Regione, in commissione le osservazioni su aree non idonee a fotovoltaico

Regione, in commissione le osservazioni su aree non idonee a fotovoltaico

BOLOGNA - La seduta di giovedì della commissione territorio, ambiente e infrastrutture, presieduta da Damiano Zoffoli, alla quale hanno partecipato anche gli assessori Sabrina Freda e Alfredo Peri, si è concentrata sulle osservazioni alla delibera della Giunta che contiene i criteri per una prima individuazione delle aree non idonee all'installazione di impianti fotovoltaici, inviate in commissione o esposte nell' udienza conoscitiva di ieri, da enti locali e associazioni.


"Le questioni poste dalle autonomie locali e dai portatori d'interessi-ha detto il presidente Zoffoli- sono serie e meritano una valutazione attenta, che va però coniugata con l'impegno a dare corso, in tempi rapidi, a una disciplina degli impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo, avanzata a larghissima maggioranza dall'Assemblea legislativa". E' quindi prevedibile che la delibera venga licenziata dalla commissione la prossima settimana, per approdare al voto dell' Assemblea nella seduta del 6 dicembre.


Anche l'assessore Freda ha sottolineato l'urgenza di questo provvedimento che è comunque, ha detto, "transitorio", in attesa delle linee guida regionali sulla localizzazione di tutte le fonti di energia rinnovabile. L'assessore ha tenuto a precisare che la Regione ha definito le aree non idonee e idonee al fotovoltaico , non per volontà centralistica, ma perché cosi stabiliscono le linee guida nazionali, ed ha aggiunto che è stato fatto rispettando la pianificazione paesaggistica e territoriale . Toccando la questione delle autorizzazioni, Freda ha ribadito che, in base al principio generale dell' entrata in vigore delle nuove normative , le procedure non ancora ultimate a queste devono sottostare.


Sull'urgenza della delibera, si è soffermato anche Peri, precisando che cerca di porre rimedio a ritardi di cui non è responsabile la Regione: il decreto ministeriale sulle linee guida è, infatti, del settembre scorso: prima era impossibile intervenire, come dimostrano le leggi di diverse Regioni, impugnate dal Governo e le relative sentenze della Corte costituzionale che ne dichiarano l'illegittimità .


Fabio Filippi (pdl)
e Silvia Noe (udc), in rapporto alle consistenti critiche avanzate da enti locali e associazioni, hanno chiesto di rallentare i tempi di approvazione della delibera per valutarne con più attenzione il testo. Silvia Noè, in rapporto alle autorizzazioni in corso, ha suggerito di attenersi a quanto stabiliscono le linee guida nazionali: all'entrata in vigore delle linee guida regionali, le stesse non si applicano ai procedimenti in corso per un periodo di 90 giorni, durante i quali continua a valere la normativa pre- vigente. Questa scelta tra l'altro consentirebbe alla Regione di scongiurare una valanga di ricorsi. Su questo aspetto si è soffermato anche Manes Bernardini (lega). Convinto invece dell'urgenza del provvedimento e della sua applicabilità ai procedimenti in corso Giovanni Favia (mov.5 stelle),che  ha addebitato la responsabilità dei tempi stretti ai ritardi della Regione.

 

Anche per Paola Marani (pd) è opportuno intervenire con tempestività, ma è anche opportuno affrontare presto la questione della localizzazione di tutte le fonti rinnovabili ed anche alcune problematiche specifiche: ad esempio, il modello di fotovoltaico (grandi impianti concentrati o piccoli diffusi su tutto il territorio) che l'Emilia - Romagna intende adottare. Monica Donini (fds) ha dato atto alla Giunta di essere intervenuta appena ha potuto farlo ed ha precisato che per il fotovoltaico a terra su suolo agricolo l'urgenza è più pressante per i consistenti incentivi previsti fino al prossimo agosto. La materia è complessa, come ha testimoniato il confronto con enti locali e associazioni - ha puntualizzato Gabriele Ferrari (pd) - c'è però urgenza di intervenire. E' compito della politica farlo, mediando i vari bisogni con responsabilità e nell'interesse dell'intera collettività: la giunta ha il tempo per rivedere, con queste finalità, il testo e renderlo operativo entro i primi giorni di dicembre.

 

Analogo il giudizio di Sandro Mandini (idv). Ogni giorno, ha detto Gabriella Meo (sel-verdi), per impianti solari, che possono essere costruiti in deroga alla pianificazione, si consumano 8 ettari di terreno, l'equivalente di circa 16 campi di calcio: basta questo dato a chiarire perché è urgente intervenire.Un'azione tempestiva è stata chiesta anche da Roberta Mori (pd) che, in rapporto ai procedimenti autorizzativi in corso, ha sollecitato la Giunta a tener conto delle legittime aspettative dei richiedenti. A questo proposito, l'assessore Peri ha ribadito la massima attenzione alle preoccupazioni evidenziate, da più parti ,nel corso del dibattito.

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