Regione, esaminati i crtieri per individuare lle aree idonee all'installazione del fotovoltaico

Regione, esaminati i crtieri per individuare lle aree idonee all'installazione del fotovoltaico

BOLOGNA - La commissione territorio, ambiente e infrastrutture, presieduta da Damiano Zoffoli,  ha esaminato la delibera della Giunta che contiene i criteri per una prima individuazione delle aree idonee all'installazione di impianti fotovoltaici. "Questo documento, che anticipa le Linee guida regionali che disciplineranno gli impianti di energia da fonti rinnovabili - ha detto il presidente Zoffoli - è motivato da una risoluzione, approvata il 4 novembre scorso dall'Assemblea, che impegnava la Giunta a predisporre in tempi rapidi una regolamentazione per l'installazione di pannelli fotovoltaici a terra.

 

A questo impegno si aggiunge il decreto ministeriale del settembre scorso (Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili), che consente alle Regioni di identificare le aree non idonee ad impianti di energia alternativa".


L'assessore Sabrina Freda ha condiviso le ragioni dell'urgenza di approvare l'atto, ricordando che gli incentivi per gli impianti fotovoltaici previsti dal Governo saranno sensibilmente più bassi dopo il prossimo 31 dicembre, il che incrementa, entro quel termine, la richiesta di autorizzazioni. Per chiarire la diffusione di questa fonte di energia alternativa nella nostra Regione, e il conseguente consumo di suolo, l'assessore ha fornito alcuni dati: oggi l'Emilia-Romagna con il fotovoltaico produce 138 mw di energia (è la terza in Italia) e ci sono richieste per altri 137,72 mw (solo nelle zone della bassa Romagna) e di 96 mw nella provincia di Piacenza. E' quindi urgente stabilire come e quando autorizzare tali impianti. La prossima settimana il provvedimento sarà sottoposto all'esame di enti locali e associazioni economiche, sociali ed ambientaliste, e successivamente licenziato dalla Commissione per l'esame dell'Aula.


Le zone idonee 
Nello specifico, il documento stabilisce che nella scelta dell'ubicazione dei pannelli fotovoltaici vanno privilegiati gli edifici esistenti e le fasce di rispetto di strade, autostrade, linee ferroviarie ed elettrodotti. 


Sono inoltre considerate zone idonee alliinstallazione: le colonie marine, gli insediamenti urbani storici e le strutture insediative storiche non urbane (se l'impianto è collocato esclusivamente sugli edifici esistenti); le serre in zone agricole; le aree a servizio di discariche autorizzate già esistenti, anche se non più in esercizio; le aree a servizio di impianti di risalita, se l'energia elettrica prodotta è da questi utilizzata.


E' inoltre previsto che nelle zone di tutela di laghi, bacini e corsi d'acqua, nelle quali sono ammesse attività agricole compatibili con la tutela paesaggistica, naturalistica e geomorfologica, possano essere installati impianti, con moduli ubicati al suolo, destinati però all'autoconsumo delle aziende agricole già insediate e con una potenza non superiore a 20 kw.


Se gli impianti sono realizzati da aziende agricole già insediate, occupano una superficie non superiore al 10% di quella agricola disponibile alle stesse aziende, hanno una potenza non superiore a 200 kw e non alterano caratteristiche essenziali del paesaggio, possono essere anche installati in: zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale, aree archeologiche, zone di tutela della struttura centuriata, partecipanze, aree delle bonifiche storiche di pianura, crinali e dossi di pianura non ritenuti di particolare tutela dai Piani territoriali comunali e provinciali (Ptcp).


Pannelli fotovoltaici possono essere anche installati in: crinali e colline sopra i 1200 metri, se destinati all'autoconsumo; zone di tutela naturalistica, sempre per autoconsumo di aziende agricole, se le aree non sono di esclusiva destinazione naturale; zone agricole nelle quali si coltivano prodotti biologici e di origine controllata (doc, docg, dop, igp, igt) se la superficie occupata non è superiore al 10% di quella agricola e la potenza non supera i 200 kw. Con le stesse limitazioni sono ammessi anche nelle aree della Rete Natura 2000, in quelle contigue ai Parchi (nazionali, interregionali e regionali) e in aree agricole nelle quali l'impianto occupi una superficie non superiore al 10% delle particelle catastali contigue di proprietà del richiedente.


Le zone inidonee
Sono invece inibite agli impianti: le aree di particolare tutela paesaggistica, censite nel piano territoriale paesistico regionale o nei piani provinciali e comunali; il sistema forestale e boschivo; le zone di tutela della costa e dell'arenile; gli invasi e gli alvei di laghi, bacini e corsi d'acqua;  i crinali e dossi di pianura tutelati dai Ptcp; i calanchi; i complessi archeologici; gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico; le aree incluse nelle riserve naturali e le aree forestali e umide della Rete Natura 2000.


Il dibattito 
Paola Marani (pd) ha espresso favore per la celerità del provvedimento e per le giuste restrizioni al consumo di suolo agricolo, ma ha anche chiesto di avere una visione d'insieme della disciplina degli impianti di energia da fonti rinnovabili (biomasse, cogeneratori, impianti geotermici, ecc.) in modo da procedere con uniformità e coerenza. Analogo il giudizio di Giovanni Favia (mov5stelle), che però, anche in rapporto ai dati forniti dall'assessore Freda, ha chiesto alla commissione di licenziare subito il provvedimento in modo da iscriverlo ai lavori della prossima Assemblea (23 novembre) e renderlo immediatamente operativo.

 

D'accordo sull'urgenza di attivare la disciplina anche Monica Donini (fds) che, a questo proposito, ha ricordato il progetto di un grosso impianto fotovoltaico a Parma (presentato dal comune lombardo di Brembate) per il quale il l'amministrazione comunale parmense ha modificato il proprio Rue. A parere della consigliera, però, questa urgenza non può compromettere la correttezza formale dell'iter della delibera, che prevede un confronto con gli enti pubblici che dovranno applicarla e con le associazioni interessate. Donini però ha chiesto di concludere questi adempimenti in modo da approvare il documento nei primi dieci giorni di dicembre.  

 

E' indubbio che la questione di normare gli impianti fotovoltaici è urgente, ma è anche delicata, ed è quindi assolutamente necessario ascoltare gli enti locali l'associazionismo: questo il parere di Gabriele Ferrari (pd). Della stessa opinione Mauro Manfredini (lega) e Gianguido Bazzoni (pdl), che hanno evidenziato l'uno l'opportunità di garantire la correttezza dell'atto, l'altro l'urgenza di porre un freno al proliferare di pannelli solari su suolo agricolo. Per Sandro Mandini (idv) il non rispetto dell'iter della delibera troverebbe una giustificazione fondata nell'urgenza di renderlo al più presto operativo.

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