REGIONE - Piano territoriale regionale, Vasco Errani: ''inizia una nuova strategia''

REGIONE - Piano territoriale regionale, Vasco Errani: ''inizia una nuova strategia''

BOLOGNA - "Oggi inizia un percorso, che vogliamo affrontare coinvolgendo tutta la società regionale, le istituzioni, le diverse forme di rappresentanza, il mondo economico. Per costruire un PTR che delinei una strategia di innovazione e di qualità. Uno strumento condiviso, capace di produrre i cambiamenti di cui questo territorio ha bisogno." Con queste parole il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani ha concluso oggi in Assemblea legislativa il dibattito sulle Linee di indirizzo del nuovo Piano Territoriale Regionale aperto dalla relazione introduttiva dell'assessore alla programmazione, sviluppo territoriale e cooperazione con il sistema delle autonomie locali Luigi Gilli.


Tra le priorità sottolineate da Errani l'ambiente "questione centrale per lo sviluppo di questa Regione" e insieme ad essa la salvaguardia e il recupero di qualità del territorio che "è una risorsa finita e un bene comune"; la costruzione di un nuovo welfare, per una società solidale capace di affrontare le nuove sfide poste dalla questione demografica e dalla società multietnica . Ma anche, l'innovazione già in atto del sistema produttivo che ha permesso all'Emilia-Romagna di affrontare meglio di altre realtà del nord est le sfide della globalizzazione; il superamento della stagione del policentrismo, per "costruire un sistema regionale fondato su reti forti capaci di valorizzare le eccellenze dei singoli territori", con Bologna inserita a pieno titolo tra le grandi capitali europee; la necessità di ridefinire una nuova governance, in grado di andare al di là degli stretti confini amministrativi.
Aprendo i lavori dell'Assemblea legislativa l'assessore Luigi Gilli aveva parlato del PTR come del "luogo della strategia" ove "ciascuna componente della comunità emiliano-romagnola deve portare il proprio contributo" e di una "sfida che non è tra Regione, Province e Comuni", ma "di tutti insieme per competere nel mondo" . Tra le priorità secondo Gilli "la necessità di investire sulla conoscenza, perché la capacità di attirare e mantenere i talenti è un fattore persino più importante che attirare i capitali. Perché oggi sono i capitali che seguono i cervelli e non viceversa".

Il PTR è il principale strumento di programmazione territoriale della Regione. Il documento strategico in cui vengono fissati precisi obiettivi di sviluppo e di qualità per l'Emilia-Romagna che verrà, all'interno del più generale contesto nazionale ed europeo.

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A 15 anni di distanza dal primo Piano Territoriale Regione, che fu approvato nel 1990, la Giunta regionale avvierà formalmente il percorso per la definizione del nuovo PTR entro il mese di maggio, con l'adozione del Documento preliminare. Successivamente si aprirà un'ampia fase di consultazione, che prevede una forte partecipazione delle istituzioni e della società emiliano-romagnola. Al termine di questa fase, l'Assemblea legislativa adotterà su proposta della Giunta il Piano.
Il Piano Territoriale Regionale definisce indirizzi e direttive alla pianificazione di settore, ai PTCP e agli strumenti della programmazione negoziata. Parte tematica del PTR è anche il Piano Territoriale Paesistico Regionale.


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