Regione Romagna, Marino Bartoletti: "quel pericoloso romagnolista di Che Guevara..."

Regione Romagna, Marino Bartoletti: "quel pericoloso romagnolista di Che Guevara..."

Regione Romagna, Marino Bartoletti: "quel pericoloso romagnolista di Che Guevara..."

C'è un peccato - almeno uno!- nel quale gli amministratori non dovrebbero mai cadere: quello di negarsi alla volontà del popolo. E dunque di negare al popolo la libertà di esprimersi. Sinceramente mi aspettavo che il Sindaco di Forlì Roberto Balzani, originale e interessante creatura politica "figlia" di tre volontà elettorali consecutive che ne hanno decretato l'ascesa (primarie, amministrative, ballottaggio), fosse non dico meno sprezzante, ma perlomeno più rispettoso nei confronti del significato, dell'importanza e  dunque della sacralità della libera "scelta" popolare.


E allora perché nel caso del referendum pro-Romagna, l'Uomo Eletto dimostra tanta ostentata chiusura, tanta snobistica insofferenza, tanto inatteso fastidio? Giusto, legittimo, sacrosanto esprimere, caldeggiare e perfino diffondere un'opinione ("Io e Lucchi, Sindaco di Cesena, andremo di casa in casa fin nei borghi più sperduti della Romagna a convincere i nostri concittadini che la Romagna autonoma sarebbe un dannoso e stupido nonsenso"): ma, a parte la facile battuta sia sul tempo libero della coppia "BaLù" (non dovrebbero fare i Sindaci invece dei piazzisti?), che sul fatto che esistano i "borghi sperduti della Romagna" (allora.esiste anche la Romagna?), non sarebbe meravigliosamente coerente e soprattutto democraticamente impeccabile che alla fine del loro inatteso Magical Mistery Tour i cittadini venissero chiamati a esprimere anche la PROPRIA opinione?


E invece pare di no. Il romagnolo degli "sperduti borghi" si beccherà la predica storico-social-politica, ma poi non potrà che mettersela in quel posto che la crassa fantasia lessicale di questo o quel paesello meglio gli saprà suggerire.

 

Eppure come sarebbe bello, come sarebbe democratico, come sarebbe progressista permettere ai cittadini di dire sempre quello che pensano, soprattutto su vicende che li riguardano direttamente. In fondo che problema c'è? Se i romagnoli "non sono stupidi" finirebbero col dar ragione al duo "BaLu" e dunque a chiudere per sempre il fastidioso discorso. A meno che. A meno che, accipicchia, e se invece osassero votare contro chi ha deciso di "pensare anche a nome loro"?


Sapete chi ha detto "non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza"? Un pericoloso reazionario (forse  anche... un cocciuto romagnolista)? Si chiamava Ernesto Che Guevara. E morto per l'indipendenza della sua Terra.

  

Marino Bartoletti

Presidente di Viva Forlì

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di ilpassatorscortese
    ilpassatorscortese

    Ad onor del vero Ernesto "Che" Guevara era argentino di nascita e morì per le torture subite in Bolivia, quindi non per la libertà della sua Terra! E' entrato nel mito per la sua tenacia nel credere di poter esportare la rivoluzione cubana anche in altri paesi (dall'Africa all'America Latina), nello slancio idealistico di migliorare le condizioni di vita del prossimo, al di là del colore della pelle o della nazionalità. In questo si avvicina molto alla figura di Garibaldi, non a caso ricordato come l' Eroe e molto vicino anche nell'iconografia risorgimentale. Dal di qui a pensare che oggi sarebbe stato un romagnolista è una favola creata per raccontarsela, ma la Storia non si fa con "palombelle" o "cucchiai", per quanto lo spessore culturale di Brera ci manca assai. Davvero si pensa che, considerate le condizioni in cui versa oggi l'Italia, il medico, dottor Ernesto Guevara, detto "El Che", si sarebbe preoccupato più di curare la Romagna?

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Bravo Marino Bartoletti,sicuramente piu' obiettivo e piu' libero del sindaco Balzani !

  • Avatar anonimo di Elena Zaccheroni
    Elena Zaccheroni

    Non credo che la Regione Romagna possa definirsi come "l'ennesima storiellina alle porte delle elezioni da dimenticare subito dopo". Quello che è il desiderio di tanti Romagnoli (sottoscritta inclusa) non è nato nel 2009, ma ha origini assai più lontane nel tempo, dalla costituzione di un movimento ad hoc il MAR. Tutto ciò premesso, condivido la posizione di Marino Bartoletti. I Romagnoli devono avere la possibilità di esprimere il loro parere al riguardo e non credo che saranno proprio persone che devono la loro elezione ad uno strumento democratico come le primarie, ad opporvicisi.

  • Avatar anonimo di Cristian_66
    Cristian_66

    altri....mezzi di distrazione di massa.....ma sono questi i problemi di Forlì??? suona come l'ennesima storiellina alle porte delle elezioni da dimenticare subito dopo che si è votato..

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -