Report torna a Forlì: divani ancora 'cinesi'

Report torna a Forlì: divani ancora 'cinesi'

Report torna a Forlì: divani ancora 'cinesi'

FORLI' - Divani cinesi, due anni dopo. La trasmissione di RaiTre Report è tornata con una puntata dedicata al "Come è andata a finire?" domenica sera sulla vicenda di Divanopoli, la concorrenza sleale cinese nel settore del mobile imbottito (divani e poltrone) del territorio forlivese. La trasmissione di fine 2009 portò alla ribalta nazionale un problema già più volte denunciato dai media locali, vale a dire la concorrenza a suon di lavoro nero tra gli artigiani dell'indotto.

 

Sebbene il mobile imbottito non rappresenti un distretto industriale, ma solo la rimanenza di settore trainante circa vent'anni fa dell'economia forlivese è alta l'attenzione sul destino di queste produzioni. Un'inchiesta della Procura di Forlì ha ipotizzato la costituzione di società di fatto tra committenti italiani (alcuni salottifici) e i conto-terzisti cinesi (a cui viene delegata specialmente la fase del cucito) a volte operanti nello stesso capannone, ma con società nominalmente diverse.

 

I controlli hanno indicato in diversi casi il ricorso al lavoro nero o "grigio" (raramente la clandestinità), e soprattutto il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e le contribuzioni previdenziali. Questo ha portato a mettere in ginocchio gli artigiani che operano nell'indotto del mobile imbottito. Nella puntata di Report di domenica sera, le telecamere di RaiTre hanno dato conto dell'esito giudiziario della vicenda, con il ritiro dell'accusa di più grave, quella di turbata libertà dell'industria, in cambio dell'assicurazione di commesse di lavoro per otto anni alle due artigiane emarginate nel tempo dal sistema che hanno denunciato.

 

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Nella puntata di Report, inoltre, è emerso che il collegamento "anomalo" con i conto-terzisti cinesi non si è bloccato: le telecamere infatti hanno individuato alcuni lavoratori cinesi in uscita dagli stabilimenti oggetto d'inchiesta. Intervistati, il sindaco Roberto Balzani e il presidente della Camera di commercio Alberto Zambianchi, hanno assicurato di voler reprimere il fenomeno, anche riconoscendo gli errori degli scarsi controlli del passato.

Commenti (26)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @merisi... infatti il vero problema di questi (governo e opposizione, cittadina e nazionale sia ben chiaro) non sono i nostri problemi ma gli exit pool, le prossime elezioni, i seggi persi e presi, il riuscire a dire che non si è perso nemmeno davanti ad un 5 a 0. In questo caso specifico il problema del sindaco e di tutti gli altri non è la difesa del suo territorio di competenza ma il difendersi dal movimento 5S che ha avuto l'arroganza di denunciare un problema concreto. Devo dire che ho trovato nel mopvimento 5s l'unica "entità" che concretamente si sia data da fare per mettere il problema sui giusti tavoli e sotto la giusta luce, mentre gli altri minimizzavano o negavano loro giravano di notte a filmare e facevano diramare avvisi alle prefetture, denunciavano sui media, facevano interrogazioni in comune e azioni in provincia e regione.Tutti gli altri si sono limitati a cavalcare l'onda finche poteva fruttare un minimo di visibilità mediatica. Ah, i blasfemi e senza preoccuparsi delle conseguenze politiche. Grazie movimento 5S.

  • Avatar anonimo di Michelangelo Merisi
    Michelangelo Merisi

    @mtvaccari, Balzani dimentica anche che mentre la sua ssessora Maltoni era preoccupata a dire (evidentemente per tutto quanto esposto da samgidi2) che non c'era di che preoccuparsi che tutti facevano il loro lavoro solertemente, la Pirini era una delle poche insieme a Zaccarelli a continuare a ribadire la gravità della situazione. Anche se non mi entusiasma affatto Grillo, c'è da riconoscere che il movimento 5stelle, che il PD di Balzani (che forse è diverso da quello di Zaccarelli) sta tendando con ogni sorta di mezzo di demolire, è differente e migliore di altri. Se il PD facesse qualche mea culpa invece di essere sempre più inutilmente arrogante, forse guadagnerebbe quella credibilità che ormai ha totalmente perduto....ma siamo ben lontani. Ad ogni modo, viva l'Italia Unita!!!

