Ricercato per tentato omicidio beffa Scotland Yard, arrestato a Forlì

Ricercato per tentato omicidio beffa Scotland Yard, arrestato a Forlì

Felice Ronca, capo delle Volanti della Polizia della Questura di Forlì

FORLI' - Latitante per tentato omicidio, ha trovato nuova vita in Inghilterra inserendosi nel settore dell'alimentare e facendosi beffa della prestigiosa polizia britannica, Scotland Yard, modificando di un giorno la sua data di nascita. L'individuo, Riza Vatoci, un albanese di 38 anni con cittadinanza inglese, per motivi non ancora chiariti, si è recato a Forlì dove è stato fermato dagli agenti della Squadra Volante, coordinati dal dirigente Felice Ronca, il 3 gennaio scorso.

 

L'arresto è stato illustrato venerdì mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il dirigente della Digos, Maurizio Maccora, che ha evidenziato l'ottimo lavoro di intelligence svolto dagli uomini della Volante in collaborazione con l'ufficio coordinamento della Polizia di Stato a Tirana. Tutto ha avuto inizio il 3 gennaio scorso quando una Pantera del ‘113', nel corso di un'attività di controllo disposta dal Questore Calogerò Germana, ha intercettato intorno alle 23 in viale Roma una Bmw Serie 5 immatricolata all'estero e con guida sul lato destro.

 

A bordo vi erano tre persone, due delle quali di nazionalità albanese. Il conducente, Riza Vatoci, ha esibito una patente rilasciata in Inghilterra, ma d'oltre Manica aveva ben poco. L'uomo, infatti, aveva lo stesso cognome di uno dei due passeggeri, risultato poi esser il cugino. L'altro si è inserito a Forlì nell'ambiente dell'edilizia. Gli agenti hanno così deciso di perquisire l'abitazione di quest'ultimo, in via Romagnoli, scoprendo che l'"inglese" era suo ospite.

 

Qui è stato rinvenuto il passaporto dell'amico, che presentava una data di nascita differente di un solo giorno rispetto a quella riportata nella patente. A quel punto, per consentire gli approfondimenti del caso, gli uomini della Volante hanno proceduto al fermo per identificazione, una norma del 1978 inserita nel famigerato periodo terroristico, che consente alle forze dell'ordine di trattenere un soggetto in caserma per 24 ore.

 

Vatoci è stato fotosegnalato per consentire la trasmissione degli atti all'Interpol. Tramite la banca dati è emerso che su un personaggio con generalità uguali, ma nato il 19 aprile del 1971, pendeva un ordine di cattura internazionale per tentato omicidio. La Polizia, tuttavia, è stata costretta a rilasciare l'indomani alle 17 l'individuo perché le autorità albanesi non sono riuscite (complice le festività locali) a fornire gli elementi necessari entro i termini di scadenza stabiliti dalla legge.

 

L'uomo, però, è stato tenuto sotto controllo dagli agenti anche in borghese. L'attività è proseguita fino al giorno dell'Epifania, quando da Tirana è giunta la comunicazione che l'individuo fermato era ricercato. In meno di un'ora sono scattate le manette: gli agenti lo hanno rintracciato nell'abitazione dell'amico in via Romagnoli. Gli accertamenti hanno permesso di appurare che nel 1996 Vatoci aveva sparato per vendetta personale ad un connazionale a Kruje.

 

Successivamente è stato condannato a 15 anni di reclusione. Tuttavia subito dopo l'episodio l'albanese è riuscito a far perdere le proprie tracce, visitando diversi Paesi europei fino a fermarsi in Gran Bretagna, dove nel 2005 ha ottenuto la cittadinanza. Il 38enne aveva scelto Sheffield come dimora, inserendosi nel settore alimentare. Ora si trova in carcere a Forlì in attesa che la Corte d'Appello di Bologna decida sulla convalida.

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