Ricerca sui tumori, l'Irst di Meldola al top in Italia

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Ricerca sui tumori, l'Irst di Meldola al top in Italia

MELDOLA - Si è appena concluso a Milano il 35° Congresso Europeo di Oncologia (ESMO). Tra le notizie più interessanti il nuovo trattamento delle metastasi ossee che interessano milioni di pazienti: prevede un approccio multidisciplinare che consente importanti miglioramenti nella qualità di vita del paziente. A livello nazionale sono 6 i centri di eccellenza dove è già disponibile questa nuova modalità di affrontare le gravi complicanze ossee delle neoplasie. Tra questi anche l'Irst di Meldola.

 

In Emilia-Romagna eccelle anche l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena (professor Pierfranco Conte e dottor Roberto Sabbatini).

 

Gli altri centri sono l'Ospedale Le Molinette di Torino, l'Ospedale di Reggio Calabria, l'Istituto Neurotraumatologico Italiano di Grottaferrata-Roma e l'Università del Campus Biomedico di Roma.

 

 

Nuovi studi dimostrano la superiorità di denosumab; Nature e Time consacrano la molecola

Il documento contiene dati (numeri e percentuali) relativi a lavori che dimostrano la superiorità del nuovo farmaco Amgen (denosumab) rispetto al trattamento standard per le complicanze ossee da tumore. Si tratta di un risultato di grande importanza, dato che di regola i lavori scientifici si propongono di evidenziare la non inferiorità di un nuovo farmaco rispetto a quelli disponibili. Denosumab si è rivelato superiore rispetto al trattamento standard nel ritardare la comparsa dei problemi alle ossa e del dolore correlato. Il nuovo trattamento interessa oltre un milione e mezzo di pazienti in tutto il mondo.

 

Due nuovi studi sperimentali pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature pochi giorni fa (settembre 2010) hanno individuato la proteina chiave (RANK Ligando) responsabile dello sviluppo di alcune tipologie di tumori al seno e dimostrato l'efficacia di denosumab sulla diminuzione del rischio di tumore al seno, agendo sulla proteina RANK Ligando.

 

Il TIME ha inserito denosumab tra le migliori 10 scoperte scientifiche del 2009.

 

Le nuove frontiere farmacologiche: affamare il tumore e  bloccarne la crescita

Nel corso del Congresso sono state presentate anche le nuove frontiere farmacologiche per il trattamento delle neoplasie: due molecole che contribuiscono ad "affamare" il tumore e a bloccarne la crescita.

 

L'indagine: urologi e oncologi italiani i più attenti alla diagnosi precoce

Nel corso dell'evento sono stati inoltre presentati i risultati di un'indagine internazionale che illustra il punto di vista di oncologi e urologi sulla diagnosi e cura delle patologie ossee da tumore. L'Italia si è rivelato il paese più attento alla diagnosi precoce delle complicazioni alle ossa causate dalle terapie oncologiche. Per circa il 40% degli specialisti, infatti, lo stato di salute delle ossa deve essere controllato nel momento stesso in cui è diagnosticato il tumore. Italia esclusa, nella maggior parte dei paesi gli specialisti non considerano i problemi alle ossa nella diagnosi iniziale di neoplasia.

 

La ricerca è stata condotta su 251 medici oncologi e urologi di Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito (50 specialisti per ciascun paese, 25 urologi e 25 oncologi) tra gennaio e febbraio 2010 e realizzata con il supporto di Amgen, con l'obiettivo di individuare adeguati strumenti di formazione e informazione. I questionari comprendevano 14 domande a risposta chiusa, da compilare online in circa 5 minuti.

 

Complessivamente in questi sei paesi, due specialisti su tre monitorano regolarmente lo stato di salute delle ossa dei propri pazienti con tumore e solo un medico su tre dichiara di prestare attenzione alle patologie ossee quando sono già evidenti.

 

In generale, il 98% dei medici intervistati, tra urologi e oncologi, si è definito molto interessato/coinvolto a tutto ciò che riguarda le patologie alle ossa connesse ai tumori ed il 94% ritiene che la gestione di queste complicanze sia parte integrante nella cura delle neoplasie.

 

Quasi il 90% degli specialisti dichiara di essere interessato alle iniziative di formazione sulla gestione delle patologie ossee. L'Italia è il paese maggiormente interessato: oltre il 90% dei nostri medici parteciperebbe a queste iniziative. Più della metà degli intervistati, in ogni caso, ritiene che la salute delle ossa non sia adeguatamente tenuta in considerazione.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di sorgatin
    sorgatin

    si presume Gabri71 che, chi porta questo nome DOTTORE O PROFESSORE,lo porti per aiutare gli altri indipendentemente dal loro ceto sociale, tutto sta se queste persone hanno a mente per quale motivo hanno scelto di portare questo nome? per lo più la maggior parte delle strutture hanno le macchine ma nessuno sa ursarle. sorgatin

  • Avatar anonimo di Gabri71
    Gabri71

    Purtroppo ogni successo dell'IRST è da attribuire alle capacità e all'iniziativa dei singoli professionisti, spesso abbandonati se non osteggiati e mortificati da una direzione che, ad esclusione del prof. Amadori, è miope, impreparata e impegnata solo a fare bassa politica, peraltro fatta male.

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