REGIONE - Assemblea Legislativa, concluso il dibattito sul regolamento interno

REGIONE - Assemblea Legislativa, concluso il dibattito sul regolamento interno

BOLOGNA - L'Assemblea legislativa questa mattina ha ripreso e concluso il dibattito generale sul suo Regolamento interno, iniziato nella scorsa tornata consiliare. Il nuovo Regolamento disciplina il funzionamento dell'Assemblea e delle sue articolazioni, con l'obiettivo di rendere effettivi gli istituti previsti dallo Statuto della Regione. Numerose le innovazione che rendono piu' concreto il potere di controllo dell' Assemblea sull' esecutivo.


Il testo stabilisce che una volta l'anno, prima della sessione di approvazione della legge di bilancio, l'Assemblea sia convocata per discutere una relazione del Presidente della Regione, potendo così esprimere in tempo utile le proprie valutazioni ed eventuali proposte di modifica. Sempre per rafforzare le funzioni di controllo dell'Assemblea nel determinare l'indirizzo politico generale della Regione, un nuovo articolo prevede che periodicamente il Presidente dell'Assemblea chieda informazioni al Presidente della Regione sullo stato di attuazione degli indirizzi di competenza della Giunta e, almeno due volte all'anno, invii un report ai consiglieri. Analogo scopo hanno l'estensione della cosiddetta "clausola valutativa", già prevista per le leggi, a tutti gli atti relativi all'applicazione delle leggi stesse, e l'informazione che la Giunta , almeno una volta all' anno, è tenuta a dare alla Commissione Bilancio e Affari generali sulle "indennità lorde percepite dagli amministratori, dai componenti dei Consigli di Amministrazione e dai direttori delle Società, degli Enti Pubblici e Privati e di ogni altro organismo a cui la Regione partecipa.


Nel regolamento trova spazio anche la disciplina della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta ("motivata e sottoscritta da almeno un quinto dei componenti dell'Assemblea"); questa, votata per appello nominale, se approvata attribuisce al Presidente dell'Assemblea il potere di dichiarare formalmente conclusa la legislatura. Novità ci sono anche per i consiglieri: avranno meno tempo a disposizione - da 30 a 20 minuti - per la discussione generale di Pdl e atti amministrativi. Sarà anche piu' difficile fare ostruzionismo usando la richiesta del numero legale: dovranno essere infatti almeno 4 i consiglieri che avanzano questa richiesta alla presidenza dell'Assemblea e chi ha chiesto la verifica sarà conteggiato tra i presenti.


Con il nuovo Regolamento inoltre diventano incompatibili i ruoli di "proponente" e di "relatore" di un Progetto di Legge; ciò allo scopo di tenere distinte queste due figure, per rafforzare la funzione di mediazione svolta dal relatore, senza depotenziare l' attività ed autonomia del proponente (che può togliere in qualsiasi momento il suo nome dal PdL).La figura del "relatore" come "referente istituzionale" - una delle principali novità contenute nel nuovo Statuto - è stata rafforzata, prevedendo che possa avvalersi, oltre che degli uffici dell'Assemblea, di "competenze esterne se e in quanto necessarie allo svolgimento del procedimento in corso". Cambiano anche le modalità di esercizio di due forme di "sindacato ispettivo": le interrogazioni e le interpellanze. Le prime, più legate alla concreta attività amministrativa, avranno di norma risposta, scritta o orale, nella Commissione competente; la risposta alle seconde, a valenza più larga, su questioni politiche e istituzionali, avverrà invece in Aula, allo scopo di verificare gli intendimenti e le scelte della Giunta e lo stato d'attuazione degli indirizzi approvati dall'Assemblea.


In analogia a quanto avviene in Parlamento è poi stata introdotta una forma di "question time" sull'attualità politica: "Di norma all'inizio della prima seduta di ogni sessione dell'Assemblea un consigliere per ogni gruppo può svolgere un'interrogazione a risposta immediata su questioni di particolare rilevanza sociale e politica o d'interesse regionale. Risponde il Presidente della Regione, il sottosegretario o l'assessore delegato per un tempo massimo di tre minuti, mentre la domanda e la replica non possono superare complessivamente i sei minuti. Una novità è anche la possibilità data all' Ufficio di presidenza di autorizzare la diffusione radiofonica, televisiva e telematica dei lavori dell'Assemblea. IL DIBATTITO Secondo il presidente della Commissione "Attuazione dello Statuto", Gianluca Borghi (Ecodem), questo Regolamento è il risultato raggiunto al termine di un confronto assai positivo, in sede di Commissione, finalizzato a definire insieme, maggioranza e opposizione, le regole comuni per il più efficace funzionamento dell'Assemblea, e a favorire i rapporti con la società civile, in una logica di confronto e partecipazione alle scelte. Auspicando di poter giungere in Aula a un risultato completamente condiviso, Borghi ha affermato che nella stesura in discussione si trova un punto di equilibrio fra i diritti della maggioranza e quelli dell'opposizione, stabilendo un limite alle pratiche ostruzionistiche e assicurando tempi certi alla conclusione del percorso legislativo.


Marco Lombardi (FI) ha sostenuto che il documento in discussione non risolve compiutamente il rischio dello strapotere della Giunta. È giusto porre la massima attenzione al tema dei diritti delle minoranze, che per non essere costrette ad attuare tecniche ostruzionistiche devono poter svolgere le proprie funzioni di vigilanza e controllo, ottenendo risposte tempestive. Nel concreto funzionamento dell'Assemblea, ha aggiunto Lombardi, si è manifestato il rischio di una compressione dei diritti delle minoranze e delle prerogative del singolo consigliere. È interesse di tutti che l'Assemblea porti a compimento le previsioni dello Statuto acquisendo un preciso profilo di programmazione, alzando la qualità della produzione legislativa e il controllo sull'attuazione delle Leggi.


Ritengo che il Regolamento in discussione sia una buona base di partenza, ha detto Daniele Manca (ds), sottolineando il largo consenso trasversale registrato nella Commissione, che ha proceduto a due letture del testo, accogliendo 404 emendamenti, 308 dei quali all'unanimità. In primo luogo Manca ha evidenziato che si sono create le condizioni per affermare il principio fondamentale del diritto delle minoranze a svolgere il proprio ruolo propositivo, anche nel dissenso, e per garantire alla maggioranza la possibilità di governare con norme innovative e tempi certi. Sono stati previsti, ha detto, pilastri fondamentali su cui poggia un nuovo rapporto tra Giunta ed Assemblea, sempre ispirato al principio della leale collaborazione. Fra i rilevanti elementi di innovazione introdotti, il consigliere ha ricordato la pari dignità e i tempi certi per l'iter legislativo dei progetti di legge della Giunta e dell'Assemblea, la figura del relatore del testo di legge, un'operazione fondamentale di terzietà, il contingentamento dei tempi dopo 30 ore di discussione, una norma che, ha sostenuto Manca, non lede le prerogative delle minoranze. Il consigliere ha poi posto l'accento sul tema della partecipazione, un nesso a suo parere importante da affrontare per rafforzare il coinvolgimento della società regionale.


Lo spirito è quello di arrivare a regole condivise per valorizzare al massimo il contributo dell'Assemblea legislativa, ha esordito Gioenzo Renzi (an) ma, ha aggiunto, il problema è come raggiungere questo obiettivo. Ci sono infatti a suo parere ancora aspetti che suscitano diverse perplessità, dietro ai quali si intravedono limitazioni all'attività dei consiglieri. Fra questi, Renzi ha richiamato: la possibilità di presentare emendamenti in Commissione solo nel corso della discussione generale; la riduzione dei tempi del dibattito in aula; la possibilità per un consigliere di essere primo firmatario di un solo ordine del giorno; la possibilità per la maggioranza di presentare in aula un ordine del giorno di non passaggio all'esame degli articoli di un progetto di legge della minoranza, una sorta di veto a priori. Renzi ha quindi annunciato 19 suoi emendamenti e, ribadendo le riserve avanzate, ha auspicato che si valorizzi l'Assemblea con norme concrete e non solo con l'enunciazione di principi.


Laura Salsi (ds) ha sottolineato la rilevanza del nuovo regolamento che dà attuazione allo Statuto. La consigliera ha evidenziato positivamente due aspetti: lLa previsione dell'analisi di fattibilità dei progetti di legge, un elemento innovativo fondamentale, in particolare per progetti che ridisegnano politiche complesse, che è volta ad accertare alcuni profili fra i quali anche l'impatto di genere, cioè le ricadute del progetto in un'ottica di genere. Altra norma rilevante la previsione del controllo sull'attuazione delle leggi, che va in direzione della modernità nel gestire l'Assemblea complessivamente intesa, soprattutto per quel che riguarda le ricadute sui cittadini della nostra regione. Un giudizio positivo, quindi, quello di Salsi, che ha sollecitato anche un impegno forte per la stesura della nuova legge elettorale prima del termine della legislatura.


