Regione Romagna? Il vice-sindaco Biserna: "Un grande amore, ma non arroccarsi"

Regione Romagna? Il vice-sindaco Biserna: "Un grande amore, ma non arroccarsi"

Regione Romagna? Il vice-sindaco Biserna: "Un grande amore, ma non arroccarsi"

FORLI' - La Regione Romagna "è stato ed è anche per me un primo amore, ma bisogna essere realistici, anche perché spingere su una strada che non ha sbocchi porta all'indebolimento delle giuste istanze": lo sostiene il vice-sindaco di Forlì Giancarlo Biserna, leader dell'Italia dei Valori di Forlì e romagnolista convinto. "Colgo l' occasione del recente congresso degli amici della Regione Romagna per affrontare una questione importante", spiega.

 

"Questione che però non riesce a ottenere dei risultati. E' quella del necessario rafforzamento delle politiche complessive della Romagna nel contesto regionale e della conseguente o antecedente conflittualità tra i Comuni principali, che blocca alquanto un equilibrato ed omogeneo processo di sviluppo dell' intera Romagna. Mi si dirà che in tutta Italia tanti Comuni sono in competizione tra loro. Lo so, ma qui la competition è particolare, perchè l' appartenenza alla Romagna ha una sua oggettiva storia molto forte, direi quasi quanto quella al proprio Comune romagnolo. Questa appartenenza spinge i Comuni ad essere primi in Romagna a scapito dei vicini. Figuriamoci se Parma, Modena, Reggio o anche altri territori italiani compositi hanno questi problemi", è la riflessione di Biserna.

 

Che continua: "Che fare per la Romagna allora? Sicuramente l' obiettivo deve essere quello di unire e coordinare le forze tra tutte le province e i comuni, ma come? La regione autonoma è stato ed è anche per me un primo amore, ma bisogna essere realistici, anche perché spingere su una strada che non ha sbocchi porta all'indebolimento delle giuste istanze. Sui motivi di tale difficoltà non ci voglio tornare, ce lo siamo detti tante volte, sono stati sia tattici per scelte di campo politiche sbagliate sia strategici perché non si considera abbastanza che i processi storici e di mutamento vanno tutti in altre direzioni. Detto questo però riconosco che la porta va tenuta sempre aperta anche per l' impegno e le visioni positive dei tanti fautori dell' autonomia e anche perchè la politica ha comunque bisogno delle sue bandiere".

 

"Quale l' alternativa allora? Una premessa essenziale, che deve diventare un dato di fatto, va fatta. In questa battaglia i romagnoli sono e saranno sempre soli a prescindere dalla parte politica. Non ci sarà nessuno a Bologna o a Roma e nel proprio partito extra Romagna, che ci aiuti, perché nessuno ha interesse a vederci più forti. Quindi le nostre carte ce le dobbiamo giocare in casa aumentando la nostra forza e quindi innanzitutto convergendo sul tema, oltre i conflitti tra destra e sinistra; va acquisito che i contrari ai temi evidenziati dalla autonomia non sono nemici e che i favorevoli a quelle proposte non sono separatisti. E per fare questo occorre "un luogo" dove avviare un dibattito".

 

"' in tale luogo che vanno approfondite diverse opzioni. Ne cito alcune: a) un vero coordinamento tra i Sindaci con competenze precise e con percorsi da rispettare. E' pensando a questo che tempo fa mi sono permesso di parlare, almeno per quanto riguarda la mia provincia, ove è forte la competitività tra Cesena e Forlì, di costituire un Ufficio dei due Sindaci con funzioni importanti, b) rilanciare la "città metropolitana", impegnando i nostri parlamentari romagnoli a Roma a lavorare per inserirla nell' albo d' oro di quelle previste, e consapevoli che su questa riforma anche Bologna (destra-sinistra tutti insieme) ci remerà contro perchè a tavola non vuole vicini; c) agire dal basso ripartendo con un forte - se possibile - coinvolgimento popolare e pensando alle prossime elezioni amministrative e regionali. Va costruito un rilancio delle tematiche di gestione con chi ci sta, una specie di Grande Associazione per la Romagna, pronta a presentare le sue proposte all' attuale sistema dei partiti (non penso assolutamente a piccole liste civiche localistiche). Se tutti i partiti, o diversi, raccoglieranno le idee di questo nuovo fronte, ancora meglio, l' obiettivo di una Romagna con più peso avrà possibilità di essere realizzato. Si può parlare di queste cose tra romagnoli di buona volontà, se mai in un luogo costruito appositamente?", conclude Biserna.

 

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di asso70
    asso70

    ma quale regione romagna!! bisogna dividere il nord dal sud dell italia.......

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    che prima torni a finire il suo lavoro sul degrado degli orselli! poi... sarà il popolo a decidere per l'indipendenza della romagna! non certo Biserna... o coloro che ne sparano una diversa dall'altra ogni giorno solo per spirito di contraddizione politica...

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