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Interessato leggo e volentiri rispondo sperando che, non avendo io un account su facebook mtvaccari possa portare in qualche modo a conoscenza del sindaco quanto scrivo. Una bella dichiarazione di resa a fronte dell aquale avrei qualche precisazione da fare e qualche suggerimanto da dare: non ci sarebbe stato bisogno di fare gli sceriffi, sarebbe stato sufficente non negare, minimizzare, insabbiare come sistematicamente, caro sindaco, il suo assessore alle attività produttive (ex CNA,ma và!), il consigliere provinciale Alessandrini (ex CNA ma va!) si sono affannati a fare, in maggio dell'anno scorso erano talmente occupati in questa attività che mi stavo preoccupando per la loro salute.Il welfare che lei cita tra le sue priorità di tutela non riguarda anche il normale svolgimento dell'attività lavorativa? Ancora, partendo dal presupposto che chi le scrive il giro delle parrocchie lo ha fatto praticamente tutto (associazioni, prefettura,ecc. ecc. ) ed essendo ben conscio che un sindaco non è uno sceriffo almeno una cosa la poteva fare, esercitare una "pressione morale" ben più forte del porsi come parte civile ed obbligare le parti da lei citate a sedere attorno ad un tavolo per dire che il sindaco e la città dicono NO!! E se non fate il vostro dovere ci va il sindaco sui giornali a sputtanarvi!!! Mi si scusi il francesismo!! Ogni istituzione alla quale mi sono rivolto mi ha compreso e serenamente spiegato che non è compito loro, BASTA!!!! Grazie.

  • Avatar anonimo di mtvaccari
    mtvaccari

    (continua) Qualcuno – prego – mi dica come, date le condizioni di uomini e di mezzi in cui ci muoviamo, con gli organici delle Forze dell'Ordine tagliati e la difficoltà a coordinare incontri con altri pezzi dell'Amministrazione. Se qualcuno ha idee pratiche, fattive, venga a trovarmi: se possono funzionare, le applicherò. Roberto Balzani"

