Regionali, il PdL: "Dopo le elezioni scoppierà il caso Delbono bis"

Regionali, il PdL: "Dopo le elezioni scoppierà il caso Delbono bis"

Regionali, il PdL: "Dopo le elezioni scoppierà il caso Delbono bis"

BOLOGNA - "Dopo le regionali rischiamo di avere un caso Delbono ad un altro livello". Quello dei vertici della Regione Emilia-Romagna. Ne e' certissimo il coordinatore bolognese del Pdl, il Enzo Raisi, pronto a scommettere, dunque, su una sorta di Cinzia-gate bis per viale Aldo Moro. Raisi, ospite della diretta di Radio Tau insieme candidato dipietrista Domenico Morace, premette di non augurarsi che cio' accada in campagna elettorale.

 

Ma qualcosa, e' sicuro, succedera' dopo il voto. Per questo "non toccherei il tema giustizia", e' l'invito di Raisi al centrosinistra. "Perche'- spiega- c'e' una marea di inchieste sulla Regione Emilia-Romagna che sono aperte e vedrete che dopo le elezioni" qualcosa accadra', "auspico non durante la campagna elettorale" perche' "preferisco farla sulle cose". Ma "so per certo, come sanno tutti, che c'e' una marea di inchieste che coinvolgono la Regione Emilia-Romagna, dalla sanita' alle consulenze date dalla presidenza della Regione, al tema della societa' del fratello di Errani", Terremerse.

 

Faccende che "probabilmente dopo le elezioni in Emilia-Romagna rischiano di creare un caso Delbono, pero' questa volta ad un altro livello". L'affondo di Raisi arriva dopo una stoccata al presidente uscente Vasco Errani sul confronto con la sfidante Pdl Anna Maria Bernini. A fornirgli l'assist e' proprio Morace che parla di un "clima un po' fiacco" nella campagna elettorale. "Trovo auspicabile- aggiunge l'esponente Idv- un confronto diretto tra i candidati presidente" anche perche' il "dibattito locale e' oscurato da quello nazionale".

 

Per Raisi questo accade perche' "c'e' una persona, Vasco Errani, che fugge dal confronto politico. Ha rifiutato qualsiasi confronto pubblico" con gli altri candidati. Nel caso degli eventi organizzati dalle associazioni di categoria "ha imposto interventi singoli, questo e' lo schema che Errani sta usando. Probabilmente dopo 15 anni di Governo in questa Regione non ha piu' niente da dire".

 

Raisi rinfaccia ad Errani anche l'atteggiamento "misogino" e "arrogante e di cattivo gusto" nei confronti di Bernini (facendo riferimento a battute come "deve studiare" all'indirizzo della deputata berlusconiana). Segno che, a suo avviso, "siamo alla fine di un impero". Morace pero' stempera e parla di una "sensibilita' eccessiva per battute nate da gaffes di Bernini".

 

Sul piano delle proposte, pero', l'Idv non sara' un alleato silenzioso. Morace e' critico sulla sanita', mette nel mirino le liste d'attesa e chiede di "riformare i criteri di nomina dei direttori generali" delle aziende sanitarie. Nomine che devono essere in mano "non piu' ai partiti". Su questo "mandiamo un avviso chiaro agli alleati del Pd, a partire dall'Emilia-Romagna. I dipietristi incalzano anche sui costi della politica. "Presentero' una proposta di legge- annuncia Morace- per abrogare il Tfr" per i consiglieri regionali, un "odioso privilegio". Nel caso la proposta non passi, "mi impegno a rinunciare al Tfr e a donarlo a banca etica".

 

 

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