Regione, esaminato il progetto di modifica alla legge sulla cattura di uccelli per richiamo

Regione, esaminato il progetto di modifica alla legge sulla cattura di uccelli per richiamo

La Commissione politiche economiche, presieduta da Franco Grillini, ha licenziato il progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale intitolato ‘Attuazione della direttiva 2009/147/CE e conseguenti modifiche alla legge regionale 6 marzo 2007, n.3 (Disciplina dell'esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 79/409/CEE), relativamente alla cattura di uccelli a scopo di richiamo'.

 

Relatore del provvedimento il consigliere regionale Damiano Zoffoli (pd), che ha ricordato come la direttiva europea delinei l'insieme delle misure necessarie a garantire la protezione, la gestione e la regolazione di tutte le specie di uccelli viventi, prevedendo sia divieti di prelievo e cattura, sia norme idonee a contemperare questi divieti con l'attività di caccia, a condizione che vengano osservati determinati limiti.

 

L'art.9 della direttiva citata - ha aggiunto - consente di derogare al divieto di cattura nei confronti di specie cacciabili in condizioni rigidamente controllate, ricorrendo ad impianti o metodi di cattura selettivi ed in piccola quantità. L'art. 54 della l.r. 8/1994, "Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attività venatoria", prevede, inoltre, l'emanazione da parte della Regione di specifiche direttive per la cattura di uccelli da utilizzare a scopo di richiamo.

 

Nel 2005, con una delibera, la Giunta regionale ha emanato le "Direttive per la cattura di uccelli da utilizzare a scopo di richiamo", prevedendo che sia la Regione stessa, sentito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a stabilire il numero degli impianti autorizzati ed il numero dei soggetti catturabili in ciascuna provincia e per ciascuna specie.

 

L'obiettivo della normativa comunitaria e regionale - ha sottolineato Zoffoli - è la graduale diminuzione di tali metodi in deroga verificando prima la possibilità di ricorrere a soluzioni alternative alla cattura. Lo dimostra anche il trend della cattura in deroga autorizzate dalla Regione, si è passati infatti dai 70 impianti del 2000 ai 32 attuali, mentre il totale degli uccelli catturabili è diminuito dagli 11.990 del 2000 agli attuali 10.045.

 

La l.r.3/2007, inoltre, - ha evidenziato il relatore - detta specifiche disposizioni solo in merito all'esercizio del prelievo venatorio in deroga di specie protette alle condizioni previste dalla legge comunitaria. Vista la necessità di adeguare la normativa in materia di deroghe alle prescrizioni comunitarie, si è posta quindi l'esigenza di delineare un quadro normativo di riferimento unitario, che, analogamente a quanto previsto dalla direttiva comunitaria, tratti congiuntamente l'ipotesi del prelievo e delle catture in deroga e quindi - ha spiegato Zoffoli - si è proceduto ad integrare la citata legge 3 con le specifiche disposizioni in merito alla cattura di uccelli a scopo di richiamo.

 

Il progetto di legge, illustrato da Zoffoli, composto da otto articoli, ha già acquisito il parere favorevole dell'ISPRA ed è stato frutto di un percorso di confronto con i soggetti interessati. Tra gli articoli, ricordiamo: il secondo, che inserisce alcune modifiche sulle finalità della legge, riferendosi espressamente all'attuazione della disciplina comunitaria che fa riferimento alle catture di piccole quantità di uccelli da richiamo; il quinto, che definisce, per la parte che concerne le catture, gli adempimenti riferiti al monitoraggio dei capi, anche per consentire le attività di controllo e l'elaborazione delle relazioni da inviare ad ISPRA; il sesto, che individua le condizioni in base alle quali si provvede a limitare o sospendere il prelievo in deroga per le catture; il settimo, che apporta alcune integrazioni all'art.54 della l.r. 8/1994 in materia di cattura di uccelli per richiamo, al fine di coordinare questa disposizione con la disciplina comunitariadi regolamentazione delle deroghe. Dei quattro emendamenti presentati dal consigliere Andrea Defranceschi (mov5stelle) ne è stato avvolto uno, mentre dei quattro di Gian Guido Naldi (sel-verdi) ne sono stati accolti tre, di cui uno riformulato.

 

IL DIBATTITO

 

Negativo il parere di Andrea Defranceschi (mov5stelle), che ha detto di non condividere "assolutamente" l'impianto legislativo originario, considerando "non concepibile" il prelevamento in natura di animali selvatici per motivi hobbistici o ludici. C'è inoltre da aggiungere che sta nella fcaoltà della Regione procedere in questo senso, non vi è alcun obbligo, visto che in alcune regioni è addirittura vietato.

 

Luca Bartolini (pdl) si è dichiarato il "contraltare" di Defranceschi, è vero - ha detto -che ci sono regioni dove non è consentita tale pratica, in altre come la nostra, al contrario, si può fare. Quello che emerge evidente è il pregiudizio di fondo sulla categoria dei cacciatori: a parole non li si vuole penalizzare, ma nei fatti è così, quindi il parere non può essere positivo.

 

Ma nel pdl c'è anche chi è, "a monte, contro la deroga e contro la cattura di animali" da utilizzare come richiamo. E' Mauro Malaguti, che parla di temi trasversali, all'interno delle forze politiche, che evidenziano la constestuale presenza di sensibilità diverse. "Apprezzo l'intenzione di migliorare il testo della legge, - ha concluso - ma resto contrario ad utilizzare animali per la caccia".

 

Mauro Manfredini della lega nord ha invece dichiarato di condividere l'opinione del collega Bartolini.

I singoli articoli del progetto di legge sono quindi stati approvati da pd, idv, sel-verdi, mentre hanno votato per lo più in modo negativo pdl, lega nord e mov5stelle, evidentemente, però, con motivazioni differenti.

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