Regione: certificatori energetici, la diffida di Nervegna (Fi-PdL)

Regione: certificatori energetici, la diffida di Nervegna (Fi-PdL)

BOLOGNA - La Regione dell'Emilia-Romagna ha reso operativo un proprio sistema di accreditamento dei soggetti preposti alla certificazione energetica degli edifici in seguito all'entrata in vigore questa estate di un apposito atto di indirizzo e coordinamento dell'Assemblea legislativa. Ne è nato un elenco regionale dei certificatori energetici degli edifici che comporterà ulteriori oneri per l'ente pubblico (spese di gestione,  corsi di formazione etc...). ma è già polemica. 

 

"Costi di gestione a parte - spiega Antonio Nervegna , consigliere regionale di Forza Italia/Pdl - l'iniziativa è stata già giudicata illegittima dagli  Ordini degli ingegneri , degli architetti e dei geometri della provincia di Forlì-cesena che hanno esaminato i termini legali della questione preannunciano una formale diffida alla giunta Errani con tutto quello che ne può conseguire. Anche in termini di eventuale richiesta di risarcimento danni! Io stesso sono stato contattato formalmente e , investito dei poteri che il ruolo amministrativo mi consente , invito la giunta di centrosinistra a sospendere l'iter sulla   certificazione energetica". 

 

Il casus belli ruota attorno alla valutazione che già  le leggi dello Stato inerenti la certificazione energetica definiscono nelle competenze inequivocabili degli ordini e collegi professionali per la tenuta degli albi speciali di ‘Certificatori Energetici' e che il certificatore energetico è una figura professionale che a livello nazionale è definita dalla bozza di regolamento concernente i requisiti professionali ed i criteri di accreditamento depositato presso il Ministero dello sviluppo economico.

 

"Come dire - spiega Nervegna - creare un secondo albo che individua il Servizio Politiche Energetiche della Regione Emilia Romagna quale Organismo Regionale di Accreditamento, oltre che un aggravio di costi e burocrazia, è anche un ipotesi non contemplata nelle normative nazionali , si creerebbero le basi per ‘esercizio illegittimo di professione', un reato gravissimo che la giunta regionale non soltanto non può sostenere, ma peggio proporre , come di fatto invece avviene".  

 

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La diffida è già sul tavolo della giunta regionale. E Nervegna ha provveduto a rendere pubblica la situazione. "Il silenzio in questi casi era sintomo di complicità e non è nel nostro Dna agevolare presunte illegalità" chiude l'esponente del PdL.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    La diffida e' stata gia firmata e spedita dai rispettivi ordini 5 giorni fa: Nervegna - ma non c'e' da stupirsene - con questo suo "eroico" intervento sta solo tentando di attribuirsi meriti che NON HA, visto che non e' certo da lui che e' partita l'iniziativa. Verrebbe da dire "dovrebbe vergognarsi", ma sono parole al vento.

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