Regione Romagna, il MAR: "Vogliamo il referendum"

Regione Romagna, il MAR: "Vogliamo il referendum"

FORLI' - Sabato scorso, presso l'Hotel della Città di Forlì, si è riunito il Comitato Regionale del M.A.R. (Movimento per l'Autonomia della Romagna). Sono state analizzate in particolare le reazioni, apparse su numerosi mass-media recentemente, che hanno fatto seguito alla iniziativa di inviare lettere a tutti i Sindaci dei Comuni romagnoli. In tali lettere il M.A.R. richiedeva di porre all'ordine del giorno dei Consigli comunali, il tema del Referendum, finalizzato a concedere ai cittadini la possibilità di esprimersi sulla opportunità o meno di creare la ventunesima Regione d'Italia: la Romagna.

 

"L'art. 132 della Costituzione Italiana, prevedendo la possibilità di costituire nuove Regioni - si legge in una nota proprio del MAR - dona infatti ai Consigli comunali delle popolazioni interessate un ruolo chiave in tale processo. Non è pertanto giustificabile la posizione dei Sindaci che ritengono tale argomento estraneo ai loro compiti. Si precisa inoltre che, essendo il M.A.R. rispettoso di tutte le opinioni, la richiesta di Referendum non è diretta ad una dichiarazione a favore della autonomia romagnola, ma è mirata semplicemente ad ottenere il rispetto della autodeterminazione, diritto naturale dei popoli, costituzionalmente garantito".

 

"Ad oggi, i Comuni di Verghereto, Rocca San Casciano, Meldola, Dovadola, Sarsina, Bellaria hanno votato favorevolmente la proposta del MAR nei rispettivi Consigli comunali. Di parere negativo, anche se con diverse sfumature, le risposte dei Sindaci di Santarcangelo, Bagnacavallo, Cesena. Già altri Comuni hanno inserito nel proprio ordine del giorno il tema e quindi ci si attende a breve altre risposte".

 

"Il M.A.R., che rappresenta la volontà di tantissimi cittadini (ricordiamo 90.000 adesioni raccolte nelle piazze e migliaia di contatti e-mail avuti sui siti Internet gestiti direttamente), ha programmato per le prossime elezioni regionali di porre con forza, al di là delle diverse ideologie e impostazioni politiche, il problema Romagna. E verrà indicato chiaramente chi si sarà mostrato rispettoso del nobile e democratico istituto del Referendum e chi invece democratico non è, non volendo concedere la parola agli elettori".

 

"Siamo fermamente convinti - si conclude la nota - che un pronunciamento da parte dei cittadini, espresso con un Referendum, sia un atto fondamentale per una democrazia, espressione della sovranità popolare, che nessun Sindaco e nessun Consigliere comunale dovrebbero ostacolare. Tantomeno con pretesti quali l'asserire che "non è il momento giusto" per tali istanze : ma quanto devono ancora aspettare i cittadini romagnoli prima di potersi liberamente e democraticamente esprimere?"

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