Regionali, Forlì. Di Maio (Pd): "Questo voto rafforza le giunte in carica"

Regionali, Forlì. Di Maio (Pd): "Questo voto rafforza le giunte in carica"

Regionali, Forlì. Di Maio (Pd): "Questo voto rafforza le giunte in carica"

FORLI' - Il voto delle Regionali, con l'elezione di due esponenti del Pd forlivese in Assemblea legislativa, Tiziano Alessandrini e Thomas Casadei, "rafforza le giunte locali": lo spiega il segretario del Pd Marco Di Maio, che sottolinea il risultato di due consiglieri eletti rispetto al risultato del 2005, quando Forlì non riuscì ad agguantare neppure un consigliere di maggioranza. "Alessandrini è il candidato migliore che potessimo mettere, e lo dimostra il numero di preferenze, che vengono in gran parte dal territorio forlivese".

 

"Dove il partito ha lavorato per quest'obiettivo con unità", continua Di Maio, quasi esorcizzando il 2005, quando il candidato forlivese Giuliano Pedulli, pur totalizzando più o meno le stesse preferenze di Alessandrini (12.561 a Pedulli contro le 12.201 di Alessandrini) arrivò terzo, sorpassato dal cesenate Paolo Lucchi (16.776 preferenze nel 2005) e dal candidato cattolico di Cesenatico Damiano Zoffoli (14.254), che pescò notevolmente anche nella città di Forlì.

 

Per il segretario Pd, tuttavia, i dati di Pedulli del 2005 e di Alessandrini nel 2010 non sono confrontabili: "C'era un clima diverso a livello nazionale, col dieci percento di votanti in più: questa volta il Pd forlivese ha interamente lavorato per il suo candidato". Le giunte, quindi, non subiranno scossoni da questo voto: gli equilibri interni del centro-sinistra di fatto non sono cambiati.

 

Nei piccoli comuni il centro-destra, invece, sarebbe maggioranza "virtuale" in 9 municipi su 30, tra cui Predappio. "Maggioranza virtualmente- riprende Di Maio-, come sappiamo le amministrative si giocano sulla qualità e sulla forza anche personale dei candidati". E puntellare il ragionamento c'è il voto alle comunali della vicina Faenza e nel piccolo Comune di Verghereto, entrambi finiti nettamente al centro-sinistra, con una divergenza consistente dal voto per le Regionali.

 

In ogni caso, per questi Comuni della collina forlivese, il segretario territoriale del Pd spiega che "ci sono difficoltà che stiamo affrontando" e che "bisogna lavorare e parlare concretamente dei problemi della gente di questi territori, l'organizzazione del partito c'è". Tira aria di assessorato regionale per il territorio di Forlì-Cesena? "Con due consiglieri autorevoli, crediamo di aver espresso competenze spendibili anche per tutta la realtà regionale, ma non spetta a noi deciderlo , spetta a Vasco Errani".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di mm77
    mm77

    rinforza le giunte in carica ? questa era il voto per il consiglio della regione emilia-romagna, non per il rinnovo dei vari consigli comunali commenti di questo tipo sono di una malafede politica assurda

  • Avatar anonimo di Luca
    Luca

    Nel 2005 Forlì non aveva eletto nessun consigliere regionale, questa volta ne ha eletti due. Non penso che vengano nascosti i voti persi, sono lì davanti a tutti e lo sanno anche loro. Alessandrini e Casadei sono due consiglieri in più per Forlì e sono del PD

  • Avatar anonimo di buffone imperiale
    buffone imperiale

    Il signor Marco evidentemente ha visto un film o giocando troppo alla play si e' immedesimato in un'altra dimensione!!!

  • Avatar anonimo di Brenno
    Brenno

    Errani ha perso il 10% in 5 anni, il csx in provincia di FC è sotto al 50%. l'ulivo nel 2005 prese 1.095.566 voti oggi il pd ne prende 857.613 ... come si fa a parlare di vittoria schiacciante o addirittura di rafforzamento ??

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Sarebbe corretto fare una lucida analisi del voto. Errani ha preso numericamente molti meno voti di 10 e 5 anni fa. Il territorio ha espresso un astensionismo forte e sono cresciuti molto i movimenti di protesta (Grillo, Idv e Lega). Le preferenze sono state meno di quelle di Pedulli che aveva due concorrenti molto forti e che è stato accantonato per motivi interni al partito. Sarà il caso che i consiglieri di Forli-Cesena si diano una mossa concretamente per accantonare il discorso sulla regione romagna dirottando le giuste risorse al nostro territorio e maggiori politiche di sviluppo (se non vogliono che diventi una concreta possibilità). Altrimenti il referendum certificherà la loro abissale distanza dalla realtà del tessuto elettorale.

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