  • Avatar anonimo di mtvaccari
    mtvaccari

    Penso che possa essere interessante per i commentatori, la precisazione data dal Sindaco Balzani ad un cittadino sulla sua pagina di Facebook "Cari Amici, i vostri commenti impongono alcune precisazioni. Prima precisazione: lo sfruttamento di manodopera, la concorrenza sleale, ecc., sono reati che, in primo luogo, debbono essere perseguiti dalle autorità competenti: Forze dell'Ordine, Inail, Ispettorato del Lavoro... Insomma, lo Stato. Io ho 100 vigili urbani, che fra l'altro fanno un turno di notte la settimana e che, per ciò che attiene alla verifica delle attività imprenditoriali, hanno competenze di natura urbanistica (vale a dire, controlli sugli edifici, sugli eventuali abusi, ecc.). Il sindaco, in Italia, non è uno sceriffo. Si deve occupare, in primo luogo, di altre cose: welfare, strade, pubblica illuminazione, determinati ordini di scuole, servizi pubblici, ecc. Naturalmente, può esercitare una pressione morale, come ha fatto il sindaco di Bertinoro. E infatti al processo di Divanopoli ci siamo costituiti parte civile. Seconda precisazione: le associazioni d'impresa, i sindacati, la Camera di Commercio sono gli attori che si occupano del mondo produttivo locale, dal lato del capitale e da quello del lavoro. Sono questi i soggetti che devono segnalare che qualcosa non funziona o che alcuni settori devono essere monitorati con più attenzione. Terza precisazione: prima di Report, il tema Divanopoli non era passato nella campagna elettorale amministrativa, non era stato trattato dalle forze di maggioranza né dalle forze d'opposizione, Movimento Cinque Stelle incluso. E' probabile che ce la siamo dormita tutti, e che dall'intero mondo politico-amministrativo il tema sia stato sottostimato. Ne convengo. Ora però bisogna capire come reagire, senza demagogia. I controlli sono stati effettuati in modo più stringente; alcune imprese cinesi hanno cambiato aria; ci sarà un processo; i vigili urbani collaborano ai blitz interforze, e fanno il loro dovere. Per quello che mi riguarda, il tema dell'illegalità nel mondo del lavoro e della produzione è senz'altro una questione rilevante, per affrontare la quale occorre però la collaborazione dello Stato. Che c'è, grazie al Prefetto e alle sue scelte. Sono scelte insufficienti? Non bastano? Dobbiamo andare oltre? (continua)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @schietto.. Le rispondo con piacere, le occasioni mancate sono state tante e sono dovute alla totale mancanza di talento imprenditoriale dei miei colleghi forlivesi: è molto più facile trovare il sistema di sfruttare degli schiavi nascondendosi dietro una facciata di perbenismo grazie ai loro connazionali che fanno il lavoro sporco piuttosto che imparare 3 lingue e seguire corsi di marketing(gli imprenditori, non gli impiegati) per cercare di qualificare prodotto,azienda e territorio. Questa è una situazione comune alle aziende più piccole ma fatte le dovute proporzioni anche in quelle più grandi, è stato più semplice non costruire marchi e vere reti commerciali diventando in realtà contoterzisti evoluti aderendo a questo sistema piuttosto che dire no, io reinvesto sulla mia azienda e sul mio marchio ed il mio prodotto costa tot. perchè è realizzato così e vale questo. Naturalmente quando parlo di aziende mi riferiscono a quelle che immettono il loro prodotto sul mercato e non ai contoterzisti che sono (erano!) un patrimonio che andava tutelato in primis dai capofila e poi dalle istituzioni. Io stesso fui promotore anni fa di un tavolo attorno al quale si cercò di far sedere gli imprenditori più in vista di questo settore per dibattere e "combattere" questo sistema con l'obbiettivo di tutelare il Made in Italy, al tavolo erano presenti anche rappresentati importanti di alcune istituzioni, il tutto naufragò grazie al disinteresse (interessato) di di 3 su 5 degli imprenditori presenti (uno dei quali guarda un pò imputato nel processo) ed all' "aueiciòismo" del rappresentante di una delle istituzioni che ha ribadito la sua posizione (L'"aueicòismo" appunto) anche durante l'ultima trasmissione di report.Un'ultima considerazione riguardo la comunità cinese: attenzione dire che in Sicilia c'è la mafia non vuol dire dare dei mafiosi ai siciliani, è più dannoso negare che all'interno di quella comunità (geografica o etnica) esista un problema che danneggia tutti gli altri.

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    @samigidi il razzismo stava nelle parole di diversi intervistati che alla fine più che di parlare con giusto disprezzo di "concorrenti sleali" parlavano con quel disprezzo dei cinesi. Mi rendo conto che in questa fase è una distinzione poco più che formale, ma nonostante tutto bisogna tenere i concetti ben divisi. Non conosco il marchio etico e quindi mi fido di lei, mi limito a dire che poteva essere una buona idea e non un'idea da scartare a priori solo perché non criminalizza i cinesi. Se lei è un imprenditore del settore, inoltre, vorrei una parola chiara anche sul resto: le occasioni mancate del non-distretto di Forlì del mobile imbottito (poteva essere come le ceramiche di sassuolo o i motori di Bologna-Modena, invece...)

  • Avatar anonimo di Gianps
    Gianps

    Ragazzi non vorrei sembrasse una marketta, intervengo per segnalare il sito del nuovo marchio creato da Elena Ciocca e Manuela Amadori www.eticadivalia.it. Ho visto che hanno anche una pagina Facebook (sempre con il marchio Etica Divalia), dove, volendo si può dare loro un segno di solidarietà. Ciaoo Gianp

