Regionali, Casadei (Pd): "No ad alleanze con il partito di Cuffaro"

Regionali, Casadei (Pd): "No ad alleanze con il partito di Cuffaro"

Regionali, Casadei (Pd): "No ad alleanze con il partito di Cuffaro"

No alle alleanze con l'Udc. A dirlo è il candidato segretario regionale del Partito democratico per la Mozione Marino, Thomas Casadei: "Non dimentichiamoci che Tabacci non e' il segretario dell'Udc e che l'Udc e' anche il partito di Cuffaro". Presentando l'arrivo alla festa dell'Unita' di Bologna di Ignazio Marino (sabato) Casadei da' comunque un buon giudizio "sui mandati" di Vasco Errani, anche se chiede di "tenere separato il congresso" dalla questione ricandidatura o meno.

 

"Fanno male quei leader nazionali che vengono qui a dire di ricandidarlo - dice Casadei -. Il congresso non deve essere discusso sugli organigrammi e le questioni interne". "Errani comunque ha fatto molto bene", rafforza il concetto Sandro Gozi, deputato e coordinatore nazionale della mozione. La questione delle alleanze comunque, per i sostenitori del chirurgo, va rovesciata.

 

"Cioe' non discussa nelle segrete stanze ma valutata dopo il congresso, nel quale il Pd deve definire- spiega Casadei- una volta per tutte il suo profilo programmatico e identitario". I contenuti cari alla mozione, riassume il candidato alla segreteria sono tre: "No al nucleare, si' alla scuola pubblica e si' ai diritti civili".

 

Difficile che la piattaforma interessi Pier Ferdinando Casini. Gozi e' piu' sfumato sulle possibili convergenze nazionali ("Ho registrato con piacere che l'Udc condivide ora la nostra analisi sull'emergenza democratica nel paese"), ma ammette scetticismo sulle prospettive immediate di un'eventuale alleanza coi centristi. "Non vorrei che l'apertura a Casini lo aiutasse a negoziare a destra invece che col centrosinistra".

 

In termini di programma in vista delle elezioni regionali, il punto di partenza per i sostenitori di Marino e Casadei deve essere una visione "radicalmente rinnovata" del modello emiliano nella cui nostalgia sembrano invece "indugiare" le altre due mozioni. Il primo punto da riformare e' il piano anti crisi della giunta Errani, che prima dell'estate ha lanciato un fondo di 500 milioni a sostegno degli ammortizzatori sociali nelle aziende in crisi. Molto bene per Gozi, che sottolinea pero' che "in Regione ci sono 112.000 atipici in scadenza di contratto a fine anno. Per questi- sottolinea il deputato cesenate eletto in Umbria- servirebbe un piano straordinario, un sussidio regionale di sostegno".

 

Insomma, il Pd non puo' occuparsi solo di chi in qualche modo conta gia' su maggiori tutele. Anche i tempi della giustizia civile andrebbero dimezzati, se e' vero, stimano i "sottomarini" che il tempo minimo di conclusione di una causa e' di 10 anni. "Una regione di livello europeo come l'Emilia-Romagna dovrebbe dimezzarli".

 

Sempre in tema economico Gozi, Casadei e il responsabile del programma regionale, Luca Foresti, propongono un fondo straordinario di garanzia per imprese in crisi, "a cui le banche attingerebbero in caso di difficolta' di rientro dall'investimento". Serve poi un rapporto diverso con le utilities, visto che molti Comuni, esemplifica Foresti, sono "controllori e clienti" delle aziende.

 

"II conflitti di interesse vanno eliminati, senno' succede come a Bologna che Hera, che da' un dividendo di 12 milioni al Comune esercita di fatto una tassazione occulta". E succede poi che non ci sia l'interesse a spingere sulla "raccolta differenziata porta a porta perche' magari ritenuta non remunerativa". "Si ripristini il potere di indirizzo politico delle amministrazioni su queste aziende", chiosa Casadei.

 

 

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