Regionali, Errani: "Non sono un uomo solo in fuga come Bartali"

Regionali, Errani: "Non sono un uomo solo in fuga come Bartali"

Regionali, Errani: "Non sono un uomo solo in fuga come Bartali"

"Non sono Bartali, ovvero un uomo solo in fuga". E ne', per usare un latinismo in voga in questi giorni, "un super inter pares". Quindi "partecipero' alla discussione sul candidato presidente come tutti gli altri. Ed e' in questo quadro che non ho chiesto e non chiedero' una deroga" all'assemblea regionale del Pd per il terzo mandato. Vasco Errani, presidente uscente della Regione, risponde cosi' alla discussione sulla sua ricandidatura a governatore dell'Emilia-Romagna.

 

"Non ci sono novita' da parte mia", dice a margine della convenzione regionale del Pd, chiamata a ratificare i risultati dei circoli per l'elezione del segretario regionale. Dunque, Errani non scioglie le riserve e fa capire anche di non voler imporre i tempi: "Non chiedo accelerazioni o rallentamenti". Ma una sua idea sul percorso da compiere ce l'ha: "Credo che il Pd prima e la coalizione poi, debbano fare la discussione" sulla candidatura. Discussione a cui "io partecipero' esattamente come gli altri per dire la mia".

 

L'attuale presidente della Conferenza delle Regioni si dice convinto "che si arrivera' a una proposta condivisa". Perche' "non esistono decisioni unilaterali e solitarie". Ed e' in questo quadro che "non ho da chiedere e non chiedero' nessuna deroga". Qui, continua, ci sono tutte le condizioni "per fare una discussione bella e serena". Dopodiche', prosegue riferendosi sempre alle affermazioni di Vassallo di ieri, "sono d'accordo sul fatto che qui ci sono tante persone giovani, con competenze".

 

Insomma, da parte del presidente uscente non ci vuole essere nessuna forzatura sulla sua ricandidatura. Anche se, pure oggi, si sono ripetuti gli "attestati di stima" nei suoi confronti. A partire dal segretario uscente del Pd, Salvatore Caronna, che, sempre a margine della convenzione di Castel San Pietro, si e' detto convinto che la candidatura di Errani "e' la piu' forte, quella che offre maggiori garanzie" per le sfide che attendono l'Emilia-Romagna. Dunque, aggiunge Caronna riferendosi anche lui a Vassallo, "il problema non sono le procedure. Bisogna discutere del progetto" che si vuole offrire per questa regione.

 

E riconoscimenti al suo lavoro sono arrivati anche dal palco, dai candidati alla segreteria, il bersaniano Stefano Bonaccini e la franceschiniana Mariangela Bastico. Piu' prudente il ragionamento del mariniano Thomas Casadei: "Non basta dire che Errani ha governato bene. Ci attendono nuove sfide e prima bisogna capire quali sono i progetti per affrontarle".

 

 

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di demo.chi
    demo.chi

    Sono sorpreso da questo tentennare del presidente Errani. Se teme di dare fastidio al prof. Vassallo, è una preoccupazione infondata, perchè quello che ha scritto quell'incredibile statuto del Pd, che predica le primarie sempre ed è stato catapultato a Roma dalla nostra regione, dove non abita, scelto dal suo capo corrente, non merita attenzione. Bisogna lasciarlo dire senza dargli alcun credito. Non si capisce come si possa procedere e quando, visto che le elezioni regionali sono molto vicine. Chiede una investitura dalla coalizione senza nessun'altra consultazione? Chiede le primarie? Aveva detto che si sarebbe promunciato prima del 25 ottobre. Dopo questa dichiarazione, un pò di sospetti che abbia un pò di fondamento la notizia che il posto di presidente sia in caldo per Franceschini c'è. Se i fatti, prima del 25, non lo smentiscono, finirà così. E non è una bella cosa, presidente.

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