Regione, la Corte dei Conti 'promuove' il rendiconto 2009

Regione, la Corte dei Conti 'promuove' il rendiconto 2009

Giudizio positivo della Corte dei conti alla gestione finanziaria e all'attuazione della programmazione del bilancio 2009 della Regione Emilia-Romagna. È quanto risulta dall'annuale relazione della Sezione regionale di controllo  per l'Emilia-Romagna della Corte dei Conti, su cui ha riferito il consigliere della stessa Corte, Massimo Romano, nel corso di un'audizione in Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali, presieduta da Marco Lombardi.

 

Sulla base dell'esame del rendiconto relativo all'esercizio finanziario 2009 della Regione Emilia-Romagna, la relazione ha riscontrato "la positività della gestione economico-finanziaria del bilancio, che ha permesso, pur in un quadro nazionale di finanza pubblica alquanto complesso e non privo di elementi di grave criticità, il rispetto dell'equilibrio di bilancio, nei diversi momenti della previsione, dell'assestamento e del consuntivo, il rispetto del patto di stabilità e il contenuto indebitamento, al di sotto del limite di legge". Altra conferma, l'assenza di criticità per quanto riguarda le operazioni di finanza derivata.

 

In conclusione il documento afferma che, "nonostante le generali preoccupazioni che i primi provvedimenti in materia di federalismo fiscale suscitano diffusamente nel livello di governo regionale, la complessiva solidità dell'impostazione contabile e finanziaria della Regione Emilia-Romagna permette di affrontare le difficoltà future da una posizione sufficientemente salda". 


Al di là dei dati contabili - ha sottolineato Romano - va considerato che sono stati rispettati i vincoli di finanza pubblica: l'equilibrio di bilancio, i vincoli di indebitamento e le disposizioni sul Patto di stabilità interno in vigore per l'anno 2009. 

L'accertamento delle entrate risulta in flessione rispetto al 2008 (-0,15%) e non mostra alcun apprezzabile incremento in termini di variazione media nel triennio 2007-2009 (+0,07%). L'entità dei mutui al 31 dicembre 2009 (interamente relativo alla copertura dei disavanzi della Sanità) ammonta a 971,01 milioni di euro, con una diminuzione del 5,05% rispetto alla situazione al 31 dicembre dell'anno precedente. La riduzione del debito costituisce un elemento che caratterizza ormai da diversi anni la politica finanziaria regionale. Considerando la popolazione residente nella Regione al 1° gennaio 2009, l'indebitamento complessivo regionale pro capite risulta tra i meno rilevanti a livello nazionale: 221 euro a fine esercizio 2009 (nel 2008 era di 236 euro). I residui attivi nel 2009 hanno fatto registrare una flessione rispetto a quelli dell'esercizio precedente (-16,98%). Di questi la voce più significativa si conferma l'Irap (complessivi 6.272 milioni di euro, di cui 1.496 milioni formatisi nell'esercizio).

 

Per quanto riguarda la spesa, Romano ha riferito di un miglioramento della capacità di impegno nelle diverse aree di intervento. In particolare nelle politiche sanitarie, si è confermata anche nel 2009 una capacità di impegno molto elevata (92,71% a fronte del 94,09% nel 2008) e una analoga capacità di pagamento (98,47% a fronte del 96,41% dell'anno precedente).  In aumento la quota di spese finanziate con mezzi regionali (95,89% contro l'89,64% nel 2008 e l'87,88% nel 2007). Marginale la quota di impegni effettuati con risorse comunitarie (0,67%). Sotto il profilo della destinazione economica, in flessione la percentuale di pagamenti relativi a spese di investimento, passati dal 5,24% del 2008 al 3,10% del 2009. "Un dato negativo - ha detto Romani - che risente del contesto in cui operano tutte le Regioni".

In tema di ripartizione dei pagamenti complessivi per aree di intervento, di gran lunga prevalente è stata la quota di risorse destinata al settore della sanità (62,63%). Ai servizi al territorio è stato assegnato il 4,29% dei pagamenti. Considerando le sole spese per investimenti, il 36,82% è andato ai servizi per il territorio (nel 2008 era il 29,56%) e il 26,94% è stato destinato agli interventi per lo sviluppo economico (nel 2008 era il 22,54%).

 

Quanto alla spesa per il personale, nell'anno 2009 ammonta complessivamente a 139,82 milioni di euro, valore questo superiore del 5,35% rispetto ai pagamenti del 2008 (132,72 milioni di euro). Tale incremento deriva dalla possibilità di risoluzione consensuale del rapporto che ha consentito di formalizzare nell'anno 106 cessazioni con - si legge nella relazione -"più che proporzionali benefici effetti sulla spesa degli esercizi successivi". Il rapporto spesa di personale/spesa corrente registrato nell'esercizio 2009 è del 9,13%, valore questo inferiore a quello dell'indice registrato nel 2008.

 

L'onere complessivo per il servizio del debito (mutui a carico della Regione e mutui a carico dello Stato) nel 2009 è stato di 157,34 milioni di euro, con un sensibile decremento rispetto all'anno precedente (-44,13%) per il venir meno di mutui a carico dello Stato. Relativamente agli oneri di stretta competenza regionale, l'ammontare degli impegni si è ridotto dell'8,63% e quello afferente i soli interessi del 21,13%. I residui passivi sono aumentati del 17,22% rispetto all'anno precedente. Anche nel 2009 la gran parte dei residui passivi (88,86%) concerne partite di giro in attesa di regolazione contabile per restituzioni allo Stato. Quanto ai residui perenti, la consistenza degli stessi a fine esercizio è notevolmente diminuita per effetto delle regolazioni contabili concernenti le restituzioni allo Stato. Il grado di copertura assicurato (70,02%) appare adeguato.

 

Il patrimonio immobiliare ammonta a oltre 263 milioni di euro, con un incremento del 10,95% rispetto all'esercizio precedente per immissione di nuovi beni. Anche nel 2009 l'ammontare dei debiti per mutui ha fatto registrare una riduzione (-5,43% passando da 1.026,86 milioni di euro a 971,01).

 

Relativamente alle partecipazioni societarie, la relazione con specifico riferimento alla partecipazione nella società Sesf Aeroporto di Forlì, ha "nuovamente sottolineato l'esigenza di iniziative idonee ad evitare pregiudizi per la finanza regionale".

 

Per chiarimenti e osservazioni sono intervenuti i consiglieri Andrea Pollastri (pdl), Roberto Sconciaforni (fed. sinistra), Galeazzo Bignami (pdl), Luciano Vecchi (pd).

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -