenti".

 

"Da questo Ptcp emerge una provincia confusa, alla base vi è una fredda operazione di razionalizzazione tecnocratico, priva di anima e da cui non emerge alcuna idea di programmazione". E' quanto affermato dal capogruppo del Pdl Leopoldo Barbieri Manodori, sottolineando poi che "non vi è nulla di innovativo nel porre l'accento su una gerarchizzazione centri urbani perché viene riproposta la distribuzione dei comuni capidistretto. Così anche per l'intento di limitare il consumo del suolo, è un concetto che sorge tardivamente e che invece avrebbe dovuto essere un tema ordinario e non straordinario". Barbieri Manodori ha anche parlato di "un grave ritardo di Reggio sul fronte delle energie alternative, manca poi un raccordo di queste con il piano delle acque. Peraltro è un Ptcp vincolistico tanto quanto il precedente. Non si affrontano temi caldi come quello della Via Emilia bis". Di nuovo a proposito di acque, Barbieri Manodori ha criticato "la scelta di non prendere in considerazioni l'ipotesi di un invaso in Montagna".

 

Secondo il consigliere del Pd Giuseppe Catellani "l'approvazione del piano entro il mandato è un obiettivo che ci siamo posti e anche se i tempi sono stretti, vi è un periodo ora di osservazioni che auspichiamo ci poterà ad una condivisione ancora maggiore rispetto ad ora".

 

"Lo spirito con cui piano è stato steso è quello del rispetto, e questo rappresenta un elemento di fiducia - ha detto la consigliera del Pd Gloria Panizzi - Inoltre, il percorso che ha portato fin qui si è caratterizzato per un ampio confronto e questo ha portato a un piano equilibrato, che ha ricucito in un progetto funzionale le varie proposte che sono pervenute".  

"E' un piano che è partito dall'assumere in modo condiviso le criticità che lo sviluppo ha generato - ha spiegato il consigliere del Pd Luciano Branchetti - cercando di avere come bussola la sostenibilità e producendo un insieme di regole e indirizzi che i soggetti attuatori, cioè la società reggiana nel suo complesso, con un margine ampio che garantisce libertà di azione, dovrà tradurre in agire. Caratteristiche di questo Piano sono la precisione nelle regole e il fatto che esso stesso si sottopone a verifiche".

 

"Sulla necessità di tutelare i centri storici, è sotto gli occhi di tutti che stanno morendo" si è soffermato il capogruppo di An Giuseppe Pagliani, che ha anche espresso il "voto contrario del proprio gruppo".

 

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Infine, ha preso la parola la presidente Sonia Masini per una replica: "Accolgo la richiesta di approfondimento, come tutte le proposte che vanno nella direzione di aumentare l'investimento sul fronte delle risorse alternative, fermo restando la tutela ambientale e la salvaguardia dell'ecosistema. Il mercato deve essere regolato, questa è la funzione del pubblico e intendiamo i vincoli come difesa attiva anche per quanto riguarda il territorio agricolo, che deve essere lasciato a disposizione delle migliori produzioni". La presidente Masini ha anche aggiunto : "Dobbiamo favorire il recupero e la riqualificazione di quell'immenso patrimonio immobiliare già esistente o che si libererà in futuro".  In merito al Piano delle acque, la presidente Masini ha precisato: "Il nostro piano tende a migliorare le previsioni precedenti. Noi pensiamo ad esempio in Val d'Enza di colmare le cavità artificiali, che si sono create a seguito di escavazioni, e riutilizzarle così per lo stoccaggio dell'acqua. Ci sono proposte di invasi a monte che verranno approfondite". La presidente Masini ha poi spiegato: "Attiveremo  dei tavoli di confronto su acque, commercio e energie alternative, al fine di trovare le soluzioni migliori. Sulle infrastrutture e la mobilità possiamo dire di avere colmato il divario infrastrutturale con numerosi interventi già realizzati e progetti che realizzeremo con tempestività. Dopo la tangenziale nord di Reggio e la Bocco-Canala, non abbiamo più avuto alcun trasferimento statale e, purtroppo, dobbiamo fare con solo le nostre forze. Cosa dice l'opposizione, quanto ha stanziato il Governo Berlusconi per le strade statali di Reggio Emilia?". La presidente Masini ha poi concluso: "Continueremo a dare spazio ai cittadini, fermo restando che intendiamo approvare il piano entro il mandato, altrimenti si ritarderebbe di un anno o due un atto molto atteso dai Comuni, ma anche da quegli imprenditori che aspettano questo strumento per realizzare i propri interventi". 

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