Regionali, Errani: "Ci sono, senza remore"

Regionali, Errani: "Ci sono, senza remore"

Regionali, Errani: "Ci sono, senza remore"

E' un Vasco Errani emozionato (e che si lascia andare anche alla lacrime al termine del suo intervento) quello che parla dopo il lungo applauso dell'assemblea regionale del Partito democratico che lo ha ricandidato alla presidenza della Regione (per quello che sarebbe il suo terzo mandato da governatore). "Ci sono, senza remore", ha detto Errani, rivendicando "con orgoglio" i risultati raggiunti e l'aver fatto "quello che avrebbe dovuto fare il Pd a Roma".

 

Il presidente, e ora ricandidato ufficiale per viale Aldo Moro, risponde anche a chi chiede innovazione, anche nella squadra di governo: una parola che non gli mette paura, anche laddove, dice, il cambiamento impone degli strappi, delle rotture. Ma avverte: "Sto lontano da una retorica astratta su innovazione e nuovismo. Il riformismo e' una pratica costante che cerca una sua coerenza".

 

"L'innovazione della classe dirigente non e' solo un dato anagrafico, ma anche culturale - fa notare Errani -. La selezione si fa sull'esperienza perche', credete a me, il cambiamento e' fatica. Per ridurre qualche comunita' montana, vivaddio, quanto ci abbiamo messo...".

 

Il candidato presidente e' consapevole della portata della sfida che lo attende: "Abbiamo una campagna elettorale difficile, non e' piu' il 2005, non c'e' piu' quell'aria. Ma noi abbiamo le nostre buone ragioni". E quando Errani parla di difficolta' non si riferisce tanto al Pdl, che "mi sembra attardato".

 

Il vero avversario per il presidente e' la Lega, con cui "ce la giochiamo sul territorio, sulla frontiera, in una grande partita di verita'". A livello nazionale, aggiunge, si assiste alla "crisi della destra", una destra vedova "del pensiero neoliberista fallito in questo sistema mondiale". Oggi, lo stesso premier Silvio Berlusconi "e' privo del suo maggior punto di attrazione: quello di presentare un sogno credibile".

 

Ed e' in questo contesto, secondo Errani, che si gioca il ruolo dell'Emilia-Romagna. Una regione che in questi anni "e' cresciuta, ed e' cresciuta molto. Ma e' chiarissimo, e non da ora, che non e' sufficiente il buon governo, lo abbiamo capito da tempo", da quando nel 2004 e' stato firmato il Patto di qualita'. Ora, incalza Errani, "e' indispensabile persino una sfida a noi stessi".

 

Sul terreno della conoscenza, dell'ambiente e del cambiamento demografico: dove bisogna avere "il coraggio di proporre, perche' il partito che ha ambizione di governare deve gettare la palla avanti, e non giocare di rimessa". Ecco allora che bisogna costruire una societa' multietnica, "senza derive buoniste o visioni sicuritarie", perche' la legalita' vale "a prescindere dal colore della pelle". La sfida, ammette Errani, e' alta, ma il Pd "e' un partito che ha l'ambizione non di governare, non di esercitare il potere, ma di cambiare il mondo. Altrimenti non ha senso stare in questo partito".  

 

Il presidente elenca poi i 'cantieri' aperti di recente, partendo dalla riforma di accesso ai servizi: "Non sono i Dico, non sono i Pacs. Abbiamo fatto una cosa semplice, giusta, sacrosanta ed europea. Ovvero garantire l'accresso alla famiglia e anche alle forme di convivenza regolate dalla legge. Perche' e' giusto". Con buona pace dell'Udc: "Legittimo", dira' a margine dell'assemblea il loro dissenso. Alleanza sfumata definitivamente? "Discuteremo".

 

E sul welfare, dice ancora Errani, "stiamo facendo, forse troppo in silenzio, la piu' grande rivoluzione da quando lo abbiamo introdotto". Ovvero, "passare dai servizi alla persona, alle persone, alle famiglie". Ancora, "stiamo lavorando da mesi alla ridefinizione dell'Isee" per dare un maggior peso alle famiglie numerose in primis, ma anche alle nuove poverta'. Ancora, riforma della politica: "Siamo tornati a 50 consiglieri regionali, anche se lo Statuto diceva che potevamo arrivare a 67".

 

Il candidato presidente lancia altre sfide, come la trasformazione ecologica dell'economia. Perche' finora la lancetta del consumo del territorio, e' schizzata "drammaticamente" in su: "Ora deve tornare a scendere". E sempre in fatto di ambiente, "vogliamo diventare entro il 2013 la prima regione che produce lo stesso livello di energia" verde "della Germania". Un riferimento non casuale, perche' ora il metro di paragone e' diventato l'Europa: "Quando ho cominciato- rievoca Errani- il confronto era sempre con la Lombardia, con il Veneto. Era sempre li' che c'era l'innovazione". Ora, lascia intendere Errani, servono prospettive piu' ampie.

 

Queste sono le cose da andare a dire in campagna elettorale secondo Errani, che spiega come "un qualche colpo d'orgoglio ci vuole". Per dare sicurezza agli emiliano-romagnoli e non lasciarli "in balia di un talk show visto la sera prima". Fuori dalla "retorica del modello- aggiunge- vogliamo essere l'anima del cambiamento dell'Italia".

Errani parla anche del percorso che ha portato alla sua 'incoronazione': "ho sempre detto che non sono un uomo in fuga, non ci sono leader a cui delegare le risposte". Bisogna "tornare fino in fondo ad essere una comunita'", bisogna fare la battaglia "del bene comune. Io sono cosi'".

 

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -