Riccione: "1939 Danzando sull'abisso", giovedì la presentazione in cineteca

Riccione: "1939 Danzando sull'abisso", giovedì la presentazione in cineteca

RICCIONE - Sarà presentato giovedì 21 gennaio alle ore 21.00 cineteca comunale (ingresso libero) "1939 - Danzando sull'abisso. Vittorio Mussolini e il Premio Riccione", il libro a cura di Marco Bertozzi, da un'idea di Fabio Bruschi, edito da Raffaelli di Rimini, che indaga sull'anno cruciale in cui Riccione, grazie anche alla presenza della famiglia del Duce e in particolare di Vittorio Mussolini, oltre che la capitale balneare dell'Italia fascista diventa la capitale dello star system autarchico. Alla serata intervengono Marco Bertozzi, Fabio Bruschi, Gianfranco Miro Gori, Mario Lupano e Loris Pellegrini.

Alla presentazione farà seguito la proiezione del film "Riminilux. La riviera all'epoca dei cinegiornali Luce",  di Paolo Rosa (Italia 1993, 17'). Frutto di un puntiglioso lavoro di ricerca negli archivi dell'Istituto Luce, Riminilux mostra la riviera romagnola (da nord: Bellaria, Rimini, Riccione, Cattolica) nell'epoca del massimo consenso al regime fascista.

Alla fine degli anni Trenta, Riccione diventa luogo eminente del divismo nazionale, che, dopo l'approvazione della legge sul monopolio del '38, è sempre più autarchico. Già nel '38 a Rimini si era svolto un concorso per selezionare nuovi attori e attrici, nel quale risultò vincitrice la riminese Dina Sassoli. Nel '39 a Riccione viene bandito un altro concorso, il Premio Riccione per soggetti cinematografici. In quell'occasione sbarcano nella città romagnola i divi e le divine del cinema nazionale, tra cui Clara Calamai, Doris Duranti, Luisa Ferida, Elisa Cegani, Evi Maltagliati, Fosco Giachetti, la stessa Dina Sassoli; nonché Michelangelo Antonioni, all'epoca nella veste di collaboratore della rivista "Cinema".

Il libro 1939 - Danzando sull'abisso. Vittorio Mussolini e il Premio Riccione, a cura di Marco Bertozzi, da un'idea di Fabio Bruschi, edito da Raffaelli di Rimini, è un indagine su quell'anno cruciale.

Il volume comprende, oltre ad un'ampia documentazione in gran parte inedita e a numerose fotografie, saggi critici di architetti e cineasti, storici dei media, della moda e del turismo: Marco Bertozzi, Fabio Bruschi, Giorgio Conti, Antonio Costa, Paolo Fabbri, Mario Lupano, Gianfranco Miro Gori, Loris Pellegrini, Stefano Pivato, Pierre Sorlin, Alessandra Vaccari.

La prima parte è dedicata al cinema; la seconda al contesto turistico e mondano di  Riccione e delle località balneari adriatiche in cui si coniugavano eventi cinematografici e di promozione turistica, dalla Mostra del Cinema di Venezia ai concorsi cinematografici delle spiagge romagnole; la terza parte contiene le testimonianze di Pietro Ingrao, Carlo Lizzani, Luciana Castellina; la quarta parte  scritti di Vittorio Mussolini, Ruggero Zangrandi, vincitore nel 1939 della prima edizione del Premio, Frangiotto Pullé, podestà di Riccione e Michele Gandin, poi documentarista di rilievo, segnalato nel 1940 alla seconda edizione del Premio.

Saldamente ancorato alla tradizione culturale e politica democratica e repubblicana, proprio per questo il libro non teme di misurarsi e di esporsi alla grande capacità di fascinazione di quella Riccione e di quella Italia del grande consenso al regime. Questo fascino è riprodotto e incarnato innanzitutto nell'oggetto libro che mima il formato, lo stile elegante e i modi sofisticati di una rivista d'arte o di architettura dell'epoca, riproducendone fedelmente grafica e lettering.

Il libro inserisce la vicenda di quel Premio Riccione tra cinema, letteratura, promozione turistica, stili e mode, nel più vasto palcoscenico nazionale, nell'immediata vigilia della seconda guerra mondiale. Un approccio peculiare lo inserisce - in maniera del tutto originale - in quel filone che da alcuni anni indaga sul ventennio, indagando fonti storiche "leggere", fin qui poco utilizzate e incrociando punti di vista tradizionalmente lontani.

Il Premio Riccione di Vittorio Mussolini - residente estivo della località balneare romagnola fin dal 1934, da sempre appassionato di cinema - aveva in mente il modello hollywoodiano, la necessità di professionalizzare il rinato cinema italiano, con particolare attenzione alla scrittura di soggetti cinematografici e al marketing dei film italiani attraverso lo star system autarchico.

Il Premio, patrocinato dal settimanale rotocalco "Film" di Mino Doletti e in collaborazione con la rivista quindicinale "Cinema", diretta dallo stesso Vittorio Mussolini, si tenne per tre edizioni, dal 1939 al 1941: della prima fu vincitore Ruggero Zangrandi, amico e collaboratore di Vittorio Mussolini e successivamente autore del Lungo viaggio attraverso il fascismo. La seconda edizione del Premio si tenne nel settembre del 1940, già tre mesi dopo l'entrata in guerra dell'Italia fascista a fianco di Hitler. Si tentò addirittura una terza edizione nel 1941, riservata a "concorrenti di razza ariana", ma la guerra a quel punto prevalse su tutto.

Il Premio si svolse mentre nubi di guerra si addensavano sull'Europa e sul mondo: la "Stagione d'oro" riccionese del 1939 non si era ancora conclusa quando le armate naziste invasero la Polonia, scatenando la seconda guerra mondiale.

 

Informazioni

Premio Riccione per il Teatro -  0541/694425 - 695476  -  Lun.-ven. 9-14
premio@riccioneteatro.it  -  HYPERLINK "https://www.riccioneteatro.it/" www.riccioneteatro.it
Cineteca del Comune di Rimini - 0541/704302 - Lun./mer./ven.: 14-19 - sab. 9-12

 

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