REGIONE - Caso Welby, due ordini del giorno sull’accanimento terapeutico, le cure anti-dolore e il sostegno ai malati e alle loro famiglie

REGIONE - Caso Welby, due ordini del giorno sull’accanimento terapeutico, le cure anti-dolore e il sostegno ai malati e alle loro famiglie

BOLOGNA - Il Consiglio provinciale ha affrontato nella seduta di martedì scorso il delicato tema dei trattamenti sanitari ai malati terminali, sollevato dal caso di Piergiorgio Welby. Due ordini del giorno presentati, il primo dai consiglieri Alfredo Vigarani (Verdi), Plinio Lenzi (Idv), Giovanni Venturi (PdCi), Nadia Musolesi (Ds), Sergio Spina (Rc) e Andrea De Pasquale (Margherita), il secondo dai gruppi di Forza Italia e Alleanza nazionale, affrontano il problema della facoltà del malato di rifiutare le terapie e quello dei trattamenti contro il dolore.


Il documento dei consiglieri di maggioranza, approvato con 22 voti favorevoli (Ds, Margherita, Rc, Verdi e Idv; mentre non hanno partecipato al voto FI e An), ritiene che il caso Welby abbia evidenziato come in Italia non esista una normativa univoca ed esauriente su questa delicata materia e come per il nostro sistema normativo sia necessario il consenso del paziente al fine di essere sottoposto a particolari trattamenti sanitari. L’odg sottolinea inoltre come per la qualità della vita e la dignità della persona di fronte alla propria malattia, sia di primaria importanza la presa in carico delle persone e delle famiglie in fasi tanto difficili e dolorose della propria esistenza, attraverso la presenza ed il rafforzamento su tutto il territorio di un sistema di cure e di servizi all’assistenza personalizzati, di qualità , garantendo a tutti i cittadini cure palliative e le terapie contro il dolore. Per questi motivi il documento auspica che “al diritto costituzionalmente garantito di rifiutare trattamenti sanitari sia data piena attuazione, in ciò comprendendo il diritto del paziente consapevole e nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, di revocare un consenso già espresso e di rifiutare terapie precedentemente accettate.


L’odg invita perciò il Parlamento e il Governo ad assumere specifiche iniziative, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, per colmare l’ Attuale vuoto normativo.

Il Consiglio ha inoltre approvato all’unanimità una parte dell’ordine del giorno della minoranza (che nella sua interezza non è stato invece accolto) nel quale si auspica una convinta e puntuale applicazione della normativa sull’impiego dei farmaci analgesici oppiacei nelle terapie

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contro il dolore, in tutti i casi in cui ciò può servire a rendere più accettabile la condizione di vita dei pazienti. Il documento ritiene inoltre che debba essere dato il supporto necessario anche alle famiglie dei malati, prevedendo a tale scopo adeguate strutture di accoglienza nonché adeguato sostegno economico.

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