Regolamentazione azioni di lobbying, respinto Progetto di Legge di Renzi (An)

Regolamentazione azioni di lobbying, respinto Progetto di Legge di Renzi (An)

BOLOGNA - A maggioranza dei presenti, la commissione "Attuazione dello Statuto" ha espresso parere negativo sul Progetto di Legge intitolato "Norme per la trasparenza della Regione Emilia-Romagna e per la regolamentazione dell'attività di rappresentanza di interessi particolari", d'iniziativa di Gioenzo Renzi (An-Pdl).
Voto a favore di An-Pdl, Fi-Pdl e Lega Nord, contrario il Pd, astenuto il consigliere Sd.
Il provvedimento sarà comunque portato all'esame dell'Aula nella prossima seduta.

Scopo del PdL è regolamentare, in Emilia-Romagna, l'attività di rappresentanza di interessi particolari, vale a dire "l'attività finalizzata ad influenzare la Giunta e l'Assemblea legislativa regionali ad assumere determinate decisioni o ad effettuare precise scelte politiche", con l'obiettivo di rendere tale attività "più trasparente ed accessibile" a tutti i soggetti interessati. Si afferma che rendere conoscibile l'attività di lobbying, già praticata a tutti i livelli (europeo, nazionale, regionale e locale), significa rispondere a un'esigenza avvertita innanzitutto da chi svolge questa attività e nello stesso tempo assicurare la trasparenza dell'azione politico-amministrativa svolta dalle istituzioni regionali. Ciò sarà ancor più cruciale quando il federalismo entrerà a pieno regime, e queste attività diventeranno "sempre più un elemento non trascurabile nell'iter decisionale della Regione". Perciò si ritiene opportuno stabilirne la regolamentazione, in modo tale da concorrere alla divulgazione di una cultura aperta al dialogo con chiunque sia portatore di interessi legittimi, idee e proposte da rappresentare ai decisori pubblici.


Il provvedimento è composto da dieci articoli. Si prevede l'iscrizione obbligatoria in un registro pubblico (da istituire presso l'Assemblea legislativa) per chi esercita l'attività di "rappresentanza di interessi particolari" (persone, associazioni, enti e società) al fine di "perseguire interessi leciti propri o di terzi nei confronti del Presidente della Regione, dei componenti e dei funzionari con ruoli direttivi della Giunta regionale e dei componenti dell'Assemblea legislativa, in modo tale da incidere sui processi decisionali pubblici in atto o per avviarne dei nuovi".


Gli interessati dovranno iscriversi al registro entro 30 giorni dall'inizio dell'attività di lobbying, specificando l'interesse particolare che si intende rappresentare; entro il 31 gennaio di ogni anno, dovranno stendere una relazione dettagliata sull'attività svolta. Anche i pubblici decisori dovranno rendere nota l'attività di rappresentanza di interessi particolari a cui sono stati soggetti, facendone menzione nella relazione illustrativa e nel preambolo delle Leggi, nonché nelle premesse agli atti amministrativi generali.

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