Regione, via libera al piano di azione ambientale 2011-2013

Regione, via libera al piano di azione ambientale 2011-2013

L'Aula ha approvato - favorevoli Pd, Idv, Sel-Verdi, FdS; astenuti Pdl, 5 stelle e Udc - la delibera di Giunta che ha per titolo "Piano di Azione Ambientale per un futuro sostenibile 2011-2013".  L'assessore all'Ambiente, Sabrina Freda, ha evidenziato gli elementi di continuità e le differenze rispetto al PAA 2008-10. La Giunta ha elaborato il Piano alla luce del mutato contesto economico, segnato da una crisi di notevole gravità, e delle linee strategiche uscite dalla Commissione Europea nel 2009 tramite l'ormai famoso documento "Europa 2020".

 

Nell'ambito emiliano-romagnolo, l'obiettivo è aiutare il passaggio dal "Patto per attraversare la crisi" al "Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva", rispondendo pienamente alle sfide poste dalla strategia "Europa 2020".  Questo Piano di Azione Ambientale si pone in sinergia con il Piano Territoriale Regionale. Vengono confermati i contenuti e gli ambiti prioritari di intervento individuati nel PAA 2008-10: conservazione della biodiversità (con una particolare attenzione ai corsi d'acqua); riduzione dei rifiuti e ottimizzazione della loro gestione; soluzioni a esigenze territoriali specifiche.

 

Le risorse finanziarie attivabili (sommando fondi nazionali, comunitari, e regionali) ammontano a circa 23,6 milioni di euro, di cui 17,3 da destinare a progetti territoriali, e 6,3 in capo alla Regione, che realizzerà progetti di valenza generale. A queste cifre contribuiscono 8,6 milioni di euro recuperati (ribassi d'asta, economie, eccetera) rispetto all'attuazione dei Piani precedenti. Vengono confermati i criteri di ripartizione: 33% quota fissa, 33% estensione territoriale; 33% popolazione (comprese presenze turistiche e residenze universitarie. All'approvazione del PAA, farà seguito la stipula delle intese con le singole Province. Verrà data priorità ai progetti di più immediata fattibilità e utili a scongiurare o rispondere alle procedure di infrazione dell'UE.

Il dibattito

L'Aula ha innanzitutto respinto - con il voto dei consiglieri di maggioranza - una richiesta di sospensiva (ai sensi dell'art. 74 del Regolamento interno) sollevata dai consiglieri Favia e Defranceschi (5 stelle).  A favore è intervenuto Luigi Giuseppe Villani (pdl), contro Paola Marani (pd).La richiesta è stata motivata con la mancanza di un'aggiornata Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che a parere dei richiedenti costituisce uno strumento di valutazione indispensabile sull'attuazione del PAA 2008-10.  Il consigliere Favia ha preannunciato ricorso al TAR.

Giovanni Favia (5 stelle) ha lamentato l'arroganza della maggioranza e il grave limite di partecipazione che si configura con l'approvazione del nuovo PAA senza che siano presentati concreti elementi di valutazione sugli effetti del Piano precedente a proposito di consumo di suolo, quantità di rifiuti da smaltire e sistemi di raccolta, inquinamento delle acque e dell'aria. Da qui discendono una serie di emendamenti al PAA presentati dal gruppo 5 stelle; per esempio, va meglio specificato l'impegno della Regione per lo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta, e reso esplicito il sostegno a chi propone la distribuzione di prodotti senza imballaggio, per ridurre a monte la produzione di rifiuti.

Andrea Pollastri (pdl) ha definito debole l'approccio della Giunta a questo atto, che manca di una seria analisi sui risultati fin qui ottenuti. Si tratta di un atto frettoloso, a cui oltretutto viene a mancare il parere del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali).

Per Gabriella Meo (sel-verdi), non si tratta di un atto di pianificazione, ma di un atto amministrativo con cui la Regione assegna risorse a iniziative territoriali, di Comuni, Province, Parchi... La consigliera ha poi sottolineato la forte riduzione delle risorse disponibili per raggiungere gli obiettivi dichiarati.

Per Paola Marani (pd) il piano, nel dare continuità a temi già tracciati nel precedente, ha un valore in quanto le azioni non esauriscono, ma vanno ad integrarsi con tutta la pianificazione regionale (a partire dal Piano Territoriale) all'interno di un disegno unitario. Anche l'efficacia del PAA andrà misurata nell'ambito delle complessive politiche di pianificazione regionale.

Sandro Mandini (idv) ha parlato di un Piano di grande concretezza rispetto agli obiettivi da raggiungere e con il quale, in continuità con quello precedente, si definiscono precise linee d'intervento integrando i principali strumenti di programmazione. Per quanto riguarda l'attuazione degli obiettivi della riduzione dei rifiuti entro il 2012, ha sottolineato che servirà un'opera di sensibilizzazione nei confronti di Comuni e Aziende pubbliche, che non sempre hanno collaborato.

Andrea Defranceschi (5 stelle) ha sottolineato la valenza di questo piano, che definisce linee e azioni per tutelare l'ambiente e dovrebbe essere basato sulla valutazione. Per avere una valutazione sulle singole componenti ambientali, è necessaria una base di dati; questo non significa contrastare il Piano in sé, ma si dovrebbe ragionare su basi scientifiche e con dati molto più accurati di quanto fatto finora.

Per Gabriele Ferrari (pd) il vero problema, il punto critico, è che ci sono poche risorse per tanti bisogni: è netta la riduzione delle risorse disponibili (da 42 a 23 milioni), il che rende ancor più essenziale il perseguimento di alcune priorità, come quella della raccolta porta a porta dei rifiuti e il riuso dei rifiuti recuperati.

Luigi Giuseppe Villani (pdl), preannunciando l'astensione del suo gruppo, ha definito fallimentari i PAA che si sono succeduti dal 2001, visto che gli obiettivi prefigurati rimangono gli stessi e le priorità di azione vengono ancora una volta confermate. Ha poi definito grave la mancanza di dati aggiornati e altrettanto grave la mancanza del parere del CAL.

L'Aula ha approvato due emendamenti presentati dall'assessore Sabrina Freda.  Il primo stabilisce che la Giunta individui misure tese a valorizzare il conseguimento di certificazioni ambientali da parte delle imprese, prevedendo forme di semplificazione.  Il secondo, ipotizza di riattivare il Fondo rotativo per le imprese costituito dalla Regione nel 2005, dedicato agli investimenti in campo ambientale, in particolare puntando a finanziare interventi di miglioramento delle emissioni in atmosfera.  L'Aula ha respinto 10 emendamenti presentati dal gruppo 5 stelle.

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