REGIONE - Discusso in Commissione politiche economiche il Piano di Sviluppo rurale

REGIONE - Discusso in Commissione politiche economiche il Piano di Sviluppo rurale

BOLOGNA - E’ stato discusso oggi giovedì 11 gennaio, durante la Commissione Politiche economiche presieduta dal consigliere della Margherita Damiano Zoffoli, il Piano di Sviluppo Rurale che verrà approvato nella prossima seduta dell’Aula Legislativa.

Il consigliere Zoffoli ha informato la Commissione di un emendamento aggiuntivo che potrà colmare un vuoto legislativo. La proposta si concretizza con un’azione di intervento specifica per la valorizzazione della biodiversità.

«L’azione che si propone di inserire nel piano di Sviluppo Rurale – dichiara il consigliere Zoffoli - ha lo scopo di sviluppare una gestione attiva delle risorse naturali, coniugando la gestione faunistica con la promozione di servizi ambientali, attraverso la fruizione pubblica di aree significative dal punto di vista ambientale e la protezione delle attività economiche da potenziali danni derivanti dalla fauna selvatica».

In seguito alla rinaturalizzazione dei terreni non più coltivati, si sono diffuse in diverse aree della Regione numerose specie di fauna selvatica, alcune delle quali di interesse comunitario. «Rieniamo pertanto necessario dare continuità agli interventi di accesso al pubblico e sostenere la possibilità di sviluppare la manutenzione e il ripristino delle strutture e dei percorsi , finalizzati anche alla connessione di emergenze paesaggistiche e naturalistiche esistenti», afferma il presidente Zoffoli.

Nei territori di montagna e di collina la progressiva riduzione dell’attività agricola ha accentuato la presenza di alcune specie di ungulati, quali per esempio cinghiale, cervo e capriolo con densità territoriale tali da renderene significativo l’impatto sull’ambiente e sulle attività agricole. La presenza di queste specie mette in evidenza due importanti elementi di criticità strettamente correlati tra loro: da un lato l’impatto che comunque, anche a densità adeguate, queste specie esercitano sulle attività agricole presenti e dall’altro una certa uniformità strutturale di molte aree forestali tuttora in fase evolutiva, non sufficientemente accompagnate dai necessari interventi selvicolturali.

«La mancanza di interventi comporterebbe l’inaccessibilità che, unita alla rarefazione e alla scomparsa delle radure costringe gli animali a spostarsi e ad occupare i terreni coltivati – conclude Zoffoli - Occorre considerare, inoltre, che il “Piano faunistico-venatorio regionale’ definisce la densità territoriale ottimale e quindi deve tenere conto in particolare anche del loro impatto sull’agricoltura».

Con questo emendamento molti territori di alta valenza naturalistica potranno avvalersi di aiuti regionali per sviluppare la gestione attiva delle risorse naturali, come ad esempio le aree della Rete natura 2000, le aree protette e le aree di rifugio (in coerenza con in coerenza con la L.R. 6/05 e LR 8/94) e le aree interessate da ripristini ambientali realizzati con il Reg. (CEE) n. 2078/92 o con il Reg. (CE) n. 1257/99. Ne beneficeranno le Province che dovranno sottoscrivere una convenzione per l’affidamento della realizzazione, gestione delle opere e delle attività con imprenditori agricoli singoli o associati, Comuni, Enti di gestione dei Parchi e delle aree protette e associazioni competenti in materia di tutela e gestione della flora e della fauna selvatica.

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