"Un cammino partecipato ma che non ci soddisfa sul piano delle garanzie e della tutela dei diritti delle opposizioni". Lo ha dichiarato Luigi Francesconi (gruppo della libertà), sottolineando che "garantire il ruolo delle opposizioni significa garantire l'Istituzione stessa". "Qualche problema", quindi, il regolamento lo presenta, in particolare l'oggettiva limitazione al dibattito anche ostruzionistico. È vero - ha aggiunto - che questo strumento può rallentare i lavori creando fastidio alla maggioranza, tuttavia l'opposizione deve potersi opporre con efficacia ai provvedimenti più contrastati. Criticati da Francesconi anche i tempi stretti di discussione e la frettolosità riservata all'approvazione delle leggi che sminuisce il ruolo dell'Assemblea. Perplessità anche sull'efficacia di una comunicazione istituzionale che fa scomparire "le battaglie delle minoranze" dietro "la gigantografia della propaganda della maggioranza con costi che ricadono su tutti i cittadini di questa regione".


Un documento importante, frutto di un incontro fra opzioni diverse, che dovrà essere attentamente interpretato dagli organi preposti, UP e Capigruppo, per valorizzare il ruolo dell'Assemblea legislativa. Lo ha detto Ugo Mazza (sd), evidenziando due punti fondanti, quello che riguarda i rapporti tra Assemblea e società regionale e quello dei ruoli di Assemblea e Giunta, per individuare e determinare quale sia la sede depositaria dei principi di indirizzo. Questo non significa - ha aggiunto - non riconoscere il ruolo della Giunta, ma rendere chiare le funzioni e stabilire un equilibrio di poteri. Anche Mazza ha richiesto che si prevedano "tempi utili per l'esame degli atti" soprattutto se "strategici" e ha evidenziato il problema politico collegato al "nuovo rapporto con le Autonomie locali" attraverso il CAL, che non deve essere un organismo di governo contrapposto all'Assemblea, a cui deve essere consentito di mantenere piena autonomia nella discussione e nella decisione. Altro nodo sollevato da Mazza quello del rapporto tra Assemblea e società civile anche attraverso una modifica della comunicazione che deve essere più diretta creando le condizioni per una maggiore "partecipazione".


Un lavoro articolato che ha trovato in molte parti la nostra convergenza, anche se ci sono alcuni punti che necessitano di approfondimenti. Lo ha dichiarato Alberto Vecchi (an), evidenziando che ci sono importanti strumenti riservati all'opposizione, tuttavia non sono sufficienti per garantirla. Di qui la richiesta di modifiche. Nel suo intervento Maurizio Parma (lega nord) ha espresso perplessità perché, a suo parere, il regolamento non tutela a pieno le garanzie delle minoranze. Il consigliere si è inoltre soffermato sull'impianto dello Statuto dell'Emilia-Romagna da cui il documento trae origine, evidenziando che questo presenta alcune "timidezze" sul fronte dell'autonomia regionale. La Costituzione infatti, con gli articoli 116, 117 e 119 consente alle Regioni poteri su un ampio spettro di materie, che la nostra Regione non rivendica pienamente. Sarebbe opportuno invece - ha puntualizzato - aprire un confronto con lo Stato, per dar vita ad un sistema "ad autonomia variabile", che consenta cioè alle Regioni che ne hanno la volontà e capacità di ampliare le materie d'intervento diretto.


Renato Delchiappo (prc) ha giudicato il documento piuttosto farraginoso e lontano dall'obiettivo di snellire e semplificare le procedure. A questo proposito si è particolarmente soffermato sulla parte che disciplina il lavoro delle Commissioni. Per l'accavallarsi di competenze tra presidente, ufficio di presidenza, commissari - ha detto - non è chiaro "chi fa che cosa", e questa confusione non faciliterà certo lo svolgimento dei lavori. Il consigliere ha inoltre espresso dubbi sulla validità del "question time" in aula per lo scarso tempo a disposizione. Concluso il dibattito, è iniziato l'esame dell'articolato e dei 145 emendamenti presentati.

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