REGIONE - Approvato atto di indirizzo per le ''aree ecologicamente attrezzate''

REGIONE - Approvato atto di indirizzo per le ''aree ecologicamente attrezzate''

BOLOGNA - L'Assemblea ha approvato l'Atto d'indirizzo predisposto dalla Giunta per realizzare in Emilia-Romagna aree produttive ecologicamente attrezzate (AEA), ai sensi della LR 20/2000: voto favorevole della maggioranza, contrario della minoranza, astenuto il consigliere Mazza (DS).
Il documento definisce "ecologicamente attrezzate" quelle zone industriali ed artigianali gestite unitariamente (sia da soggetti pubblici che privati) e dotate di infrastrutture e sistemi capaci di garantire la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente. In applicazione del principio di precauzione e della scelta di promuovere uno sviluppo sostenibile, questo provvedimento ha lo scopo di definire le modalità attraverso le quali realizzare e gestire le AEA in modo da favorire, con incentivi e sgravi fiscali, una progressiva diffusione in Emilia-Romagna di zone industriali dotate di requisiti tecnico-organizzativi che abbassino la pressione sull'ambiente. I parametri di qualità che qualificano le zone produttive come aree ecologicamente attrezzate riguardano: salubrità dei luoghi di lavoro; prevenzione o riduzione dell'inquinamento di aria, acqua, suolo; smaltimento e recupero dei rifiuti; trattamento delle acque reflue; contenimento dei consumi energetici; prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti; accessibilità della zona ed efficiente mobilità di persone e merci.


Nell'Atto si pone una distinzione tra aree produttive nuove (o riconvertite) e aree esistenti: nelle prime si possono attuare subito interventi per attrezzarle ecologicamente; nelle seconde è previsto che, tramite un accordo tra istituzioni ed imprese presenti nel luogo, venga redatto un programma di miglioramento progressivo delle dotazioni e delle prestazioni ambientali, finalizzato a far raggiungere alla zona gli standard propri di un'area ecologicamente attrezzata. Alle amministrazioni locali spetta la responsabilità di indirizzo e controllo sulle modalità d'attuazione delle AEA, attraverso la stesura di indirizzi per l'analisi iniziale, la redazione delle linee di politica ambientale che dovranno definire i criteri per la gestione e la qualità dell'area, il controllo sul monitoraggio per verificare gli obiettivi di miglioramento, svolto nel tempo dal soggetto individuato come responsabile della gestione. È previsto, inoltre, che Comuni e Province per queste attività si avvalgano di un Comitato d'indirizzo, nel quale devono essere coinvolti i soggetti e le imprese insediate o da insediare nell'area.


È stato approvato un emendamento presentato dal consigliere Mario Mazzotti (DS) che recepiva il senso di un precedente emendamento di Roberto Corradi (Lega Nord), con il quale si specifica che le amministrazioni pubbliche non dovranno avere "oneri aggiuntivi a carico. per la gestione dei servizi". Al contrario, l'Assemblea ha respinto alcuni emendamenti presentati da Ugo Mazza nel caso in cui l'individuazione delle AEA comporti una variante urbanistica al PTCP, per recepire una Direttiva europea, e per individuare procedure con le quali attivare la partecipazione dei cittadini che vivono e operano in prossimità dell'ambito individuato, affinché possano esprimersi sulle soluzioni per mitigare l'impatto ambientale e l'inquinamento.

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Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Corradi, Ubaldo Salomoni (FI), Mazza, Daniela Guerra (Verdi), Gian Carlo Muzzarelli (DS), Luca Bartolini (AN), Mazzotti, Nanni (IDV), e gli assessori Zanichelli e Campagnoli. Dai gruppi di maggioranza sono state espressi apprezzamenti perché il duplice obiettivo della sostenibilità ambientale e della tutela della salute dei cittadini non può che rafforzare le imprese e la loro competitività. Dalle opposizioni sono venute critiche al provvedimento, giudicato dannoso perché non farà altro che appesantire le procedure burocratiche legate all'insediamento di un'impresa, contribuendo ad accentuare la delocalizzazione produttiva in corso.

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