Riccione, al teatro del Mare un'Odissea tutta romagnola

Riccione, al teatro del Mare un'Odissea tutta romagnola

RICCIONE - Chi l'ha detto che il teatro in dialetto non è per tutta la famiglia? Al Teatro del Mare di Riccione, sabato 4 dicembre alle ore 21,15, la Stagione di Prosa diretta dalla Compagnia Fratelli di Taglia lancia la rassegna Dialetto ad hoc proponendo come primo appuntamento uno spettacolo che mescola poesia e dialetto adatto anche ai ragazzi dagli 8 anni: Il grande racconto del Teatro delle Briciole, Teatro Stabile d'Innovazione che nel corso della sua più che trentennale storia ha trasformato radicalmente l'immagine, il vocabolario e il concetto stesso di teatro per i ragazzi. Uno spettacolo in grado di affascinare gli adulti amanti del teatro in vernacolo romagnolo e conquistare i giovani che ormai quasi non ascoltano più il dialetto nemmeno dai loro nonni, diretto da Bruno Stori con la collaborazione artistica di Marco Baliani, le musiche di Alessandro Nidi e i costumi di Evelina Barilli. Ispirato nientemeno che dal poeta Tonino Guerra che ha voluto regalare alla storica compagnia parmense un nastro in cui ha condensato in una sola ora, con la sua singolare maestria affabulatoria, il viaggio letterario per antonomasia: L'Odissea.


Protagonista de Il grande racconto è Rico, il caratteristico scemo del villaggio - bambino nel corpo di adulto, semplice ma inafferrabile, follemente lucido ma imprevedibile - interpretato da un irresistibile Stefano Jotti che con una forte carica emotiva e ironica racconta"...di quella volta che andò a Bagnacavallo a prendere i canarini che si era incantato a sentire un signore con una voce bella che raccontava una storia così vecchia ma così vecchia che non c`era ancora Gesù Bambino e c`us ciameva l`Odissea...". Quel signore incontrato alla stazione si chiama, guarda caso, Tonino e ascoltarlo narrare gli episodi salienti del ritorno a casa di Ulisse gli fa perdere il treno per tornare nella sua Novafeltria. E in scena l'Odissea del ritorno diventa doppia: quella personale di Rico e quella mitologica di Ulisse. Rico, tra il ricordo delle parole di Tonino e le sue riflessioni personali, racconta e mentre racconta si eccita, si arrampica sul palo della luce, si spaventa, si illanguidisce, non ricorda più, si commuove, tiene per Lulisse, come lo chiama lui, ma lo sgrida anche: "...Mo che cosa c`è andato a fare da Polifemo? Poteva mica andare a casa sua che c`erano dei guai anche là?!..." Un'avventura picaresca, in cui la vena popolare si mescola con l'immaginazione restituendo in modo semplice e diretto all'Odissea la sua magia originaria di racconto orale tramandato di generazione in generazione. Il sole tramonta e anche per Rico è ora di tornare dalla sua `ma: "... Però si sta bene qui a mangiare una mela, bere un bicchiere d`acqua e raccontarsi queste storiette: di tutte le cose questa è quella che più mi sta a cuore".

 

Dalle ore 19,30 al Teatro del Mare aperitivo d'arte nel rinnovato foyer tutto da scoprire grazie agli allestimenti di Emporium arteArtigianato e le specialità biologiche ed equo-solidali Pascucci Bio.

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