Regione, bilancio di crisi: "Nessuna tassa e aiuti a famiglie e imprese"

Regione, bilancio di crisi: "Nessuna tassa e aiuti a famiglie e imprese"

Regione, bilancio di crisi: "Nessuna tassa e aiuti a famiglie e imprese"

E' un bilancio profondamente influenzato dalla crisi quello approvato dalla Regione per il 2009 e per il triennio 2009-2011. Nessun aumento di tributi regionali, nessuna introduzione di ticket per la sanità, del welfare, sostegno a imprese e alle famiglie. La manovra prevede entrate e spese per 14,4 miliardi di euro (quasi 8 miliardi solo per la sanità), ma divide maggioranza e opposizione (che accusa il presidente Vasco Errani di preparare il terreno per la ricandidatura nel 2010).

 

"Innanzitutto- dice Errani- ci impegnamo a mantenere stabili, per quanto di nostra competenza, imposte e tariffe. Parallelamente, risparmiamo sul funzionamento dell'ente e ottimiziamo le spese. Questo ci consente di mettere in campo un ampio ventaglio di interventi".

 

Il fatto che le "nostre entrate aumentano di 250 milioni di euro non e' dovuto a nessun meccanismo perverso- aggiunge il vice presidente e assessore alle Finanze Flavio Delbono- e' solo aumentato il Fondo sanitario nazionale. Nessuna alchimia contabile". Viene poi fatto notare che l'Emilia-Romagna è "la regione meno indebitata d'Italia: abbiamo 250 euro di debito pro capite, i Comuni in media ne hanno 700 e lo Stato 30 mila".

 

Antonio Nervegna, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione bilancio, non è affatto convinto dalla manovra regionale. "La pressione fiscale che la giunta afferma di aver mantenuto invariata, dall'esame delle poste di bilancio e' aumentata". Per il capogruppo degli azzurri, Giorgio Dragotto, la Regione "dovrebbe esprimere non solo buone intenzioni, ma una stretta e concreta collaborazione con il Governo, uscendo, con senso di grande responsabilita', dalla competizione politica".

 

Gli attacchi dell'opposizione sono continuati con l'esponente di Alleanza nazionale, Gioenzo Renzi. "Se la giunta volesse contenere le spese sarebbe necessario e urgente vedere quali enti e societa' partecipate dismettere; ad esempio con Ervet, che costa 6 milioni, ci troviamo di fronte ad inutili

doppioni". Renzi punta il dito anche sugli sprechi che avvengano sugli aeroporti: "Questo settore sembra lasciato a se stesso, la Regione interviene solo per ripianare le perdite".

 

A difendere il bilancio della Regione è il capogruppo del Partito democratico, Marco Monari, che fa notare come l'ente guidato da Vasco Errani investi "300 milioni in un momento di crisi, mentre il Governo in maniera miope ha deciso di far pagare il costo della recessione alle Regioni e agli enti locali".

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