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @schietto: sono d'accordo con lei su tutta la linea, chi le risponde ha avuto ed ha tutt'ora alle dipendenze lavoratori stranieri, anche cinesi, debitamente messi in regola e che mi hanno dato soddisfazioni e grattacapi in egual misura agli italiani. Non solo, lavoro in partnership con aziende italiane costituite da stranieri e non mi crea nessunissimo problema, quelle con le quali lavoro io rispettano le regole che rispetto io. Mi spiace ma non riesco a vedere un lato razzista in quanto si sta dicendo. Per quanto riguarda il marchio etico vorrei porle una domanda: lei si fregerebbe del marchio "persona onesta" se potesse fregiarsene Toto Reina visto che il controllore potrebbe essere Bernardo Provenzano? E lo farebbe se, andando a controllare chi se ne fregia ad oggi, si accorgesse che l'unico è un personaggio che si proclama pulito ma si sa in giro essere quanto meno sospetto? Altra domanda: dovendo affrontare dei mercati e non la sola opinione pubblica cittadina lei aderirebbe sapendo benissimo che, anche qualora la cosa fosse fatta in modo serio (e non è questo il caso), questo marchio non verrà riconosciuto da nessuno fuori dalla provincia di FC (sempre che qui lo riconosca qualcuno?). Io preferirei produrre un casellario penale che è sancito da un organo ufficiale e che evidenzia che sono una persona a posto.Questo vale per il parallelo tra la buffonata del codice etico ed una certificazione SA 8000 che al pari di altre certificazioni (ISO 90001 ecc.)qualificano l'azienda su tutti i mercati. Mi scuso per la coloritura ma spero fpossa aiutare a comprendere un punto di vista.

  • Avatar anonimo di franco61
    franco61

    Temo: 1) che la Cina non si possa proprio toccare....2) C'è chi ci guadagna eccome in questa situazione (E SONO LOCALI) e se ne fotte di portar via in questo modo il lavoro a chi ha sempre lavorato alla luce del sole. Poi per quanto riguarda le istituzioni,dai sindacati alla CCIAA,comprendendo tutto quello che ci sta in mezzo, mi sento di dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere.....

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    Comprendo in tutta la sua gravità il problema e sono solidale a chi è perbene e si trova a pagarne le conseguenze. Il problema esiste, va affrontato e pace per "l'immagine" della città. Detto questo, voglio fare due riflessioni: quanto hanno detto gli intervistati di Report traspirava un po' di razzismo, tanto che la Gabanelli alla fine ha dovuto fare una virata finale con un suo commento in fondo al servizio. Noi dobbiamo fare una battaglia per il rispetto delle regole, poi se i cinesi, a parità di punto di partenza, sono più bravi è giusto che vadano avanti loro. Lo si è visto quando tutti in molto molto "carlone" hanno criticato gli stanziamenti per gli opuscoli in cinese. Se noi riusciamo a portare i cinesi in schiavitù (almeno provarci) a denunciare, il sistema implode da dentro. Così come se portiamo i cinesi su uno standard di eticità (con i dovuti controlli) possiamo risolvere molti problemi. Questo è affrontare un problema con una "politica" e non per desiderio di vendetta sociale. Vorrei anche aggiungere una riflessione più vasta: se il settore del mobile imbottito fosse riuscito negli anni a fare sistema, virare sulla qualità alta (c'erano tutte le competenze) un export con propri marchi (alla fine i più grossi forlivesi sono pur sempre anonimi contoterzi di grandi gruppi francesi), forse non saremmo arrivati al punto di litigarci una misera pagnotta tra cinesi e italiani. Un commento di samigidi (a cui per ilresto va la mia solidarietà;) quando dice che lui ha subito rifiutato sdegnato il marchio comune è la spia di questa inacpacità che hanno avuto i forlivesi (aziende leader e indotto) di mettersi assieme.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @rick....esattamente, e continuano, però noi cittadini i capannoni illuminati di notte dietro casa nostra li vediamo bene!

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    piu che altro poi nevio zaccarelli da subito si è schierato con elena e manuela, giustamente dall'inizio parte civile nel processo, mentre il nostro sindaco e altri hanno fatto finta di niente o peggio ancora condannato la denuncia...spesso ci si lamenta che le istituzioni sono lontane dalla gente...

