REGIONE - Il Consigliere Regionale della Lega Nord Roberto Corradi esprime contrarietà e preoccupazione nei confronti dell’inasprimento fiscale programmato dalla Giunta regionale.

REGIONE - Il Consigliere Regionale della Lega Nord Roberto Corradi esprime contrarietà e preoccupazione nei confronti dell’inasprimento fiscale programmato dalla Giunta regionale.

REGIONE - Il Consigliere Regionale della Lega Nord Roberto Corradi esprime contrarietà e preoccupazione nei confronti dell’inasprimento fiscale programmato dalla Giunta regionale.

Per Corradi (Lega Nord): “Il governo di sinistra sembra impegnato in una diabolica operazione di dissanguamento ed asfissia nei confronti delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi. Alla “poderosa” manovra di o-pressione fiscale realizzata dal Governo nazionale (mediante una manovra finanziaria di oltre 40 miliardi di euro), si aggiunge il “colpo di grazia” della legge tributaria regionale, che incrementa le tasse di ulteriori 240 milioni di euro (poco meno di 500 miliari di vecchie lire), quasi tutte a carico di imprese e lavoratori autonomi.

La Giunta di Errani ha aumentato al massimo l’addizionale regionale IRPEF per molti contribuenti, escludendo solo i contribuenti esenti da tassazione in ragione di un reddito annuo inferiore a 7.500 euro.

Per diverse categorie di imprese, l’IRAP (l’imposta “rapina” introdotta dal precedente Governo Prodi), è stata aumentata al 5,25 %.

Conclude il Consigliere Regionale Corradi: “Sono fortemente preoccupato per gli effetti che l’incremento abnorme della pressione fiscale avrà sul tessuto economico regionale, ed in particolare dei danni che causerà all’economia del parmense, caratterizzata da molte imprese di piccole e medie dimensioni.

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La sommatoria degli incrementi fiscali disposti dal Governo, della Regione, ed in moti casi da parte dei Comuni (che hanno aumentato l’ICI), concorre ad impoverire i cittadini e le imprese, con gravi conseguenze sui consumi delle famiglie e sui livelli occupazionali; con buona pace per le promesse elettorali della sinistra, la quale aveva assicurato che non avrebbe aumentato le tasse. Siamo ben oltre la “tosatura” del contribuente, qui si sfiora la “macellazione sociale” delle categorie produttive, al solo scopo di “ingrassate” l’apparato burocratico statale e regionale.

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