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @erika:non lo puoi sapere, proprio perchè le autorità tutte non fanno il loro dovere. Le aziende disoneste vengono trattate esattamente (anzi a volte meglio, non vengono fatti nemmeno i controlli di routine) come quelle oneste. Per il resto bisognerebbe scieglere di non comprare certi prodotti per partito preso!! L'altro sistema è fare più pressione possibile, ognuno di noi nel suo piccolo, sull'opinione pubblica, sulle autorità, sui sindacati, sulle associazione per costringerli a debellare un fenomeno che si manifesta in tutto il settore manifatturiero: confezioni(vedi Modena),calzatura (vedi vallata del Rubicoane), pelletteria (vedi Prato), imbottito (Forlì-Brianza-Friuli-toscana- Materano ecc. ecc.) ricordando loro che non esiste una sola legge che consenta di fare questo, in italia la riduzione in schiavitù è un reato così come lo è il mancato rispetto delle norme che regolano il lavoro.!!! Tocca solo a noi proteggerci e proteggere il futuro dei nostri figli, che è preposto a farlo in realtà fa un altro mestiere.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    quella poi del machio etico è la più bella di tutte, i controllati controllati da se stessi, bellissimo. Per dirla in romagnolo "lighe i can cun la suzeza!!!".Qualche tempo fa era stata avanzata da qualcuno una proposta sensata: che il CISe per promuovere le aziende virtuose sul territorio ne selezionasse alcune (veramente virtuose, non i soliti amici degli amici della CNA-confartigianato o degli industriali o dello zio peppino) che avessero le carte in regola e pagasse loro la certificazione SA8000 ed il rinnovo per 3 anni. Naturalmente sarebbero servite altre condizioni: che le aziende selezionate fossero state aziende che affrontano mercati (il beneficio sarebbe arrivato a cascata ai contoterzisti) e che ci si fosse impegnati in una campagna di comunicazione a sostegno di questa iniziativa. La risposta è stata: "troppo costoso". Ah, certo che è meglio spendere € 50.000 per il marchio etico che è inutile ed "inspendibile" e per di più l'accesso è sorvegliato da...nessuno. Io ho detto dal primo minuto che non perderò un solo istante per aderire a questa iniziativa che ritengo ridicola ed addirittura dannosa.Sarei stato invece pronto ad investire se fosse stata accettata l'altra proposta. già, ma questo avrebbe messo in imbarazzo i produttori che lavorano per la famosa catena francese e quelli che lavorano per "&" citati da Gim nel suo commento, vuoi dar loro fastidio? Va a finire che si arrabbiano e disturbano il sonno di Zambianchi-Balzani-Alessandrini-Biserna-Maltoni-CGIL-usl-ispettorato-cna-co nfartigianato-PD-PDL-mammasantissima e compagnia cantante. No, vah, meglio fare finta di fare qualcosa e lasciare che il settore muoia, poco poco, piano piano. Andate al diavolo!!

  • Avatar anonimo di Erika
    Erika

    Che vergogna, che tristezza e che rabbia.... Leggere i commenti di questi imprenditori che lottano tutti i giorni per la propria attività e per i propri dipendenti, fa ancora più male..... Quello che mi chiedo in questi casi è: posso come cittadino fare qualcosa? Posso scegliere di NON comprare certi prodotti? Ma come faccio a sapere se il divano Made in Italy proviene da azienda "sana"?

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Anche io mi sono vergognato. E fortuna che ci hanno risparmiato i balbettamenti di Alessandrini promosso alla regione. Tra l'altro si è capito che senza l'intervento del sindaco Zaccarelli che si è subito costituito parte civile gli altri enti se ne sarebbero ben guardati. Ma possono sempre dire di aver fatto gli opuscoli in cinese e il marchio di eticità.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Oltre ad essere umiliante, è patetico e vergognoso!!! Nella via dove ha sede l'inceneritore di Forlì vediamo quotidianamente questa vergogna nel "solito" capannone già sigillato e poi riaperto...non si vedono operai che arrivano la mattina, nè tantomeno che ne escono verso sera, ma solo un viavai di camion che caricano centinaia di scatoloni marcati "....& .....". Ovviamente tutti cinesi che in quel capannone ci lavorano giorno e notte ed ovviamente ci vivono pure. Se nessuno interviene, sindacati in primis, un motivo ci sarà, bedda madre!!!

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    E' strano che il settore del mobile imbottito abbia problemi, con tutti i rivoluzionari da salotto che ci sono a Forlì...

  • Avatar anonimo di franco61
    franco61

    Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Tutti sanno a cominciare dalle istituzioni, ma nessun fa nulla o quasi. Il fatto è che i cinesi non si possono toccare e comunque ci sono tanti "commercianti" non produttori che ci guadagnano. Possibile che le schifezze in italia le scopra solo la Gabanelli? Mi meraviglio che le permettano ancora di lavorare! Ma per favore! Samigidi tieni duro e tutta la mia solidarieta' anche se non conta nulla

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @j.dorian...e comunque, siamo qui a parlarne, di una situazione conclamata di reato e nessuno se ne occupa. Ma mi domando, possibile che nessuno, intendo quelli che contano, politici sindacati ecc. ecc (quelli che ho citato in mille commenti) legga questi commenti e si ponga delle domande, o si senta (addirittura!!)in dovere di dare una risposta a dei cittadini che, lo dimostrano le inchieste giornalistiche e della magistratura, non sono certo dei visionari!! Il sindaco non legge mai queste pagine?? Il prefetto?? Vivono sull'olimpo e l'atteggiamento nei confronti dei cittadini è lo stesso degli abitanti dell'olimpo stesso.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    E' tutto davvero umiliante. La cosa più triste per me è che qui non è il fatto di leggi sbagliate, regolamenti scorretti e via dicendo. E' un problema di persone, che nessun Governo può risolvere. Chi deve controllare non controlla, chi deve reprimere non lo fa. E tutti se ne fregano.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Sono un imprenditore, vendo il mio prodotto con il mio marchio in Europa e sono anni che lotto con i denti per il posto di lavoro dei miei dipendenti. Sono riuscito a mantenerne 22 ( dai 35 che avevo) fino a quest'anno, ora ne ho 10, non passa giorno che non ci pensi e che non me ne dispiaccia. IO,NON I SINDACATI!!!!!!!! Sono assolutamente d'accordo con Rick, ribadisco che comunqueche la legalità non va lasciata a discrezione del singolo, esistono entità preposte alla tutela di chi rispetta le regole. I miei colleghi sono dei delinquenti? Va impedito loro di nuocere. Oltretutto non sono nemmeno abbastanza lungimiranti da comprendere che così si suicidano e che trascinano un intero settore nel baratro?

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    l'analisi di samigidi è impeccabile e obiettiva...la penso anchio cosi...una vergogna di dimensioni colossali, riassume tutto l'analisi balbettante di zambianchi: "Anche al sud si sa che esiste la mafia, ma...." omerta delle istituzioni imbarazzante, ma la colpa piu grossa è degli imprenditori che ci fanno la cresta...siamo rovinati

  • Avatar anonimo di concime
    concime

    però il pranzo patriottico è andato bene

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Ascoltando i balbetti di Balzani e glia "a uei ciò" di Zambianchi mi sono vergognato di essere Forlivese ed Italiano. Oramai viviamo veramente in uno stato dove il conclamato non rispetto delle regole e gli enormi danni provocato a chi le regole le rispetta viene accolto con una alzata di spalle. Se questo fa male visto su scala nazionale trovo sia devastante quando si parla della realtà più vicina a noi, al nostro territorio. Abbiamo passato anni a denunciare tutto questo nell'assordante silenzio delle autorità che elenco ancora una volta: amministrazione comunale, opposizione politica, prefettura ed organi di polizia in genere,associazioni di categoria,sindacati, ispettorato del lavoro, prefettura ed organi di polizia assortiti, SINDACATi che se ne sono serenamente fottuti dei loro assistiti (secondo me non si sono nemmeno resi conto del numero di posti di lavoro persi grazie al loro silenzio) ed il risultato quale è che chi scrive l'articolo sopra dice "Sebbene il mobile imbottito non rappresenti un distretto industriale, ma solo la rimanenza di settore trainante circa vent'anni fa dell'economia forlivese......".Ma davvero credete che sia colpa della crisi? Non riuscite a capire che tutto questo succede perchè si tollera questo sistema? Leggete le carte di Di vizio e scoprirete che il noto marchio di "divani sfoderabili fatti a mano in italia", solo per fare un esempio, produceva a Forlì fino a due anni fa 1000 divani al giorno, oggi 800. Non mi sembra una gran crisi, il problema è che a produrlo sono oramai solo laboratori cinesi, vogliamo raccontarci ancora che questo accade perchè sono più bravi di noi????Lo stesso accade con quei poltronifici a tutti ben noti che producono per la grande distribuzione francese, si è visto molto chiaramente su Report, e tutto continua esattamente così, tutte le notti, tutti i sabati e le domeniche, le autorità sanno ma "a uei ciò" e noi chiudiamo, e gli operai vanno a casa. Grazie a tutti, veramente coplimenti.

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